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Con gli occhi delle bambine

Atlante dell'infanzia a rischio 2020

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Jackson Pollock - Dripping Dance

Federica Chezzi, Angela Partenza

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I finalisti del Premio Nati per Leggere 2020
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I finalisti del Premio Nati per Leggere 2020

L'undicesima edizione del Premio Nati per Leggere si avvia alla sua conclusione: una delle novità più importanti quest'anno è stata l’istituzione delle terne finaliste per i libri nelle categorie 6-18 mesi, 18-36 mesi e 3-6 anni della sezione Nascere con i libri. Si tratta di un’azione decisa dal Comitato Promotore e dalla Giuria, che, in un momento delicato per l’universo libraio italiano, hanno deciso di mandare un segnale forte a sostegno delle eccellenze editoriali dedicate ai più piccoli. LiBeR, partner del Premio, ha dedicato tre approfondimenti alle terne dei libri finalisti, in diretta sulla pagina facebook della rivista.

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Kite Edizioni

In libreria

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Vincent e Theo
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Vincent e Theo

Una storia di fratellanza, emozionante e coinvolgente: è questa la sensazione che rimane sulla pelle alla fine di questo lungo racconto, presentato attraverso una raffinata veste grafica. Non un romanzo; non un’opera di divulgazione, nonostante i riconoscimenti ricevuti nell’ambito della Non Fiction; non un libro Young Adult, se con tale definizione intendiamo una narrazione focalizzata su un punto di vista adolescente e su giovani protagonisti. Un’opera difficilmente classificabile, trasversale come pubblico di riferimento, capace di condurre i lettori e le lettrici attraverso un percorso affascinante di crescita umana e artistica. Uno storia in cui la Heiligman scava nella corrispondenza tra i due fratelli Van Gogh e tra loro e i loro familiari, andando oltre i pochi dati conosciuti – il taglio dell’orecchio di Vincent, il suicidio, i suoi quadri – per fare emergere gli aspetti più nascosti della personalità passionale dell’artista: il suo doloroso travaglio interiore che rasenta talvolta la follia, la religiosità, l’amore per la bellezza nascosta nella natura, la dedizione all’arte “per poter donare qualcosa al mondo” e, soprattutto, l’intensità del legame, seppur travagliato e ambivalente, con il più giovane fratello, Theo. Theo che ha sempre sostenuto economicamente Vincent, che lo ha incitato a proseguire nel suo percorso di crescita artistica, che ha fatto da filtro nei complicati rapporti tra Vincent e la famiglia d’origine. Theo senza il quale“il mondo non avrebbe avuto Vincent”, e con il quale Vincent si troverà trascinato in un’esperienza artistica esaltante, a contatto con i maggiori artisti e i più significativi movimenti – dall’impressionismo al puntinismo – del secondo Ottocento. Un percorso, quello delineato dall’autrice, che si sviluppa attraverso diverse sale, ciascuna contraddistinta da un dipinto o da un disegno, che fa da linea guida alla narrazione. E che alimenta nel lettore il desiderio di conoscere più a fondo la storia dell’artista e di andare a rivedere quei dipinti che rappresentano un doloroso percorso di ricerca sul significato della vita attraverso l’arte. Un percorso interrotto tragicamente dalla morte prematura di entrambi i fratelli, ma vissuto con autenticità e travolgente passionalità.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 127)

Vincent e Theo
Deborah Heiligman;
trad. di A. Martelli
EDT-Giralangolo, 2019, 447 p
(Narrativa)
€ 18,00 ; Età: da 12 anni (15 anni)

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La strana storia di Cappuccetto Blu
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La strana storia di Cappuccetto Blu

Cappuccetto Blu è forse la versione femminista di Cappuccetto Rosso? Può essere, sicuramente si tratta di una rivisitazione “dalla parte della bambine”, in cui l’autodeterminazione e il partire da sé sono centrali. La protagonista è infatti molto diversa dall’originale, così come lo sono anche gli altri personaggi. Cappuccetto Blu non è docile e né ingenua ma audace, determinata e indipendente, per nulla impaurita dal bosco e dal lupo. Il lupo sembra piuttosto inoffensivo e giocherellone, anche se ogni tanto rientra nel suo ruolo di divoratore. La nonna è una vecchietta gentile ma noiosa, che parla sempre delle sue malattie. E il cacciatore, o taglialegna, che assicurava il lieto fine in alcune versioni classiche, è inesistente; non perché la storia non abbia un finale felice ma perché qui l’eroe non serve: Cappuccetto Blu si salva da sola. L’autodeterminazione è evidente fin dall’inizio, dalla scelta del blu con il quale la bambina “senza chiedere il permesso a nessuno” colora la mantellina rossa che le ha cucito la mamma, andando addirittura a cercare la pianta per tingerla nel bosco. Mentre il partire da sé, da quell’essere “una divoratrice di favole dallo spirito indipendente”, diventa l’elemento magico  - interno e non esterno - che le permette di salvarsi. È il potere delle storie, infatti, a trasformare il possibile pericolo in amico. E così, nella sfida in cui Cappuccetto Rosso e il lupo si affrontano a suon di fiabe e favole, il lettore può divertirsi ad andare alla ricerca di tutte le storie che conosce, i cui riferimenti sono disseminati lungo tutto il libro, sia nel testo che nelle illustrazioni. Le immagini di Clémence Pollet riescono a dare un taglio ancora più contemporaneo al racconto, anche andando in apparente contraddizione con le parole di Guia Risari, sia attraverso visioni d’insieme, come il contesto urbano e metropolitano, che nei dettagli, come la mantellina che si trasforma in felpa con cappuccio, il cestino in zainetto o le insegne dei negozi e le scritte sui muri che ci lanciano altri indizi sul mondo delle storie. Infine, da menzionare è anche la trovata, sia testuale che visiva, delle avvertenze iniziali e delle note e piè di pagina, che rendono la lettura ancora più divertente.

Eléonore Grassi (da LiBeR 127)

La strana storia di Cappuccetto Blu
Guia Risari,
ill. di C. Pollet
Settenove, 2020, 40 p.
€ 17,00 ; Età: da 6 anni (7 anni)

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