Che cos’è la Trafila garibaldina? Melania lo sa. L’ha da poco studiata, durante il suo ultimo anno di medie. E’ una lunga serie di eventi, azioni, prove, difficoltà che i patrioti ravennati e del basso ferrarese dovettero affrontare per sottrarre Giuseppe Garibaldi dall’inseguimento degli Austriaci. Ma Melania non si sente certo più una ragazzina delle medie. Ha quasi quattordici anni! E’ una ragazza intelligente, curiosa, anche se da qualche tempo è piuttosto scorbutica. Soprattutto con il padre. Non manda giù la comparsa nella loro vita di quella Lila, la sua nuova ragazza. Insomma, va tutto male per Melania in quell’agosto dopo la fine della scuola. Ci mancava solo di trovarsi costretta ad accompagnare proprio suo padre giornalista in un viaggio alla ricerca di materiali per un libro sulla Trafila garibaldina.
L’area d’azione della Trafila parte dal porto di Cesenatico, da dove Garibaldi, Anita e un manipolo di fedeli s’imbarcarono per liberare Venezia; prosegue nella valle di Magnavacca, zona dove avviene lo sbarco forzato, a Comacchio, a Mandriole, Sant’Alberto, Porto Fuori, Ravenna per concludersi con la conquista della libertà nel forlivese.
In questo percorso, inaspettatamente, la Storia s’inserisce con grande naturalezza nella vita di Melania, aiutandola a leggere da nuovi punti di vista la sua vicenda personale e soprattutto il rapporto con il padre. E, così, la scelta di Garibaldi e Anita di sacrificare la pace della loro famiglia per i propri ideali diviene terreno di confronto tra padre e figlia per parlare finalmente del dolore taciuto, della separazione non accettata e avviarsi così, inconsapevolmente, verso una riconciliazione. Il viaggio di Melania diventa teatro di tutte le tematiche dell’adolescenza: i rapporti conflittuali con i genitori, i primi amori, i primi baci. Una storia di formazione scritta con penna leggera e mai didascalica, che racconta con semplicità le difficili sfide dell’adolescenza, anche nel confronto con la famiglia e con la sua mappa sempre più intricata.
Esce, sempre firmato da Angela Nanetti e con le illustrazioni di Pia Valentinis (vincitrice della XXI edizione del Premio Andersen come miglior illustratore) Prima c’era un fiore (Motta Junior, 32 pagg., € 12.50, per i lettori a partire da 7 anni). Il libro racconta il senso e l’importanza del ricordo, del tempo, dell’infanzia e del mutamento. Un inno alla vita per tutti i piccoli lettori che non sanno in che cosa si trasformeranno e per tutti quegli adulti che non sanno ancora cosa sono diventati.
Angela Nanetti è una delle autrici più conosciute e amate in Italia nel mondo della letteratura giovanile. Nata in provincia di Bologna, dopo la laurea in storia medievale si è trasferita a Pescara, dove è stata docente nelle scuole medie e superiori.
Negli anni ‘80 ha esordito come scrittrice per ragazzi con Le memorie di Adalberto, un breve romanzo di formazione fortemente innovativo nella scrittura e nei contenuti, ripubblicato da poco nella collana GRU (Giunti Ragazzi Universale). Ad esso sono seguiti racconti e romanzi rivolti a lettori bambini e adolescenti. Nel 1995 ha lasciato la scuola per dedicarsi esclusivamente all’attività letteraria: da questo momento sono usciti i romanzi che le hanno dato una notorietà non solo nazionale.
Molti sono i romanzi per i quali si è meritata riconoscimenti italiani e internazionali, tra cui il Premio Andersen nel 2003, il prestigioso Prix Chronos francese nel 2002 e, tra gli ultimi, il Premio Cento nel 2010 per La compagnia della pioggia (Gru) e il premio Pippi 2010 per Mistral.
Paesi in cui Angela Nanetti è stata tradotta: Francia Germania, Spagna, Portogallo, Ungheria, Paesi Bassi, Giappone, Albania, Corea, Cina, Taiwan, Lituania, Tailandia, Norvegia, Grecia, Brasile, Serbia, Russia Vietnam, Polonia, HongKong.
Informazioni: Ufficio Stampa Pamela Rossi – Giunti Editore, tel. 055/5062306,
