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E' vietato uccidere la mente dei bambini

IV Convegno Internazionale a Montegrotto Terme il 5 settembre

Venerdì, 5 Settembre 2008, a Montegrotto Terme nella Sala del Teatro del Palazzo del Turismo in via Scavi, 14, si terrà il 4° Convegno Internazionale "E' vietato uccidere la mente dei bambini" che quest'anno ha come tema: Condizione e disagio infantili: liberarsi dalla necessità dei farmaci.
L'iniziativa è promossa dal Centro Studi Giovanni Calendoli - Istituto per la Sperimentazione e Diffusione del Teatro per i Ragazzi e Giovani di Padova, con la collaborazione del Comune di Montegrotto Terme e dell'Ufficio Scolastico Provinciale. Le esperienze, le competenze professionali e il valore  di riferimento che l'Istituto ha consolidato nei suoi ventisette anni di attività hanno portato alla creazione di vari progetti di lavoro che mettono a frutto la sinergia tra teatro e scienza, ribadita dai convegni scientifici biennali.
Il convegno vedrà, come nelle precedenti edizioni, la presenza di importanti studiosi nel campo della sociologia, pedagogia, medicina e psichiatria, che interverranno sul tema, quali Alessandro Meluzzi, Ivano Spano, Ivan Cavicchi, Luca Poma, Giorgio Antonucci, Raffaella Semeraro, Daniele Saglietti, Pierangelo Pedani, Graziella Fava Viziello.
Direttore del Centro Studi Giovanni Calendoli è la dott. Micaela Grasso, direttore scientifico del Convegno il prof. Ivano Spano, dell'Università di Padova.
Il tema di quest'anno tratta la condizione e il disagno infantile, in particolare legato all'abuso di farmaci, un tema sempre più attuale e di cui si sente con forza l'esigenza di un confronto.
Certamente sull'infanzia gravano problemi importanti come la crisi delle agenzie di socializzazione, la crisi della famiglia e, in particolare, della genitorialità, fenomeni di solitudine, difficoltà affettive e relazionali, precocizzazione di molti comportamenti  e significative modificazione degli stessi processi cognitivi. Per tutto questo, istituzioni come la famiglia e la scuola misurano tendenziali difficoltà a relazionarsi con questa "nuova" realtà che caratterizza la condizione e l'esperienza infantile.
Spesso, per l'incapacità a cogliere adeguatamente le dinamiche di questa realtà, si leggono alcuni comportamenti come espressione diretta di modalità devianti o patologiche. Queste semplificazioni annullano il peso del contesto sociale e delle problematiche connesse e riducono i problemi soggettivandoli, producendo, a volte, interventi drammatici e devastanti come la progressiva medicalizzazione dei problemi stessi. Un esempio basti: negli USA i bambini in terapia a base di psicofarmaci erano 150.000 nel 1970. Sono passati a 1 milione nel 1990, a 8 milioni del 2003 e a 11 milioni a fine del 2004, dando documentazione del fatto che una buona parte dell'intera popolazione infantile posa soffrire di disturbi patologici del comportamento.
Si rende necessario, quindi, una adeguata riflessione sui processi e le dinamiche che rendono, oggi, possibili certi comportamenti, dolorosa la loro presenza nell'incapacità/possibilità delle istituzioni preposte ad attivare competenze esplicative, relazionali e di progetto senza dover delegare a nessun altro risposte e soluzioni non solo improprie ma inadeguate e tali da portare a una tendenziale cronicizzazione dei disagi, con una progressiva crisi e resa precaria dell'intero tessuto sociale.
La partecipazione è gratuita.

Informazioni: Centro Studi Giovanni Calendoli tel: 0498808792 
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