Novità in libreria
Ci sono dei libri che andrebbero lasciati ai bambini senza aggiungere commenti, parafrasi, spiegazioni. Andrebbero posati lì dove loro possano prenderli, per poi sfogliarli e goderli senza l’intervento di chi, aggiungendo parole, sottrae il tempo alla meraviglia e alla scoperta. Sono pochissimi i libri che possono avere questo privilegio, che riescono a dirsi senza essere detti. Sono libri che conservano intatto il diritto all’incanto della scoperta silenziosa e personale. Sono libri in cui si avverte da subito che quella che viene raccontata non è soltanto una storia. L’egregio, coraggioso e raffinato lavoro delle editrici di Camelozampa ha portato in Italia un classico della letteratura per l’infanzia statunitense scritto da Ruth Krauss e illustrato da Marc Simont, che valse a quest’ultimo la Caldecott Honor.
Pubblicato nel 1949, Il giorno felice non ha mai smesso di essere ristampato e di piacere ai bambini.
Ma che cosa accade tra le pagine? Gli animali del bosco si svegliano e annusano l’aria attorno a loro, poi corrono, si fermano, ridono e danzano perché è accaduto qualcosa di meraviglioso. Nulla di straordinario, ma il ripetersi dei prodigi della natura: lo spuntare dei fiori.
È la scoperta dell’inaspettato a rendere possibile l’esercizio della meraviglia, che può compiersi solo se si osserva e nel caso degli amici animali, che qui sono protagonisti, se si annusa. La bellezza della natura ha sempre una sorpresa per chi è capace di guardare. Il cromatismo scelto per illustrare questa semplice ed efficace storia aiuta il lettore a sentire davvero con i sensi, oltre che con lo sguardo. Ci vuole molto coraggio, oltre che una straordinaria fiducia nella capacità immaginativa dei bambini, per pensare e realizzare libri che restano per sempre. Brava Sara Saorin che ha tradotto senza riscrivere.
Agata Diakoviez (da LiBeR 134)
Il giorno felice
Ruth Krauss,
ill. di Marc Simont;
trad. di S. Saorin
Camelozampa, 2022, 36 p.
€ 15,20 : Età: da 3 anni
La graphic novel sta conoscendo un momento d’oro e anche scrittrici di solito impegnate nel “romanzo tradizionale” si misurano, con successo, con il “romanzo illustrato”. È il caso di Daniela Palumbo che, in coppia con l’illustratrice Francesca Carabelli, dà voce alle avventure di Adele e Alfio, una famiglia abitudinaria che ogni agosto, da dieci anni, fa sempre le stesse cose. Partenza il 30 luglio, ritorno il 30 agosto, destinazione la montagna a bordo di un treno. Nulla cambia in questa coppia che ha trasformato la ripetitività e l’immobilismo progettuale in un perno della propria vita. Ma la vita stessa, uno scarto o un accidente si incaricano di mettere a soqquadro l’esistente: sarà la scomparsa di una scarpa di Adele a far franare la sequenza di giorni ripetitivi. Senza quella scarpa Adele non vuole partire. La ricerca si mostra più complicata del previsto. Il treno è perso mentre i due sono disperatamente alla caccia di quella calzatura vecchiotta e un po’ sformata. Un po’ come la loro vita. Perdita e ricerca innescano un susseguirsi di situazioni divertenti e surreali. Ma gli imprevisti e le sorprese, si sa, non arrivano mai dai soli. Alfio e Adele scoprono che ogni anno, quando se ne vanno in vacanza, a casa loro arriva il figlio della donna delle pulizie. Il ragazzo non intende cambiare i propri piani e ai due non resta che accettare, un po’ perplessi, la sua presenza. Ma quella che sembrava una scocciatura si rivelerà un toccasana. Aristide sconvolgerà positivamente la vita dei due, coinvolgendoli in una sarabanda di feste, persone, musica. La coppia abitudinaria scopre così il valore e il gusto di avere amici, di mescolarsi alla gente, di lasciare spazio al caso. Al punto che in agosto, in montagna, non ci vogliono più andare. Anche la scarpa, alla fine, verrà ritrovata, anzi a casa torneranno ben due scarpe, e pazienza che una sia spaiata. Morale della storia: il cambiamento è benefico. A volte anche un imprevisto si può tramutare in opportunità. Il tutto è raccontato con grazia e divertimento, merito anche delle bellissime illustrazioni che puntano su un bianco e nero spruzzato di giallo, su personaggi un po’ surreali, dove non solo i protagonisti ma la stessa città con i suoi oggetti e luoghi dell’abitare sembra vivere di vita propria.
Vichi De Marchi (da LiBeR 134)
Fuga in punta di piedi
Daniela Palumbo,
ill. di Francesca Carabelli
Sinnos, 2021, 64 p.
(Prima graphic)
€ 11,00 ; Età: da 7 anni
Emile Jadoul vive in una casa nel bosco, circondato da animali, e oltre a disegnare tiene corsi di illustrazione: nell'intervista racconta a Luigi Paladin la sua idea di sensibilità dello sguardo e la tecnica speciale che usa per lavorare la materia.
