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Cerfoglio
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Cerfoglio

Non cede alla pietas l’albo illustrato Cerfoglio di Ludwig Bemelmans, pittore e scrittore nato a Merano nel 1898 e vissuto negli Stati Uniti sino al 1962, conosciuto nel mondo soprattutto per la serie di libri per ragazzi Madeline. Perché narra la storia di un incontro tra creature del bosco ed esprime un messaggio radicale in difesa dell’ecosistema e di esplicita condanna verso l’intervento umano che minaccia un equilibrio naturale nel quale la reciprocità delle relazioni genera cura, consente la crescita delle specie, rafforza la biodiversità. Un vecchio albero di pino che domina una vallata e un cervo sono i protagonisti di questo racconto: il primo ha sfidato i venti e le intemperie radicando in profondità le proprie radici nelle rocce a strapiombo ed è sopravvissuto all’abbattimento di intere generazioni di alberi; il secondo, all’ombra dell’albero sbilenco ma caparbio, ha ricavato un rifugio sicuro per sé e la sua famiglia, brucando il cerfoglio che cresce nei prati lì intorno. Uniti da antica amicizia, i due ormai si somigliano e all’imbrunire, sulla linea dell’orizzonte, non è raro scorgerli assieme anche se risulta difficile distinguere il palco di corna del cervo dai rami spogli del pino. È in ragione di questa simbiosi che l’albero interviene un giorno a scongiurare la morte dell’amico per mano di un cacciatore, la cui fine è segnata da un salto nel precipizio. Il testo, a tratti poetico, accompagna le immagini nitide dai colori decisi, tipiche dello stile pittorico di Bemelmans; i disegni sono ricchi di dettagli, tutto è chiaro, niente rinvia a significati nascosti. E sebbene non vi sia redenzione per l’uomo, tutto volge al lieto fine come in una fiaba in cui la polarità tra bene e male è netta e l’uno vince sull’altro. I risguardi, che ricordano un erbario di campo, impreziosiscono il libro. Uscito col nome di The old Stag and the tree nel 1953 sulla rivista americana “Woman’s Day”, il racconto è diventato libro nel 1955 per Harper and Brothers con il titolo Parsley (prezzemolo), ripubblicato solo nel 2018 dall’editrice canadese Nadine Robert di Le Lièvres de Mars: un piccolo gioiello vintage che LupoGuido ha riscoperto consentendoci di sostare con grazia su un tema di grande attualità.

Chiara Lepri (da LiBeR 128)

Cerfoglio
Ludwig Bemelmans;
trad. di G. Tonoli
LupoGuido, 2020, 44 p.
€ 17,00 ; Età: da 3 anni 

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Novità edt-Giralangolo

Atlante dei luoghi immaginati

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Coordinamento Librerie dei Ragazzi: le migliori novità
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Coordinamento Librerie dei Ragazzi: le migliori novità

Sono disponibili sul sito le migliori novità di letteratura per l'infanzia del mese di novembre, selezionate dal Coordinamento delle Librerie dei Ragazzi. Nato per unire gli sforzi di alcune librerie specializzate al fine di favorire uno scambio di conoscenze, professionalità e competenze, il coordinamento si propone di perfezionare servizi mirati rivolti a chi abbia necessità o desiderio di servizi e informazioni sempre più specifici, partendo dalla considerazione che alcune realtà, sia pure con stili e interpretazioni distinte, hanno lo stesso modo di intendere e adottano lo stesso approccio nei confronti di editori e clienti.

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La bambina che collezionava tartarughe
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La bambina che collezionava tartarughe

 

Nel 1981 usciva Le letture. La collana di EL seguiva con complice tempestività un’altra collana, sempre della medesima editrice, Un libro in tasca. Tascabile anch'essa, esibiva nello stesso formato e con lo stesso intento editoriale le caratteristiche che l’avrebbero consacrata come uno dei progetti più rimarchevoli di una nuova concezione del libro per bambini nel nostro Paese. Nel corso del tempo, la collana ha cambiato veste grafica ma si è sempre affidata a quell’idea iniziale vincente di distribuire i libri lungo un percorso graduale, che conduca il bambino a impadronirsi del linguaggio narrativo attraverso la scrittura di validi autori italiani, istituendo cinque livelli contrassegnati da colori che fanno da indicatore della fascia d’età di destinazione dei libri.
Perché ci dilunghiamo nell’introduzione a un singolo libro? Perché spesso ci si dimentica del contesto dal quale proviene, divenendone in qualche modo debitore.
La bambina che collezionava tartarughe si colloca nella fascia blu della collana, “per chi legge con facilità”, e si aggiunge a un prestigioso elenco che annovera nomi di spicco e scritture riconducibili a più generi. Il racconto, quasi una storia di formazione con un sorprendente finale, si snoda lungo una linea che richiama nella fantasia che lo produce più di un elemento di realtà. A cominciare dalla geografia, indicata con precisione nel viaggio che la bambina protagonista compie in fuga dalla casa paterna, dove si sente incompresa, al luogo dove confida che si compia il miracolo tanto invocato: una nuova vita, in un antico faro, in una nuova famiglia, con un vecchio zio ancora sconosciuto, una tartaruga viva e un’intera collezione di meravigliose tartarughe ricavate dai più diversi materiali. A proseguire, la sorprendente sostituzione di due personaggi, finalizzata al risarcimento affettivo dell’autore, con l’inserimento di un incontro mai potuto accadere nella realtà fra le due persone a lui più care, chiaramente adombrate nei nomi e nei ruoli dei due personaggi decisivi di questa che a molti effetti si configura come una fiaba. Delicata nei toni, poetica nella scrittura, ricca di metafore e immagini che bene si accordano con le illustrazioni disseminate nel testo.

Rosella Picech (da LiBeR 128)

La bambina che collezionava tartarughe
Federico Gregotti,
ill. di Anna Simeone
EL, 2020, 80 p.
(Le letture)
€ 10,00 ; Età: da 8 anni

 

 

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