Webinar dedicato allo scrittore e pedagogista Mario Lodi
Distruggi questo libro illustrato è l’ultimo libro pubblicato in Italia della canadese Keri Smith -autrice, artista, docente, attivista, ma soprattutto esploratrice del mondo; la traduzione è curata da Monica Guerra, pedagogista che a sua volta esplora la dimensione erratica nell’atteggiamento di ricerca.
Di questo libro si deve/può leggere ogni singola parte. Nella prima aletta interna l'autrice afferma in maniera radicale la coautorialità del lettore: “Lo sai che un libro non può essere se stesso senza di te? Un libro diventa più bello e vivo quando è esplorato spesso. Quello che alcune persone chiamano distruggere, altri potrebbero chiamare essere vivi. La verità è che i libri non dovrebbero stare sugli scaffali. Sono fatti per essere usati e portati in giro in cerca di avventure. Un libro su uno scaffale non vive la vita che dovrebbe. Per favore aiuta questo libro a vivere. Non c’è tempo da perdere, questo libro ha bisogno di te!”
Sfilando la sovraccoperta, poi, si scopre che il suo interno è un poster con le istruzioni per costruire personaggi analoghi a quelli che popolano i risguardi e alcune doppie pagine – e per i quali l’autrice suggerisce di costruire città fatte di libri.
Keri Smith desacralizza l’oggetto libro, avvicinandolo a bambini e bambine, attraverso una vertigine di escamotage, in larga parte in linea con i meccanismi narrativi più riusciti degli ultimi anni. Si rivolge al lettore/utilizzatore con una nota e cura gli aspetti formali in modo da rendere familiare l’oggetto-libro, ad esempio scrivendo a mano il colophon. Una costellazione di domande concorre a spostare su un piano filosofico il senso di azioni comunemente suggerite nei tradizionali activity books.
Aggiungono leggerezza fantasiose costruzioni di cartone, tanto vicine per spirito alle macchine inutili di Munari e Tinguely. Mille e più di mille suggerimenti aprono prospettive e relativizzano la normatività implicita nella codifica di qualunque testo scritto.
Questo libro può essere qualsiasi cosa – scrive l'autrice tra le pagine. Anche un gioco in cui scegliere se avviarsi alla conclusione oppure iniziare a giocare da capo. La chiusa su una città di libri rilancia su una ludo-meta-lettura senza fine.
Francesca Romana Grasso (da LiBeR 130)
Distruggi questo libro illustrato
Keri Smith
Corraini, 2020, 64 p.
€ 15,00; Età: da 10 anni
I termini di partecipazione all’ iniziativa “La mia scuola si chiama Gianni Rodari”, dedicata alle scuole intitolate a Gianni Rodari, sono prorogati al 29 ottobre 2021. Come noto l’iniziativa, incentrata sul tema della “scelta dei nomi” per le scuole, ma anche per le persone, le vie, le città, ha l’obiettivo di suscitare curiosità e consapevolezza sui “nomi” e i loro significati e promuovere la lettura dei libri di Gianni Rodari e il piacere della lettura in generale. Si intende inoltre stimolare un dialogo aperto fra bambini e adulti, insegnanti e genitori: la scelta dei nomi richiama infatti i temi dell’identità ma anche dei legami familiari, della storia e della memoria, oltre che il tema della fantastica, ovvero l’arte di inventare storie, come definita da Gianni Rodari nel suo libro La Grammatica della fantasia.
L’opera vincitrice del XIII Premio Internazionale Compostela per Albi Illustrati è un libro senza parole dal tono drammatico che rende omaggio alle librerie come presidi culturali primari ed essenziali della società. Luoghi di aggregazione, conoscenza e sviluppo di una coscienza collettiva. Realtà che andrebbero preservate e sostenute. La libreria raccontata per immagini da Pietro Gottuso nasce nel 1880 in un elegante centro storico, accanto al portone d’ingresso di un palazzo antico. Il libraio, un signore distinto, volge uno sguardo fiducioso davanti a sé. Giriamo pagina e dieci anni sono trascorsi. Una carrozza passa, donne e uomini stazionano nei pressi della libreria conversando o leggendo. L’occhio dell’autore è fisso, l’inquadratura immobile sullo scorcio del palazzo su cui troneggia il volto in pietra di Chronos, il tempo. Voltiamo pagina e siamo catapultati nel decennio successivo. Gli abiti sono cambiati, così come i mezzi di trasporto, la collocazione dei volumi in vetrina, colori e stile delle copertine. Nel negozio dall’altro lato dell’edificio, una galleria d’arte espone i quadri delle correnti artistiche in voga. Gli anni incedono e le tavole pittoriche di Gottuso fotografano i passaggi storici e culturali: il periodo della guerra, la ripresa economica, il progresso tecnologico, i consumi di massa. Per oltre un secolo la libreria rimane lì, testimone della vita cittadina, di usi e costumi che si trasformano. Il negozio vicino si reinventa ogni volta: punto vendita di elettrodomestici, Internet point, bar. In un susseguirsi di istantanee, segnato visivamente da un alternarsi di ombre e luci, registriamo la perseveranza di un luogo orgoglioso e tenace che resiste fin quanto può, fino all’avvento del mercato globalizzato e dell’e-commerce. Un’immagine amara, quella finale, in cui la libreria è scomparsa, rimpiazzata da una frutteria, e tutti i personaggi raffigurati appaiono catturati da uno schermo, sotto lo sguardo desolato di Crono. Una tavola dura, che ha l’effetto di scuotere e aprire gli occhi sulla condizione in cui versano oggi tante attività a conduzione famigliare e sulla crisi che sta investendo le relazioni tra esseri umani, sempre più propensi a frapporre distanze e filtri tra di loro.
Francesca Tamberlani (da LiBeR 130)
Dal 1880
Pietro Gottuso
Kalandraka, 2020, 32 p.
€ 16,00; Età: da 6 anni
Come già annunciato Mare di libri torna in presenza il 18-19-20 giugno, restando in parte online.
Dopo una corsa contro il tempo a causa dell’incertezza della situazione pandemica, il programma della nuova edizione è stato completato.
Per questo possiamo annunciarvi che la conferenza stampa di presentazione si terrà lunedì 31 maggio alle ore 10 sulla piattaforma Zoom e potrete seguirla anche da Facebook e YouTube.
Con grande gioia vi annunciamo anche che sempre dal 31 maggio il programma sarà on-line e le prenotazioni apriranno martedì 1 giugno.
