Più nota e amata nella rincuorante versione ottocentesca dei fratelli Grimm (1812), con il cacciatore che apre la pancia del lupo e ne estrae sane e salve l’innocente nonnina e la malaccorta nipotina, Cappuccetto Rosso è senza dubbio una delle fiabe più raccontate e ‘digerite’ della tradizione europea.
La versione che accompagna i disegni di Anatoli e Natalia Kazak è però quella, assai più cruenta, di Charles Perrault, autorevole per essere la più antica di cui esista un’edizione a stampa ma non esente da critiche anche pesanti.
Spicca, tra queste, il giudizio di un esperto come Bruno Bettelheim che sottolinea l’inutile ferocia del racconto e la desolante morale in rima che lo sigilla (attenzione ai lupi più gentili: sono loro i più cattivi!), come anche l’impianto didascalico che lascia poco spazio all’immaginazione del lettore.
Per non parlare della stupidità della giovane vittima, che a contatto con il lupo praticamente nudo nel letto non tenta la fuga neppure dopo averne rilevato i dettagli più espliciti ed inquietanti.
Osservazioni che i due artisti russi – che firmano l’opera nel 1992 – sembrano raccogliere, proponendoci un lupo che è di gran lunga il personaggio più simpatico e smarrito della fiaba, e che coprono l’ingenuità della protagonista facendole immaginare il suo ‘seduttore’ nelle fattezze della nonna proprio mentre il lupo è nel letto che la aspetta, svestito e tutt’altro che truccato.
Anatoli Kazak (Mosca, 1950-1999) è autore di circa 100 libri per l’infanzia, con una tiratura complessiva che supera, in tutto il mondo, i 30 milioni di copie.
L’unico titolo edito ad oggi in Italia risale al 1994. Trascorsa l’adolescenza nella casa di famiglia sul Mar Baltico, nel 1967 Anatoli entra all’Accademia di Architettura di Mosca, dove si diploma nel 1971 e dove conosce la futura moglie Natalia con la quale firmerà la sua opera di illustratore. Dopo un periodo di collaborazioni in alcuni studi di architettura, entra nel movimento noto come “Unione degli Artisti del Vicolo Georgia” (contrapposto a quello filo-governativo), movimento nell’ambito del quale si colloca la sua partecipazione, nel 1974, alla celebre “Mostra e Bulldozer” (così denominata per l’attacco subito da incaricati del KGB), come
anche la sua prima ‘personale’ del 1983. Moltissime, in seguito alla caduta del muro di Berlino (1989), le sue mostre in Europa, in Israele, in Giappone e nel continente americano. Importante interprete della tecnica calcografica del monotipo (che si caratterizza per la produzione di un solo esemplare per ciascuna matrice), suoi lavori sono presenti in collezioni private, musei e fondazioni di tutto il mondo.
ISBN 978-88-96430-14-9
€ 12,00
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Cappuccetto Rosso
Esce per il Canneto Editore una versione illustrato da Anatoli e Natalia Kazak
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