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Le tre chiavi
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Le tre chiavi

 

Mi accosto sempre con qualche timore al seguito di un libro che ho molto amato: il rischio di spezzare l’incantesimo è sempre elevato. Non c’è sfida più difficile, per chi scrive una serie, che quella del secondo volume, in cui si deve consolidare un universo narrativo costruito nel romanzo precedente, a cui il lettore si è già affezionato, individuando nello stesso tempo strade nuove e non ripetitive. In Le tre chiavi, seguito del pluripremiato Motel Calivista, buongiorno! Kelly Yang supera la prova, consegnando ai giovani lettori un nuovo capitolo della storia di Mia all’altezza del precedente. È passato qualche mese dalla fine delle vicende raccontate nel primo romanzo; ora Mia e i genitori sono i proprietari del Motel e non devono più sottostare alle condizioni umilianti del signor Yao; questo però non significa che i problemi siano finiti. Innanzitutto, in California è anno di elezioni e Mia assiste al dilagare di una violenta campagna anti - immigrazione, con una proposta di legge che rischia di sconvolgere la vita della protagonista e della sua migliore amica. A scuola, una nuova insegnante mette in discussione le capacità di scrittura di Mia e i voti si abbassano; il Motel, poi, è fonte di stress perché i risultati economici non sempre sono quelli desiderati. Se c’è una caratteristica che nessun lettore può negare a Mia Tang è quella di saper fronteggiare le difficoltà con energia e nemmeno stavolta la protagonista deluderà i giovani lettori. Se da un lato questo romanzo conferma la scrittura vivace e coinvolgente di Kelly Yang e lo sguardo empatico e profondo di Mia, dall’altro mi pare mettersi in luce per una maggiore attenzione ai personaggi secondari, che emergono dallo sfondo con le loro vicende familiari e con una caratterizzazione più complessa. Penso a Lupe e Jason, i migliori amici di Mia, ma anche ai genitori, di cui scopriamo il passato, ma anche i sogni futuri. In conclusione, i molti lettori che hanno atteso per mesi il ritorno di Mia Tang possono godersi un’altra storia che toccherà il loro cuore.

Matteo Biagi (da LiBeR 145)

Le tre chiavi
Kelly Yang;
trad. di F. Taibi
Emons, 2024, 368 p.
€ 14,50 ; Età: da 11 anni

 

 

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Coordinamento librerie ragazzi: novità marzo
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Coordinamento librerie ragazzi: novità marzo

Al ritorno dalle festività pasquali siamo pronti per l'appuntamento con le selezioni librarie curate dal Coordinamento delle Librerie dei Ragazzi: vi presentiamo quelle di marzo 2025, che molte e molti di voi forse avranno avuto occasione di vedere in occasione dell'ultima Bologna Children's Book Fair. Nato per unire gli sforzi di alcune librerie specializzate al fine di favorire uno scambio di conoscenze, professionalità e competenze, il coordinamento si propone di perfezionare servizi mirati rivolti a chi abbia necessità o desiderio di servizi e informazioni sempre più specifici, partendo dalla considerazione che alcune realtà, sia pure con stili e interpretazioni distinte, hanno lo stesso modo di intendere e adottano lo stesso approccio nei confronti di editori e clienti.

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CURCI YOUNG

25 anni da festeggiare

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Premio nazionale Nati per Leggere: i finalisti!
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Premio nazionale Nati per Leggere: i finalisti!

 

Il Premio nazionale Nati per Leggere, giunto alla sua XVI edizione, anche quest’anno ha lavorato con slancio ed entusiasmo a sostegno delle eccellenze editoriali dedicate ai più piccoli.Forte dell’esperienza positiva delle edizioni precedenti, il concorso, che premia la migliore produzione editoriale per l’infanzia, i progetti bibliotecari per la promozione della lettura e il lavoro dei pediatri per incentivare la lettura in famiglia, ha eletto i finalisti nelle categorie 6-18 mesi, 18-36 mesi e 3-6 anni della sezione “Nascere con i libri”. Il Premio non perde la sua forza, ma come ogni edizione la rinnova e la moltiplica: negli anni il numero di candidature presentate cresce a ritmo costante e le proposte editoriali presentano sempre maggiore qualità, segnale di un’editoria viva, pulsante e molto aperta al cambiamento. In questa edizione le candidature pervenute sono state 155. Di seguito i finalisti e le motivazioni espresse dalla giuria:

FASCIA D’ETÀ 6-18 MESI

“Il pisolino” di Yuichi Kasano, Babalibri 2024:

Per aver rappresentato con lievità le posture che i piccoli assumono durante il pisolino. L’assenza di una scenografia mette in luce la dolce espressività degli animali disegnati, lasciando il giusto spazio all’immaginazione attraverso lo sguardo e il riconoscimento.

 

“Buonanotte pancino” di Lucie Brunellière, Terre di mezzo 2024:

Perché sottolinea la ritualità del passaggio verso la buona notte. Con il gioco di nominare le parti del corpo si sposta un po’ più in là il tempo della nanna e si tiene sempre più vicino la desiderata presenza adulta. Un cartonato che per il suo formato può anche essere usato in autonomia da piccole mani.

 

“Ciao” di Antonella Abbatiello, Topipittori 2024:

Per la proposta grafica che dà voce a immagini non sempre mute, tra colori puri e forme essenziali, che raccontano di incontri e di confronti, di riconoscimenti e di personalizzazioni. Un albo per i piccoli, da leggere coi grandi e insieme nominare il mondo.

 

FASCIA D’ETÀ 18-36 MESI

“Il piccolo libro delle grandi cose” di Sophie Vissière, Fatatrac 2024:

Per aver colto e narrato il punto di vista infantile in un mondo progettato a misura di chi è adulto. È così possibile seguire bambine e bambini nella loro quotidianità, osservando gli ambienti e gli oggetti da prospettive insolite. Uno sguardo sull’ordinario che ha dello straordinario.

 

“Il piccolo fienile rosso” di Kim Crumrine, Minibombo 2024:

Per aver raccontato la fine della giornata prima del sonno con una scenografia che si ripete nell’unità della doppia pagina, dove tutti si apprestano a dormire. Un cartonato con un sorprendente finale per contare insieme prima di addormentarsi, sapendo che nel fienile si entra uno alla volta.

 

“La terra” di Cécile Roumiguière e Marion Duval, Topipittori 2024

Per il racconto della ciclicità della natura con l’elemento terra, dalla voce e dallo sguardo di una bambina. Un albo che legge la meraviglia della natura del nostro pianeta e forse pone domande sulla sua salvaguardia, nel costante dialogo tra immagine e testo.

 

FASCIA D’ETÀ 3-6 ANNI

“Niente draghi per Celeste” di Ole Könnecke e Nikolaus Heidelbach, Beisler 2024:

Per l’incalzante narrazione dialogica tra un fratello e una sorella, in assenza dei genitori, e alternata da immagini di meravigliose creature nello sviluppo della trama. Per la collaborazione di due autori che ben conoscono l’infanzia e le sue paure e per il piacere che si proverà leggendo questo albo. Una storia avvincente con protagonisti molto credibili.

“Poesia in giallo” di Lucie Félix, Fatatrac 2024:

Per l’idea di giocare con una forma, che piace ai piccoli e ai grandi, che passa di mano in mano, di pagina in pagina. Per il progetto che si esprime nel colore e nei buchi che danno rimandi a quel che succederà dopo. Per il linguaggio per nulla scontato che accompagna questa passeggiata nello svolgersi di una giornata.

“Uri Kaduri” di Lea Goldeberg e Rutu Modan, Edizioni Vànvere 2024:

Per aver riproposto lo stile delicato e contemporaneo di un classico per l’infanzia. Per un linguaggio visivo che racconta le buffe, strampalate e pratiche soluzioni del pensiero bambino di fronte ad alcune reali difficoltà quotidiane della condizione infantile, in un mondo sempre più a misura di adulto.

La giuria, presieduta da Franco Fornaroli, è formata da Katia Rossi, Elena Corniglia, Carla De Santis, Marco Debernardi, Annalia Galardini, Daniela Iacobello, Federica Mantellassi, Anna Paola Peddis, Anna Riva e Viviana Urban.

La cerimonia di premiazione è in programma giovedì 15 maggio alle 14.15 in Arena Bookstock (pad 4), al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il Premio Nazionale Nati per Leggere istituito dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Città di Torino, coordinato dalla Fondazione Circolo dei lettori con le Biblioteche civiche Torinesi, il Coordinamento nazionale Nati per Leggere (formato da Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche, Centro per la Salute del Bambino Onlus) e la rivista LiBeR, promuove la lettura condivisa con bambini in età prescolare all’interno della famiglia, degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e delle biblioteche.

Il Premio è realizzato sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura e dell’Associazione italiana Ibby.

Contatti:

Premio Nazionale Nati per Leggere

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0118904415

www.natiperleggere.it

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I Tillermann
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I Tillermann

 

I Tillerman sono Dicey, James, Maybeth e Sammy quattro fratelli rimasti soli dopo che la mamma li ha lasciati nel parcheggio di un centro commerciale e non è più tornata. Dopo aver perso il lavoro la madre li aveva caricati sulla loro vecchia auto dicendo che sarebbero andati a Bridgeport, a casa di una prozia che li avrebbe aiutati. Del padre i Tillerman non hanno notizie da tempo. Dicey teme che ora che sono rimasti soli qualcuno possa separarli, ma sa leggere le cartine e ne possiede una. A Brigeport proveranno ad arrivare da soli, a piedi, ma sono settimane di cammino e in tasca hanno pochi spiccioli. Sarebbe un’impresa impossibile per un altro gruppo di ragazzini, ma non per i Tillerman perché Dicey ha una forza d’animo, una calma, un senso dell’organizzazione e della responsabilità davvero rari per i suoi tredici anni, perché James ha dieci anni e un’intelligenza non comune, perché Maybeth è dolcissima, e non importa se qualcuno dice che ha un ritardo cognitivo, perché Sammy, il più piccolo, è di certo il più oppositivo, ma ha l’incrollabile certezza che la mamma vuole loro bene e forza, tenacia, capacità di adattamento straordinarie. Il viaggio sarà lungo, anche perché ai Tillerman non basta trovare un tetto sotto cui stare: vogliono un posto da poter chiamare casa. Si tratta di un romanzo corposo, di ampio respiro, una solida narrazione in terza persona che non a caso ha già qualcosa del classico e che pure non soffre minimamente il tempo: il romanzo originale è del 1981 e ancora una volta l’editore Il Barbagianni ha il merito di andare a scovare perle del passato, difficili da recuperare nelle vecchie edizioni (Bompiani, 1994, collana I delfini, poi Fabbri, 2000; Sansoni, 1999).
É una grande storia on the road che non ha bisogno di straordinarie svolte di trama, complessi colpi di scena per tenere l’attenzione del lettore. Il punto di forza sono i personaggi: i fratelli Tillerman, ovviamente, perché si ficcano talmente a fondo nel cuore del lettore che basta questo a non volerli lasciare per oltre 400 pagine, ma anche i personaggi secondari, costruiti con una sapienza che non li riduce mai a mera funzione narrativa, che ci fa pensare che ciascuno di essi, positivo o meno, avrebbe la dignità di protagonista in una storia parallela.

Alice Bigli (Da LiBeR 145)

I Tillermann
di Cynthia Voigt;
trad. di M. Migliavacca
Il Barbagianni, 2024, 440 p.
€ 18,90 ; Età: da 12 anni

 

 

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Il tram numero fiore
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Il tram numero fiore

 

“Disegnare è un’altra forma di linguaggio. È come respirare, come parlare con le dita, come pensare con gli occhi”. Questo afferma Delicado, illustratore dell’albo, realizzato con Guia Risari. E sarebbe bello non dire altro per parlarne, soprattutto se, confermandone l’affermazione, potessimo disegnare una recensione e lasciare che solo alcune volute leggere e colorate restituissero e stimolassero le sensazioni esperite da chi legge il libro, senza ridurlo in parole. Proprio come gli autori riescono magistralmente a fare, intrecciando in modo leggero le parole con “l’altra lingua”, le immagini. Ma noi non abbiamo nelle dita la stessa maestria e allora ne parliamo, sperando di non tradirne lo spirito immaginifico e cercando di trasmettere almeno in parte la sensazione di ricchezza e leggerezza da cui è animato. Laura, una bambina, insegna all’amico Omar, che viene da lontano e soffre di nostalgia per il suo paese di origine, l’esistenza di un tram speciale, che non è segnato con un numero ma con un fiore. Basta salire a bordo – ed è quello che i due fanno – e si inizia un viaggio tra parchi cittadini e radure, innalzandosi in cielo e poi scendendo fino alla superficie del mare. Intanto i paesaggi cambiano, ricchi di particolari sorprendenti da osservare e, mentre si scopre che neanche l’autista, che sembra un po’ un orango, conosce la meta finale, a ogni fermata qualcuno scende, e non è mai un tipo banale: vecchine che sembrano piante rampicanti, mantidi e scarabei vestiti da umani, ragazze sogliole e cavallucci di mare dallo sguardo intenso. In ogni caso non è la destinazione quello che conta, ci fa capire Laura quando Omar la ringrazia per l’esperienza: prendere il tram numero fiore è alla portata di tutti e, ora che lo sa, può evadere quando vuole da nostalgia e tristezza e tornare ai luoghi che ama. Il testo preciso e colloquiale, dove ogni parola è essenziale e puntuale, dialoga perfettamente con le immagini, nitide, ricche di particolari e colori, di grande impatto e qualità, insieme accompagnandoci, con i due giovani viaggiatori, tra tappe e passeggeri bizzarri di un viaggio che, al voltare pagina, sembra farci arrivare ogni volta una brezza leggera, un respiro che allarga il petto e accarezza l’animo.

Antonella Lamberti (da LiBeR 146)

Il tram numero fiore
Guia Risari,
ill. di Federico Delicado
Kalandraka, 2025, 36 p.
€ 16,00 ; Età: da 5 anni

 

 

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