IN LIBRERIA DAL 7 FEBBRAIO
Baci
di Goele Dewanckel
Beso, puthje, suudlus, pocatunek, cusan, öpücük, beijo, kuss, petó, baiser, polibek, csók, kiss…
Consonanti, vocali, accenti diversi per definire una delle dimostrazioni d’affetto più universali.
Li ha fusi tutt’insieme Goele Dewanckel, in quell’esperanto delle lingue che da sempre è il disegno.
Tra i colori, i gesti e gli sguardi di tanti amanti diversi -donne, uomini, bambini, animali, piante-
in un libro senza parole, le parole sembrano affiorare e rincorrersi.
Variopinti collage d’espressioni sentimentali, attraverso figure umane e non.
Disegni di incontri, di abbracci, di sfioramenti, di saluti. Colori di percezioni e ombre avviluppate
o semplicemente vicine. Il bacio che non ha una sola dimensione, ma tanti racconti da lasciare impressi nelle immagini, in cui ogni lettore può trovare le giuste lettere per descriverle.
Per dire che l’amore va sempre e comunque bene, che non ci sono amori giusti e amori sbagliati.
E, soprattutto, per dire - come recita l’unica frase che campeggia all’inizio del libro:
“Cada beso una revoluciòn”
Ogni bacio sarà una rivoluzione, una novità, un’epifania, una relazione.
E coniugherà il verbo amare all’infinito e infinite volte -in qualsiasi modo, in qualsiasi tempo- sempre confondendo soggetto e oggetto l’uno nell’altro. Senza differenze né di genere né di specie.
Amare che a San Valentino diventerà un cuore nero che contiene due minuscole farfalle, il contatto con le spine di una pianta dallo stelo lunghissimo, il becco ricurvo di un pettirosso, i raggi luminosi del sole che fanno capolino accanto alla luna, il pelo fulvo di due leoni abbracciati, gli occhi innamorati di due esseri umani.
Amare che diventerà una rivoluzione senza bisogno di parole.
Goele Dewanckel
Potenza fiamminga, sensibilità vallone per sentimenti senza confini. Come le sue figure, in bilico tra Matisse e Kirchner, anche Goele è una donna di frontiera: nata nel 1959 nel Belgio fiammingo, vive in Francia, a Châtillon, ma insegna a Gent nella stessa École des Beaux-Arts Sint Lucas che la vide studentessa. In questa continua altalena tra Francia e Fiandre trova fiato e vigore il suo stile inconfondibile, sospeso tra dolcezza lineare e espressionismo cromatico, tra l’allegria dei papiers collés e la potenza delle xilografie popolari. Ed è proprio grazie a questo stile, fatto di larghe campiture e tratti essenziali, che le immense tavole dei suoi libri lasciano al lettore-osservatore lo spazio per immergersi nel racconto, e riviverlo. Tra i suoi numerosi albi a noi piace ricordare Je ne m’ennuie jamais (Seuil Jeunesse, 2003) su testo di Pieter van Oudheusden e Au pays des Titus (Éditions du Rouergue 2008) su testo di Claudine Galea, premiato al “Concours des plus beaux livres français”.
Baci -36 pagine colorate a 15 euro- sarà in libreria dal 7 febbraio
IN LIBRERIA DAL 31 GENNAIO
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie
di Lewis Carroll illustrato da Yayoi Kusama
«Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Beh, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui».
Yayoi Kusama a differenza di Alice non ha di queste paure perchè sa bene che siamo in un mondo di matti.
Cammina come una funambola sul sottilissimo filo di una follia che è creatività e gioco infantile.
Come il mondo insensato, ma ricco di significati del Paese delle Meraviglie, dove tutto può essere il contrario di tutto. Una favola che non tramonta mai e che diventa -negli apparentemente innocui pois di Kusama- la ripetizione infinita di una necessità, quella di riempire gli spazi, dopo la caduta nella tana del Bianconiglio.
L’Alice di Yayoi Kusama diventa psichedelica, imprevedibile, coloratissima, leggera come l’aria e profonda come la notte. Tra conchiglie, pesci, girasoli, farfalle disegnati come mosaici di perline multicolori, e occhi allungati e cupi che si moltiplicano e scrutano come se fossero le guardie della Regina di Cuori.
Un grande classico riletto attraverso il potere dell’immaginazione di una fra le più trascinanti e inventive artiste del nostro tempo, che in più di mezzo secolo ha reso se stessa parte integrante dell’opera artistica, vestendo a pois, spogliandosi tra morbide palline di polistirolo, sdraiandosi sotto le sottili luci al neon di proiettori puntinati, in poche parole: diventando Alice.
“Io, Kusama, sono la moderna Alice nel paese delle meraviglie.”
E il Gatto -dal sorriso che può diventare un ghigno- si scopre aver ragione.
Quando si entra nel mondo di Alice si diventa tutti matti -almeno per un po’.
Yayoi Kusama
Profonda, pop, surreale, depressa, maniacale, allucinata e ossessiva.
Ormai ultraottantenne, Yayoi Kusama nella sua vita -iniziata nel 1929- ha raccolto tanti aggettivi disparati come la miriade di pois colorati che ha disseminato in giro per il globo nell’ultimo mezzo secolo. Quel mondo psichedelico e puntiforme, che la madre cercava di correggere a suon di ceffoni, nel 2012 è stato celebrato attraverso un tour della sua “opera omnia”, da Parigi a Madrid, partendo dalla Tate Modern di Londra per arrivare al Withney Museum di New York, e sbarcare sugli scaffali patinati della celebre casa di moda Louis Vuitton.
Un’arte provocatoria la sua che attraverso mega opere da esterni, tele lunghe decine di metri, infinity rooms, sculptures a temi sessuali, perfomance di denuncia, ha precorso i tempi ed elettrizzato il dibattito estetico negli Stati Uniti e in tutto il mondo.
Un’artista giapponese temprata dalla rigidità dell’educazione famigliare, dal rigore formale della pittura tradizionale Nihonga, dall’estenuante lavoro ripetitivo nelle imprese tessili in periodo di guerra -e dagli onnipresenti disturbi mentali- ha saputo dar vita a un’espressione artistica che “lotta ai confini della vita e della morte”, in bilico tra genio e follia. Un’arte sulla soglia del Paese delle meraviglie.
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie -192 pagine colorate a 29 euro-
sarà in libreria dal 31 gennaio
Informazioni: Orecchio Acerbo editore, via Aurelio Saffi, 54, Roma,
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