29 Ottobre Biblioteca Ernesto Ragionieri
In Bompiani prende forma sempre più nettamente un catalogo rivolto (anche) ai giovani lettori: Beatrice Masini sta accostando generi, geografie e voci eterogenee, sempre connotate da una scrittura di spessore. E la scelta di scommettere sull’opera prima di una giovane autrice e illustratrice non è passata inosservata: Miss Dicembre e il Clan di Luna di Antonia Murgo ha vinto il Premio Strega Ragazzi e Ragazze come miglior libro d’esordio. In un tempo sospeso, che ricorda una Londra vittoriana, la giovane Miss Dicembre, ex acrobata, non riesce a trovare un’occupazione stabile: pare che la ragazza non sia accompagnata da alcun talento. Un giorno su un brandello di carta di giornale legge un “Cercasi bambinaia” e l’indirizzo di Mr. Moonro. Il colloquio è disastroso ma viene assunta ugualmente: unico merito la sua agilità, utile per correre dietro al bambino che, letteralmente, “si fa di nebbia”. Mr. Moonro è infatti l’Uomo Nero e suo figlio Corvin è destinato a raccogliere l’eredità del padre: i suoi poteri incendiari gli permettono di tramutarsi in fumo, ma la giovanissima età e il carattere dispettoso non aiutano a governarli. È di Dicembre, quindi, il compito di non perderlo mai di vista e riportarlo alla forma umana grazie ad alcuni preziosi attrezzi da camino. Corvin rifiuta la presenza della bambinaia, ma capirà che l’affetto di Miss Dicembre è autentico: sarà lei a difenderlo quando sarà in pericolo, e non solo... Una trama cesellata, molto, ma una scrittura che lascia spazio per immaginare: la Murgo orchestra la narrazione come un’animazione in stop-motion, in cui c'è sempre un brevissimo tempo sospeso da riempire tra un fotogramma e l’altro. Sono i gesti, gli sguardi, le posture a parlare: e dà loro voce con una scrittura tutt’altro che povera, che è un vero piacere e anche una piccola rivelazione per l’equilibrio che mantiene – a cavallo tra la saga fantasy contemporanea e il racconto fantastico francese ottocentesco. Perfetto per muovere i primi passi nella narrativa di genere: d’altronde la figura stessa dell’Uomo Nero, che qui ha il ruolo del cattivo ma una natura gentile, personifica proprio la possibilità di sperimentare la paura, sì, ma nello spazio protetto del racconto, della letteratura.
Dina Basso (da LiBeR 135)
Miss Dicembre e il Clan di Luna
Antonia Murgo
Bompiani, 2022, 224 p.
€ 15,00 ; Età: da 8 anni
Le favole esistono ancora. Nella favola L’indovinello della tigre esiste la possibilità per l’uomo di farsi spettatore di se stesso e di osservare nella scena del racconto il proprio ruolo affidato ad altre creature, quale specchio del proprio comportamento. Questo è la funzione che hanno avuto i capolavori tramandati per secoli, del cui genere siamo ancora alla ricerca per rinnovare il dialogo con l’umanità. La perugina Edizioni Corsare ha presentato questa novità editoriale firmata dal talentuoso Fabian Negrin, qui traghettatore di lettori verso il lido della favola. Attorno a questo racconto si apre lo sguardo che da sempre l’essere umano rivolge a se stesso. L’autore sceglie un animale selvaggio, un felino, per rappresentare l’aggressività, l’astuzia, la sensualità e la prepotenza; e sceglie animali pavidi, gregari per antonomasia per rappresentare l’omologazione, le debolezze. Negrin narra di una tigre che si affaccia all’entrata di una miniera dove stanno al riparo le pecore; la tigre non riesce a varcare la stretta soglia, perciò fa ricorso alla persuasione e all’inganno. Con un indovinello incuriosisce le pecore, le attira fuori dalla miniera tutte, una ad una, e le divora. Il ritmo lineare del racconto viene spezzato da un finale a sorpresa, in quanto anche l’ingannatrice verrà a sua volta ingannata. Il punto di forza di questa narrazione ruota attorno all’indovinello, un gioco antico che muove la sfida, la curiosità. Qui, però, la proiezione positiva della lotta viene ribaltata perché lo sfidante non si confronta tra pari, ma con esseri più deboli, non rispetta i patti e imbroglia, come avviene nelle forme sociali più evolute, quelle edificate dall’uomo. L’indovinello della tigre è un libro cristallino nelle immagini e nella scrittura. La nitidezza del linguaggio è calibrata sulla potenza del messaggio, mentre le scene, su tavole monocromatiche, sono spogliate di ogni superfluo e caratterizzate dal tratto delicato, ma preciso, dell’acquerello. Come in tutte le favole che si conoscono, si fa strada la visione positiva di un incontro – con se stessi, con gli Altri – che invita alla riflessione, che dedica del tempo alla storia dell’umanità.
Adolfina De Marco (da LiBeR 135)
L’indovinello della tigre
Fabian Negrin
Edizioni Corsare, 2022, 72 p.
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
