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La Buca vince il Deutscher Jugendliteraturpreis

Un nuovo successo

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Mostraci chi sei
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Mostraci chi sei

 

Mostraci chi sei è l’opera seconda di Elle McNicoll; anche il suo primo romanzo, Una specie di scintilla, era stato pubblicato da Uovonero. La giovane autrice scozzese, neurodivergente, prosegue nel suo intento di dare voce a personaggi che, come lei, hanno un funzionamento cognitivo non tipico, in modo che i lettori possano avvicinarsi a questa realtà, liberandola da stereotipi e false convinzioni. La protagonista di questa storia ha dodici anni, si chiama Cora e da un anno ha perso la madre a causa di una grave malattia. Suo fratello maggiore, Gregor, lavora al Melograno, un istituto che si occupa di Intelligenza Artificiale. Una sera, a una festa dell’azienda, Cora incontra Adrien, il figlio del titolare e tra i due ragazzi nasce un’amicizia spontanea quanto intensa. Cora e Adrien sanno trovare i legami che uniscono le loro due storie al di là delle differenze sociali e quotidiane. Se è vero che Adrien è molto ricco e Cora vive in un quartiere popolare, è altrettanto vero che entrambi hanno sperimentato su di sé che cosa significhi essere diversi. Il ragazzo ha la sindrome ADHD e ha lasciato la scuola per quegli episodi di violenza psicologica, da parte di compagni e adulti, contro i quali Cora continua invece a battersi ogni mattina. L’amicizia tra i due porterà Cora a conoscere il vero oggetto di interesse dell’azienda, ovvero la creazione di ologrammi a scopo ricreativo, per far vivere a tutti la possibilità di trascorrere alcuni momenti con le proprie star preferite o con i cari che non ci sono più. Al di là dell’aura da benefattori, però, gli ingegneri del Melograno nascondono intenti molto meno nobili e l’attenzione che mostrano verso la giovanissima Cora è tutt’altro che disinteressata: ci vorranno l’amicizia di Adrien e una buona dose di coraggio per sottrarsi al pericolo, attraverso una serie di colpi di scena. Perché Cora e Adrien l’hanno capito: sarà un momento oscuro quello in cui affideremo alla tecnologia il compito di decidere chi è giusto e chi è sbagliato.

Matteo Biagi (da LiBeR 135)

Mostraci chi sei
Elle McNicoll;
trad. di S. Bandirali
Uovonero, 2022, 329 p.
(I geoidi)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

 

 

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Edt-Giralangolo

Novità in libreria

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Baci nella notte e sfide concrete

Benedetta Bonfiglioli e Guido Sgardoli raccontano su LiBeR 135 la loro idea di racconto, attraverso ricordi personali e riflessioni sul presente. "Ho sempre pensato che il racconto sia una forma narrativa potente e intensa - scrive Bonfiglioli - che si sviluppa intorno a un'emozione distillata, semplice nella sua purezza. Da lettore, è sempre, per me, un'esperienza singolare, di immersione, un tuffo a candela in un momento di assoluta perfezione, simile a ciò che mi succede quando leggo poesia. Un unico bacio, veloce, nella notte". Sgardoli, appassionato del genere, si chiede perché non esita una vera e propria cultura del racconto breve nella letteratura per ragazzi contemporanea, e nel suo articolo prova a dare delle risposte.  Per farlo, cita anche uno dei suoi autori più amati, Stephen King, che nel'introduzione alla sua raccolta scheletri scrive: '"La maggior parte di voi ha dimenticato il piacere speciale del racconto”. "Il buon vecchio zio Steve ha ragione - aggiunge Sgardoli - come sempre: la maggior parte di noi l’ha proprio dimenticato. Auspicare una nuova stagione di racconti per ragazzi e ragazze non è un’utopia, bensì una sfida concreta da lanciare ai nostri lettori. Basta averne il coraggio".

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Mio zio Guido fa il muratore
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Mio zio Guido fa il muratore

 

Si presenta dalle prime immagini come un albo che riecheggia l’etica del lavoro, esalta l’operosità, coglie l’uomo nella coazione a edificare per adattare la città alle proprie, sempre più stringenti, necessità: in questo albo di Sgaldramuni e Volpiano ci troviamo in Italia nel ‘69, eppure l’architettura spinge il nostro immaginario visivo sino alle periferie industriali di una pellicola di Ken Loach. “Mio zio Guido io l’ho sempre visto fare il muratore”, ci avvisa il narratore bambino, che nel tragitto verso scuola vede l’uomo al cantiere tirar su case come funghi. Guido è uno e cento nel ponteggio e si dedica al suo mestiere con abnegazione, non gioca mai a pallone, non si concede un bagno in mare: costruisce le case degli altri. Finché la narrazione subisce un’improvvisa sterzata: il motivo realista impatta nel surreale in un crescendo apocalittico e il lettore ne è spiazzato. Perché Guido pensa mentre posa i mattoni e nella sua immaginazione vi è una donna ingorda che diventa sua moglie e che assume dimensioni sempre più esagerate. è una “riempitrice di case”, che accumula oggetti e richiede abitazioni sempre più grandi. Guido provvede a costruirle via via che queste esplodono, una dietro l’altra, tagliando alberi e riempiendo di cemento fiumi e laghi. Le esplosioni spargono detriti nell’universo e frigoriferi, lavatrici e vestiti, insieme a Guido e a sua moglie sono al centro dei satelliti che orbitano loro intorno. Non c’è salvezza né redenzione, infine, ma un sogno che diventa un incubo nell’euforia distruttiva e consumistica (come non ricordare la coppia de Le cose di Perec e l’esplosione della casa in Zabrieskie Point?).
Ma i buoni libri, quelli che sollecitano la riflessione ai diversi livelli, sono sempre suscettibili di molte letture. Qui si può parlare di alienazione e di ecologia, ma anche sorprendersi dell’effetto comico di un’enorme Alice (la pretenziosa moglie) che intorno a sé non ha carte da gioco ma mattoni di terracotta, oppure giocare ai molteplici riferimenti culturali, o più semplicemente godere delle splendide illustrazioni iperrealiste e chiedersi se davvero Guido evade da una condizione di ineluttabilità o se tutto quel che accade non è che l’effetto della prodigiosa fantasia di un bambino.

Chiara Lepri (da LiBeR 135)

Mio zio Guido fa il muratore
Sgaldramuni,
ill. di Irene Volpiano
Orecchio Acerbo, 2022, 32 p.
€ 17,00 ; Età: da 7 anni

 

 

 

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Scampia Storytelling - Festival delle periferie 2022

24 e 25 novembre

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