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Non dubitare dei sogni
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Non dubitare dei sogni

 

Sotto almeno due aspetti deve essere osservato questo albo illustrato edito da Carthusia nella collana curata da Teresa Porcella “Magnifici Versi”: uno ha a che vedere con l’elevata qualità artistica dell’opera in sé sotto il profilo autoriale (testuale e iconico), un altro rinvia alla straordinarietà del progetto editoriale, che coinvolge il lettore in un percorso estetico di notevole impatto. Siamo dinnanzi a una speciale tipologia di picturebook in cui poesia e illustrazione si compenetrano nel susseguirsi di maestose pagine, stavolta affidate ai versi della poetessa giapponese Akiko Yosano e agli acquerelli di Sonia Maria Luce Possentini.
Della Yosano, artista poliedrica nata a Sakai, vicino ad Osaka, nel 1878, femminista, scomparsa a Tokio nel 1942, viene qui presentata una scelta di delicati tanka sul tema delle stagioni, nei quali, ai richiami agli scenari e agli elementi classici della cultura orientale (la pagoda, il kimono, le peonie, la seta), si aggiunge un’intima partecipazione sul piano mimetico-sensoriale: ben più antico dell’haiku, il tanka è una forma lirica composta di cinque versi privi di rima, spesso utilizzata come messaggio d’amore, che l’autrice nelle sue sperimentazioni rivisita con un linguaggio e una partecipazione innovativi. Sonia Maria Luce Possentini non ha invece bisogno di presentazioni: già illustratrice dei precedenti tre albi della collana dedicati a poetesse, Premio Andersen come Miglior Illustratore nel 2017, celebra magistralmente le immagini evocate dai versi col suo tocco lieve e deciso: forme e colori tratteggiano così non soltanto figure e paesaggi, ma un complesso sistema di emozioni altrimenti indicibile, in un dialogo col testo capace di dare corso a intense significazioni.
Sul piano del progetto, si tratta di un libro che ci impone una sosta contemplativa per l’intensità degli stimoli e delle suggestioni espressi, tutti aperti alle diverse possibilità interpretative. La sfida sarà allora quella di accogliere questi spunti e lasciarli decantare, in un’avventura conoscitiva ed emotiva capace di coinvolgere a più livelli un pubblico senza età e di consegnare ai più piccoli un’occasione preziosa di incontro con la poesia e l’arte in generale.

Chiara Lepri (da LiBeR 130)

Non dubitare dei sogni
Akiko Yosano,
ill. di Sonia Maria Luce Possentini;
trad. di L. Capponcelli
Carthusia, 2020, 28 p.
(Magnifici versi)
€ 17,90 ; Età: da 9 anni

 

 

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Edt-Giralangolo

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La mamma ha fatto tardi
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La mamma ha fatto tardi

 

Nello spazio dell’attesa fioriscono le vicende di questo albo delicato e divertente. Un’attesa che ogni bimbo può conoscere, quando una mamma ritarda all’uscita dalla scuola dell’infanzia. Nell’immaginazione di Kana, che parla col suo orsetto, prendono forma le ipotesi sulle avventure che trattengono la mamma altrove: imprevisti positivi, rasserenanti, buffi, iperbolici. La personalità della mamma è evocata nella sua autenticità di giovane donna, alle prese con un treno rotto spinto, forse, da animali esotici e forzuti; “indecisa come al solito”in pasticceria mentre sceglie una torta; poi mentre compra tre palloncini e si libra in volo verso la sua bambina. Notevole la modulazione del ritmo compositivo dell’albo nel tempo che precede l’incontro: una pagina piena e dinamica, con la bambina e l’orsetto in primo piano che mimano la mamma volante; a seguire una pagina dominata dal vuoto e da un’interiezione di sorpresa. Tutto rallenta quando la bimba vede la madre e corre verso la figura fuori campo. La mamma compare nella pagina successiva e pronuncia poche parole di scusa, rispettose e gentili. Se il conforto della narrazione, chiave di una saggezza infantile che si giova delle risorse dell’immaginazione per resistere all’ansia, è centrale nell’albo, un secondo cuore è nella rappresentazione della gentilezza come via di relazione e cura, indispensabile per accogliere l’imperfezione umana e ricomporla in armonia di gesti e sentimenti. La gentilezza è una qualità etica e sentimentale che non è ancora acquisita nella nostra cultura. Essere gentili con i bambini è ancora e sempre una questione individuale; esistono strascichi di pedagogia nera, ancor più dannosa quanto inconsapevole, dalla mancanza di rispetto e attenzione alle necessità infantili da parte di amministratori e politici, alla persistenza di gesti punitivi e violenti in ambito scolastico. Kira Kira, progetto editoriale volto a far conoscere ai lettori italiani la migliore editoria illustrata giapponese, offre, nel suo curato e giovane catalogo, la possibilità di immergerci in atmosfere, spazi urbani e costumi sociali del Giappone, ma anche di esplorarne la peculiare poetica del mondo infantile, profondamente connessa alla cultura della gentilezza di questo paese.

Marcella Terrusi (da LiBeR 130)

La mamma ha fatto tardi
Izumi Motoshita,
ill. di Chiaki Okada;
Kira Kira, 2020, 36 p.
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

 

 

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Le migliori novità di maggio

Sono disponibili sul sito le migliori novità di letteratura per l'infanzia del mese di maggio selezionate dal Coordinamento delle Librerie dei Ragazzi. Nato per unire gli sforzi di alcune librerie specializzate al fine di favorire uno scambio di conoscenze, professionalità e competenze, il coordinamento si propone di perfezionare servizi mirati rivolti a chi abbia necessità o desiderio di servizi e informazioni sempre più specifici, partendo dalla considerazione che alcune realtà, sia pure con stili e interpretazioni distinte, hanno lo stesso modo di intendere e adottano lo stesso approccio nei confronti di editori e clienti.

 
 
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Lupo nero
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Lupo nero

Due occhi bianchi, ferini e penetranti si stagliano in copertina su uno sfondo nero intenso: è così che il Lupo nero di Antoine Guilloppé inchioda subito il lettore.
C’è qualcosa di ipnotico in quello sguardo netto: un fascino magnetico che sfida ad addentrarsi nel libro, tra le sue tavole in bianco e nero del tutto prive di parole.
Qui compare un giovane che, nel fare rientro a casa in una notte invernale, si trova ad attraversare un fitto e intricato bosco. Nevica, fa freddo e avanzare nella coltre non è agevole, ma soprattutto il percorso ha un che di inquietante: tra gli alberi si nascondono presenze misteriose, minacciose persino. Il giovane lì per lì non sembra accorgersene mentre il lettore, con i sensi all’erta, riconosce e segue fin dall’inizio la sagoma del lupo tra i tronchi. La tensione è crescente e tangibile: ci si aspetta da un momento all’altro un assalto. E un assalto in effetti non manca ma, grazie a un sorprendente colpo di scena, cambia di segno e assume contorni nuovi.
Così, in un rapido finale che chiude una sceneggiatura dal gusto cinematografico, la prospettiva si ribalta e l’apprensione si dissolve. All’estremità di un’ampia parabola emotiva, che muove dal turbamento, affronta la paura e approda alla rassicurazione, il lettore trova il sollievo di essersi sbagliato nell’attribuire ruoli e intenti ai personaggi, condizionato dalla forte valenza simbolica dei due colori usati e degli elementi fiabeschi richiamati.
L’apparenza inganna e queste pagine, con il loro abile gioco di inquadrature e illusioni percettive, consentono di sperimentarlo a fondo. Bianco e nero, vuoto e pieno, buono e cattivo: Lupo nero fa dei contrasti più essenziali e della loro capacità di rovesciarsi la sua chiave narrativa più potente che non solo mette a nudo preconcetti e invita a farsi domande, ma amplifica anche l’intimo coinvolgimento di chi legge, facendolo sentire davvero immerso tra quei silenziosi tronchi innevati. Quello intagliato con perizia da Antoine Guilloppé – espertissimo nella tecnica del papercutting – diviene così un bosco da attraversare tanto fisicamente quanto metaforicamente, con spiazzante soddisfazione per lettori di età anche molto diverse.
 
Elena Corniglia (da LiBeR 130)
 
Lupo nero
Antoine Guilloppé;
Camelozampa, 2021, 32 p.
(Le piume)
€ 16,00; Età: da 4 anni
 
 
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Lolò, il principe della fate
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Lolò, il principe della fate

 

Il 1965 è l’anno di pubblicazione di Lolò, il principe delle fate. Chissà però da quando frullava nella testa di Magda Szabó! Supponiamo che tutto sia iniziato e terminato nell’anno della sua pubblicazione, resta comunque sorprendente la contemporaneità delle invenzioni che il lettore scoprirà leggendolo.
Fin dalla nascita, Lolò è diverso dagli altri bambini, e non solo perché nato nel paese delle fate. È stato donato a Iris, la regina delle fate, dall’albero di fico. La sua è una mamma single, e qui il pensiero va a un altro famoso protagonista della nostra letteratura, al papà single e al figlio nato da un ciocco di ciliegio.
Va subito detto che questo libro è perfetto per una lettura ad alta voce. Ogni capitolo si snoda in avvenimenti che tengono il lettore avvinto, spingendolo ad andare avanti, senza mai cedere il passo a qualcosa di prevedibile.
La vita nel paese delle fate scorre senza problemi, e con la magia a portata di bacchetta ogni cosa è presto risolta, almeno finché non ha inizio la lotta per la conquista del potere. Un potere che si ammanta di saggezza e benevolenza, che seduce, adulando, chi lo incontra. Per poi manipolare quanti - fidandosi - lo avvicinano scambiandolo per saggezza o peggio ancora sapienza. Inizia così un’altra storia, quella della lotta tra il bene e il male, tra la menzogna e la verità, tra chi sotterra la sapienza per conquistare il potere, tra il riconoscimento e l’accettazione dei propri limiti.
E bisognerà allora trovare il coraggio di volare sulla montagna del “quifinisce", con la consapevolezza che il cammino vero inizia quando si decide di crescere.
È una favola perfetta quella di Magda Szabó, scrittrice ungherese che subì le vessazioni del regime al potere, ma seppe sempre tenere fermo lo sguardo e la penna restando fedele all’umanità. Il volo al “quifinisce" non è privo d’incertezze, ma resta l’unica cosa da fare se si vuole essere liberi e rendere libero chi si ama, come fa il principe delle fate Lolò. L’oggi ci insegna che non esiste un tempo libero dalle dittature del potere e libri come quelli di questa grande scrittrice, di cui vi consiglio tutta l’opera, ci servono ancora di più a capire che la letteratura è lo specchio in cui guardare per comprendere la realtà.

Agata Diakoviez

Lolò, il principe delle fate
Magda Szabó
ill. di Ivett Lénárt, Réka Imre;
trad. di V. Gheno
Anfora, 2020, 253 p.
€ 16,90; Età: da 10 anni

 

 

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