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Il Barbagianni

Novità a novembre in libreria

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LiBeR 148
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LiBeR 148

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Sommario

Aule d’aria
Editoriale: esperienza democratica. Sandra Gesualdi (p.5)
La scuola neoliberista contro la scuola democratica. Christian Raimo (p. 18-23).
Leggere per educare al digitale. Cosimo Di Bari (p. 24-28)
Uno scaffale di albi illustrati in Ateneo. Madalina Anca, Stefano Bennati, Donata Cei, Tiziana Stagi(p. 26-27)
Complici nell’ora delle storie.
Beatrice Corbini, Alice Galletti, Silvia Giuliani(p. 29-31)
Di acrobati, clown e filiambulanti.
Beatrice Corbini, Alice Galletti, Silvia Giuliani(p. 32-34)
Nessuno indietro. Sandra Gesualdi (p. 35-36)
Comunità educante e scuola aperta.
Federica Petti (p. 37)
Biblioteche nascoste. Letizia Soriano (p. 38-40)
Il problema non è il primo giorno di scuola. Flavia Fiocchi (p. 39)
Te le racconto io le storie!.
Luigi Paladin (p. 41-44)
A scuola di ascolto. Antonella Capetti (p. 45-46)
In scena, con le parole dell’infanzia. Giovanna Zoboli (p. 47)
Da dove cominciare? Letizia Querci (p. 48-50)
Una politica educativa pensata per le scuole. Rachele Borgi e Loredana Camizzi
Un’utopia possibile. Jenny Poletti Riz (p. 51-53)
Letteratura: un diritto di nascita. Gabriela Zucchini (p. 54-58)
Le infinite possibilità del tessere. Eros Miari (p. 59- 62)
Leggere e scrivere. Francesca Banchini (p. 63-64)

Rapporto LiBeR 2025
Il tempo dei libri. Federica Mantellassi e Ilaria Tagliaferri (p. 65-67)

Audiolibri
Locomoctavia e la magia della voce. Lucia Cipriani (p. 68-69)


Spuntinidiletture

In viaggio seguendo l’astro selenico….
Selene Ballerini (p. 70-71)

Dossier/Segnali di lettura
Cucù: libri della meraviglia.
Associazione Cartastraccia (p. 72-73)

Rubriche

Zoom editoria (p. 6-17)
Le recensioni di 24 libri usciti negli ultimi mesi recensiti dagli esperti di LiBeR
Rubabandiera
Il gioco siamo noi. Roberto Farnè (p. 74-75)
Ricerche e approfondimenti
Il progetto BIBI. Marnie Campagnaro (p. 76-77)
La cassetta degli attrezzi
Figure della diversità. Intervista diElena Guerzoni a Silvia Pacelli (p. 78-79)

Schede Novità - Inserto redazionale

La bibliografia del libro per bambini e ragazzi
217 segnalazioni bibliografiche

Copertina

Paolo Moretti è illustratore, grafico, motion designer, animatore e musicista. Scompone il mondo cercando di ricomporlo in modo diverso. Lavora per la Fondazione Accademia dei Perseveranti di Campi Bisenzio.

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  • LiBeR 145+
Rosalie sogna
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Rosalie sogna

Rosalie sogna di avere dei genitori diversi. Sogna in particolare che assumano le fattezze di due elefanti marini e questa sua fantasia notturna ne innesca e contiene molte altre. Rosalie sogna… è, infatti, un albo illustrato dalla struttura inanellata in cui chi prima è sognato diventa poi sognatore, in un fitto concatenarsi di figure che attingono agli immaginari più disparati. Sub e giganti, porcellini d’india e pesci con i piedi, polpi e ragazzine impavide, squali bianchi e folletti fiordaliso: il lettore si trova a muoversi tra umani e animali, oggetti animati e creature fantastiche, in un continuo rimescolarsi di regni, contesti e dimensioni che genera rinnovata sorpresa e sincero straniamento. Se c’è, d’altronde, un autore che sul terreno dell’onirico si muove con una disinvoltura particolarmente felice, quello è proprio Nikolaus Heidelbach. I suoi personaggi e le sue tavole sono sovente provvisti di una componente inafferrabile e perturbante, che è poi, forse, ciò che rende il lavoro dell’autore tedesco così unico e intrigante. In virtù di questo, ciò che sulla carta potrebbe apparire come un giocoso esercizio immaginativo, già di per sé appassionante, si rivela molto più stratificato e capace di interrogare il lettore. Il tutto senza togliere un grammo del sottile diletto che il libro porta con sé. Un diletto che nasce prima di tutto dall’incontro con scene e situazioni eccentriche e dall’abbinamento imprevedibile tra personaggi e sogni, ma anche dal tempo richiesto al lettore per cogliere il meccanismo sotteso all’albo, per ritrovare dettagli espressi e taciuti o anche solo per mettere a fuoco i soggetti di cui si parla. Qual è, per esempio, il sesto suricato da sinistra che sogna di essere la bambinaia di una famiglia di rinoceronti e di aver dimenticato il latte? Per individuarlo bisogna proprio fermarsi un attimo, osservare attentamente l’intera scena e contare con precisione. L’albo, così, non solo ci chiama e ci solletica ma ci porta anche a sostare tra le sue pagine, in un lungo e iterato sogno, che difficilmente esaurisce il suo fascino in una sola lettura.

Elena Corniglia (da LiBeR 147)

Rosalie sogna
Nikolaus Heidelbach
Trad. di V. Vignoli
Logos, 2025, 32 p.
(Gli albi della Ciopi)
€ 18,00 ; Età: da 6 anni

 

 

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Le regine litigiose
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Le regine litigiose

Torrescura e Torrechiara sono le due regine litigiose protagoniste di questa storia. I loro regni sono confinanti, ma loro se ne accorgono all’improvviso, quasi per caso. Da quel momento le sovrane iniziano a lanciarsi dalle rispettive torri parole offensive e minacce. fino a quando non esplode la guerra. Le loro torri si accendono e bruciano, la fiamma consuma tutto e solo quando la distruzione è completa le regine placano la furia cieca che le ha animate guardando il paesaggio desolato che le circonda. Il testo, interamente in rima, si chiude con questi versi: “Le regine litigiose sono calme,/ hanno spento la superbia e l’arroganza./ Con il tempo accenderanno la ragione,/ per adesso, almeno, è accesa la speranza”. Marianna Balducci, illustratrice e autrice riminese, realizza questo suo nuovo albo con l’originale combinazione di fotografia e illustrazione che l’ha resa così riconoscibile. Le torri che ardono sono realizzate con una candela nera e una candela bianca che bruciano realmente e si consumano: attorno a queste immagini fotografiche si anima il disegno delle regine protagoniste e dei loro eserciti. Testo e immagini dialogano lasciandosi il giusto spazio e contribuendo a un progetto complessivo originale ed efficace che mette in evidenza, senza banalità, l’assurdità della guerra. Le regine litigiose può essere collocato accanto a L’ammiraglio si è preso il cielo, sempre edito da Clichy (2022), ma anche ad altre opere di Marianna Balducci legate idealmente da un filo che la colloca tra i più rodariani autori italiani contemporanei, dove la lezione di Gianni Rodari si dimostra autenticamente compresa e insieme rinnovata in molti aspetti: dai grandi temi affrontati, all’idea di creatività, alla capacità inventiva, e infine all’offrire storie che aprono dialoghi tra le generazioni.

Alice Bigli

Le regine litigiose
Marianna Balducci
Clichy, 2025, 32 p.
(Carrousel)
€ 19,00 ; Età: da 5 anni

 

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Aule d'aria
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Aule d'aria

Le aule, tradizionalmente spazi chiusi, si trasformano in aule d’aria, ambienti aperti, accessibili e respirabili, dove le idee fluiscono libere, e la scuola diventa un luogo vivo di confronto e partecipazione. Nel numero 148 di LiBeR abbiamo raccolto riflessioni, approfondimenti e racconti di esperienze e buone pratiche che testimoniano come la sinergia tra scuola e biblioteche possa aprire finestre di democrazia, dando spazio a voci diverse e al dialogo educativo. Come in ogni numero ampio spazio è dedicato a suggerimenti e proposte di lettura, che vanno dai libri per bambini e bambine in età prescolare – fondamentale per il sostegno alle competenze narrative dei piccolissimi − ai migliori romanzi per ragazze e ragazze (come sempre non vietati agli adulti) che raccontano la scuola, e “parlano di ascolto, di relazione, di fiducia, di esplorazione e crescita condivisa, di comprensione” come scrive Eros Miari nel suo articolo “Le infinite possibilità del tessere”.

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Dipende dalla classe
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Dipende dalla classe

Insegnare è un lavoro meraviglioso, ma dipende dalla classe. Quante volte questa frase viene detta a scuola da insegnanti ed educatori? La ricerca nel campo dell’educazione ha più volte dimostrato che l’ambiente di provenienza influisce in modo determinante sulla motivazione a imparare, sulle aspettative future, sui risultati delle prove di apprendimento e sulle scelte di studio. In generale, sul profitto e sulla carriera scolastica e professionale degli studenti. Eppure, oggi la scuola non è organizzata in base a ciò che la ricerca pedagogica ha chiaramente mostrato. È una scuola che, spesso, non sembra credere nemmeno a se stessa.

Il tentativo di queste pagine è quello di spostare lo sguardo, rivolgendolo non più e non solo sulla classe sociale di chi va male a scuola - come accade, solitamente, nei report e negli articoli sul tema - ma anche su quella di chi a scuola ci lavora: insegnanti, educatori ed educatrici. E persino su chi quei report li scrive o li commissiona. Perché se, come ci dicono gli studi, la classe sociale determina il modo in cui siamo studenti e studentesse, perché non dovrebbe influenzare anche il modo in cui siamo insegnanti, educatori, assistenti sociali o medici? Perché non dovrebbe incidere sul modo in cui insegniamo, così come incide su come apprendono i nostri studenti? Chiederselo significa aprire uno spazio nuovo, dove costruire alleanze davvero orizzontali.

Con dati alla mano alternando analisi sociale, esperienze personali e citazioni da film e serie TV, in Dipende dalla classe Michele Arena scatta la fotografia di una scuola a due velocità. Da un lato, quella di chi possiede capitale sociale e culturale e padroneggia i codici del gruppo dominante. Dall’altro, quella di chi non ha “i genitori giusti”, la lingua giusta o il modo giusto di stare al mondo. Una scuola in cui la classe di provenienza può decidere molto più di quanto immaginiamo - o di quanto siamo disposti ad ammettere - le traiettorie di vita di studenti e studentesse.

E allora, se dalla classe deve davvero dipendere la nostra vita, la classe - quella scolastica, intesa come spazio e luogo di possibilità - può diventare qualcos’altro. Un terreno di riflessione e di resistenza, dove costruire nuovi paradigmi educativi: più giusti, etici e democratici. Uno spazio dove provare a riscrivere insieme le nostre storie e le nostre relazioni, per trasformare in collettivi problemi che abbiamo sempre pensato come individuali. Per non arrenderci allo stato delle cose. Perché la scuola possa essere un luogo di democrazia e resistenza.

*Michele Arena (1977), figlio di due amorevoli genitori comunisti, insieme a loro frequenta Feste dell’Unità, ospedali, ufficiali giudiziari amanti degli sfratti e case popolari. Si diploma con il minimo dei voti al professionale di Firenze. Dopo 10 anni da addetto alle pulizie, un giorno legge su un manifesto «corso di formazione per operatori delle marginalità sociali». Si iscrive, inizia a lavorare in un centro diurno per minori e, improvvisamente, capisce di esserlo sempre stato, una marginalità sociale. Da 20 anni lavora come educatore, a 47 si laurea in Scienze dell’educazione con una tesi sulle dinamiche di potere legate alla classe sociale a scuola. Nel frattempo ha pubblicato due romanzi per Mondadori e fondato la scuola di scrittura no profit Porto delle Storie.

Dipende dalla classe
Manifesto per una scuola anticlassista
Pagine: 176
Prezzo: 16,50 €
Erickson - 

In libreria dal: 17 ottobre 2025

 

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