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TuttaNatura. Piccole note di viaggio
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TuttaNatura. Piccole note di viaggio

“Da ragazzi la natura piace, ovviamente gli interessi vengono catturati più dalle città, dai negozi, dai locali, dalla gente, dalla musica, e dalle possibilità di conoscere, incontrare e innamorarsi. Ma in taluni stati d’animo la natura ha un suo fascino, può richiamare attenzione.”: Tiziano Fratus in LiBeR 150 ci racconta del potere della natura che si rivela attraverso la propria meravigliosa quiete, tra parchi, montagne e foreste millenarie.

Tiziano Fratus in LiBeR 150

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Il mancato viaggio dell’eroe fragile
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Il mancato viaggio dell’eroe fragile

“Capisco che all’inizio di ogni viaggio degno di questo nome si ritrovano due tipi di coraggio: quello di chi parte e quello di chi lascia partire chi ama. Quest’ultimo, il lasciare andare, è anche una delle forme d’amore più grandi che si possano dimostrare: lasciare andare un figlio, una donna o un uomo che si è amato, per permettere loro di intraprendere il loro viaggio lontano da noi.”, questo racconta Fabrizio Silei in LiBeR 150, parlando di Dario, che a diciannove anni ha attraversato l’Africa in bicicletta, e di sua madre che l’ha fatto partire, sviluppando già da questo la considerazione che anche la lettura debba mettere i giovani davanti alla vertigine della vita.

Fabrizio Silei in LiBeR 150

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Haven’s End
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Haven’s End

Haven’s End è una comunità chiusa, avvolta dai boschi e circondata da montagne, dove il tempo si misura secondo i cicli agricoli e la Linea Rossa − il confine invalicabile del villaggio − separa i suoi abitanti da un mondo che viene descritto come corrotto e pericoloso. Rebecca, sedici anni, è cresciuta in questo ordine immutabile. Ma è anche l’unica che si fa domande. Guido Sgardoli costruisce un romanzo che sa usare le convenzioni del genere distopico per teenager − la comunità chiusa, la ribelle incompresa, la verità nascosta − senza mai scivolare nel meccanismo prevedibile. L’inizio è lento e radicato nella quotidianità: il lettore entra in Haven’s End insieme a Rebecca, ne assapora la semplicità prima di cominciare a sentirne il peso opprimente. È una scelta narrativa efficace, perché quando la ragazza viene catturata, processata dal Consiglio degli anziani e marchiata a fuoco con la lettera D di Disobbediente, lo scandalo morale è già interiorizzato da chi legge. Il colpo di scena che struttura l’intera storia − il mondo esterno non è il passato medievale immaginato da Rebecca, ma il 2042, con droni, intelligenza artificiale e tecnologia digitale − è costruito con pazienza e svelato a distanza giusta. Gli oggetti misteriosi trovati nella stanza sottoterra (un tablet, uno smartphone, una torcia) diventano indizi di un altrove che la protagonista non ha ancora gli strumenti per decodificare. Sgardoli gioca bene con la differenza di vocabolario tra i due mondi: la stranezza dell’elettronica descritta con parole ottocentesche produce un effetto straniante, quasi umoristico, che alleggerisce la tensione senza smontarla. In appendice, la nota d’autore chiarisce l’ispirazione: la riflessione sulle comunità Amish e l’idea di contrapporre stili di vita distanti quasi due secoli. Sgardoli ammette anche di aver collaborato con un’IA per alcune descrizioni tecniche, una scelta coerente con i temi del libro e dichiarata con trasparenza. Haven’s End funziona soprattutto come romanzo di formazione: Rebecca è una ragazza capace di sopportare, osservare e dubitare − qualità più rare e più significative del coraggio fisico. Un libro che parla ai ragazzi di libertà e del valore di un dubbio costruttivo in un’epoca di manipolazione verbale, visiva e di conoscenza.

Matteo Barbiero

Haven’s End
Guido Sgardoli
Edizioni San Paolo, 2026, 224 p.
€ 16,00; Età: da 12 anni

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Il fiore delle strisce pedonali
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Il fiore delle strisce pedonali

Beausoleil, soleggiata cittadina della costa azzurra a ridosso del Principato di Monaco, sembra un nome inventato ad arte per fare da scenario a una allegra storia per bambini, dove famiglie perfette crescono figli allegri e spensierati.
Invece la città del bel sole esiste davvero: si tratta di un groviglio di salite e discese a picco sul mare “tra rocce, palazzi, mare e cielo” con una popolazione cosmopolita in cui “il 60 per cento delle persone ha una lingua madre diversa dal francese e il 70 per cento proviene da famiglie economicamente svantaggiate” ed è qui che, un giorno, approdano anche Elodie e la sua bambina di 10 anni.
Elodie, mamma single e fiorista disoccupata, con alle spalle un passato difficile e un presente incerto, non ha perso il suo ottimismo insieme ai suoi denti: convinta di essere un fiore con il compito di portare gioia nella vita degli altri, tutti i giorni fa volontariato presso la scuola della figlia vestita in modo stravagante e con un sorriso che conquista tutti, nonostante l’imbarazzo della sua bambina per questa mamma alternativa così presente e conosciuta dai suoi amici.
Quando arriva inatteso un lavoro nel Principato di Monaco, frutto dell’intraprendenza della piccola protagonista in cerca di spazi per sé e di qualche soldino in più, questo sembra costituire per lei un punto di arrivo, regalandole soddisfazioni professionali, una stabilità economica e, forse, anche un buon matrimonio. Elodie, però, si rende conto che anche lei può sognare e osa chiedere di più.
Una storia tutta al femminile che parla di madri anticonvenzionali, cuori generosi, mariti che non sono così indispensabili e principi che esistono davvero, anche se non fanno più di tanto la differenza.
In questo breve racconto illustrato, destinato ai bambini e bambine dagli otto ai dieci anni di età, gli autori Susie Morgenstein (testo) e Serge Bloch (illustrazioni) si divertono a citare la loro opera più famosa nel catalogo Babalibri, Anche le principesse vanno a scuola, e offrono loro uno spaccato di umorismo, leggerezza e fiducia nelle loro possibilità, anche nel caso in cui alla partenza non siano collocati, esattamente, fra i favoriti.

Serena Marradi

Il fiore delle strisce pedonali
Susie Morgenstein,
ill. di Serge Bloch;
trad. di M. Bastanzetti
Babalibri, 2026, 84 p.
(Superbaba)
€ 12,00; Età: da 8 anni

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ORECCHIO ACERBO

A giugno in libreria

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Ritratto non autorizzato del signor U.
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Ritratto non autorizzato del signor U.

“Chiuderà un’epoca, Ulisse, quella degli dèi e degli eroi. Dopo di lui, inizia la vita senza eroi, la Storia. Ulisse è già con un piede nel nuovo mondo, quello in cui si cantano le gesta degli antichi eroi scomparsi.”: questo scrive Francesco Niccolini nel suo contributo in LiBeR 150, sostenendo che a Ulisse si riconosca l’autorità di essere il primo grande narratore di storie perché è l’uomo che ha viaggiato, che quelle avventure ha vissuto in prima persona.

Francesco Niccolini in LiBeR 150

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