Simona Baldelli è nata a Pesaro e vive a Roma. "Evelina e le fate" è il suo primo romanzo, pubblicato per Giunti Editore, finalista al Premio Calvino 2012. E’ stato eletto libro del mese di marzo 2013 dal programma radiofonico di Rai Radio3 "Fahrenheit" ed è risultato vincitore dell'edizione 2013 del premio John Fante Opera Prima. E’ da poco uscito il suo secondo romanzo, sempre per Giunti Editore, "Il tempo bambino" considerato da subito tra i dieci migliori libri italiani del 2014.
"Evelina e le fate" racconta la storia di una comunità marchigiana nell’ultimo anno del secondo conflitto mondiale attraverso gli occhi di Evelina, una bambina di cinque anni che vive a Candelara con la sua famiglia. Evelina trasforma il dolore e l’assurdità della guerra in fiaba e filtra, attraverso la sua fantasia, le brutture che vede. Si crea due amiche particolari che la proteggono nei momenti più importanti, si tratta di due fate premurose e materne: la Nera, dai tratti cupi, e la Scèpa, la fata allegra e colorata, frutto dell’immaginazione ma, anche, della cultura in cui la piccola cresce. Ed ecco che la Seconda Guerra Mondiale, trasfigurata dallo sguardo magico di una bambina, può assumere la consistenza del sogno.
"Evelina cercava la pace e il silenzio. Per quello si svegliava prima di tutti. Prima del padre che andava presto nei campi, prima della madre e della nonna che facevano le faccende, prima dei fratelli più grandi che andavano a scuola e di quelli più piccoli che invece dormivano fino a tardi. Certe mattine si svegliava persino prima del gallo. Le piaceva stare un po’ alla finestra della camera e guardare Candelara. Quella mattina le case verso il paese erano sparite nel bianco. Poi le sembrò che la neve si muovesse…"
Il libro si apre su una scena memorabile, l’arrivo degli sfollati: a Evelina pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti. In un succedersi incalzante di colpi di scena, sulle colline attraversate dalla Linea Gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell'arrivo degli Alleati, trascorre l'ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale filtrato dallo sguardo magico dell'infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla.
Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e quello delle fiabe, l'intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto, arricchito di elementi dialettali, rende il racconto più reale: parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia, e alla comprensione possibile di quello che accade. E’ l'autrice stessa, in una nota che apre il romanzo, a spiegare: "Più della fedeltà alla lingua, mi premeva evocare il senso e, ancor più, il sentimento delle parole pronunciate dai miei personaggi".
L’incontro di mercoledì sera alla Biblioteca di Tavernelle, organizzato da Comune di Serrungarina - Assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con Sistema Bibliotecario CoMeta e Gruppo La Comitiva, è aperto a tutti.
Informazioni:
Biblioteca Comunale "Domenico Federici"
Via degli Olivi 42 – 61030 Tavernelle di Serrungarina
Tel. 0721 896104
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