Giovedì 29 settembre, ore 16.30
Mi piace immaginare che l’autrice Agnès Mathieu-Daudé, che oltre a scrivere si occupa di restauro di beni culturali per il Museo di Francia, sia stata un’appassionata lettrice di Asterix, perché a questo esilarante fumetto sembra ispirarsi Dagfrid, storia inserita nella collana Superbaba, il ben riuscito progetto editoriale di Babalibri per accompagnare in modo “gentile” i bambini di 6-7 anni verso le prime esperienze di lettura autonoma. Esplicita e senza peli sulla lingua, accigliata e disillusa, Dagfrid si racconta tutta d’un fiato e nulla salva degli usi e costumi del suo popolo, che la costringono in un vestito troppo lungo “che ti si attorciglia alle gambe e ti impedisce di correre sugli scogli”, o a trecce arrotolate in modo ridicolo come pagnotte sulle orecchie. Non si salva la casa di torba, “umida e buia, con dell’erba sul tetto che cresce alla stessa velocità dei tuoi capelli”; e non si salva certo il cibo, lo schifosissimo pesce che tutti i santi giorni deve mangiare o annusare, perché è l’olio di pesce che fa funzionare le lampade. L’unica speranza è ribellarsi: niente capelli a pagnotta ma solo trecce perché comode, niente vestitone ma pantaloni e vestito corto, più pratico per l’avventura e anche più bello. Dagfrid scappa a bordo di una piccola barca alla scoperta di una terra vergine. Una volta approdata vorrebbe battezzare la nuova terra con il suo nome, ma scoprirà che l’isoletta è già abitata da un branco di bambine tutte con capelli a pagnotta e vestito lungo, quasi a ribadire una ineluttabilità della tradizione. La sorpresa e delusione iniziale lasceranno il posto all’incontro e a nuove opportunità inaspettate.
Se la lingua palleggia il lettore da una risata all’altra, in parallelo, come in un doppio di tennis, le illustrazioni giocano la stessa partita. Olivier Tallec, con il suo grande talento, non diverge, non omette ma illustra in modo didascalico, amplificando, attraverso piccoli dettagli, la portata ironica della storia. Si termina il libro con un piacevole senso di benessere, stupiti che una piccola prima lettura possa racchiudere così tante risate, sapientemente veicolate da testo e immagini.
Cristina Busani (da LiBeR 135)
Dagfrid
Agnès Mathieu-Daudé,
ill. di Olivier Tallec;
trad. di D. Feroldi
Babalibri, 2022, 43p.
(Superbaba)
€7,50; da 6 anni
Babalibri si apre alla saggistica per adulti! Giovedì 29 settembre, alle 17.30, in diretta sulla pagina Facebook di Babalibri vi aspettiamo per raccontarvi la nuova collana Babalibri Educazioni. Un progetto editoriale che prevede una serie di titoli dedicati a esperienze educative e pedagogiche. Parteciperanno Martino Negri e Francesco Cappa, curatori della collana, Ilaria Tagliaferri, direttrice della rivista LiBeR, Francesca Archinto, direttrice editoriale Babalibri.
I primi due titoli, in tutte le librerie da venerdì 30 settembre, sono: "Forse un drago nascerà" di Giuliano Scabia (https://bit.ly/3DAKRzz) e "La scoperta come apprendimento" di John Foster (https://bit.ly/3xzjAKh)
L’incontro è aperto a tutti: docenti, studenti, librai e bibliotecari, educatori, formatori e appassionati!
Per seguire la diretta: https://www.youtube.com/watch?v=Kh9un0RwPjA
Sinnos e Popotus, insieme per inclusione e accessibilità
Lorenzo, il protagonista, nel giro di poche pagine dal ritmo serrato, fugge dalla sua famiglia per provare a capire chi è e chi desidera essere, scegliendo un nuovo nome: Cris. E immediatamente “si rende conto che non sorrideva da tempo. Non i sorrisi tesi che fa ogni giorno per confermare al mondo che ha tutto quello che si possa desiderare, e nemmeno i ghignetti sexy studiati per le foto. No, un sorriso vero, che gli passa dal cuore alla faccia al cervello in uno zum di energia. L’azzurro lo invade. Gli sembra di essere tutto azzurro adesso, come il cielo che ha sopra di sé”
L’immagine di copertina è di Hilde Atalanta, illustratrice e pittrice che vive ad Amsterdam esplorando artisticamente temi come identità di genere, sessualità e inclusione. Manuela Salvi deve aver pensato, nel vedere questa sua opera, che raffigurasse perfettamente l’emersione di Cris dalla gabbia in cui si era ingessato Lorenzo, diciannove anni vissuti con la sorella più piccola all’ombra di una madre onnipresente e di un padre trasparente. Il volto di Lorenzo compare, infatti, in secondo piano rispetto a una pennellata corposa e scura che in sé trattiene la luce e l’ombra, rendendo tutto possibile.
Che operazione compie l’autrice?
Contrappone la ricerca personale del protagonista alla rappresentazione sociale che lo sovrastava. A tratti l’autrice ricorre al grottesco per marcare la dimensione asfittica della famiglia “bene”. Non si tratta di una tipica famiglia italiana, ma piuttosto dello scarto tra i sogni di una generazione cresciuta rivendicando i suoi spazi e che ha poi finito per erodere drammaticamente quelli dei figli: una sorta di fallimento collettivo che l’antropologo David Lancy ha analizzato individuando 45 consuetudini educative dei paesi occidentali ricchi che non trovano riscontro in popolazioni in cui i rapporti genitori-figli sono condivisi in forma allargata dalla comunità. Lode a Fandango per aver accolto questo romanzo nella collana Weird young poiché Manuela Salvi è una scrittrice di talento e lo ha dimostrato ancora una volta, confermando quanto sia meritato il successo che riscuote, anche all’estero. Questo libro, molto atteso, ha sciolto alcuni tabù, dando spazio a sex-working e poliamore. Intelligente, appassionante, lucido.
Francesca Romana Grasso (da LiBeR 135)
Cris
Manuela Salvi
Fandango, 2022, 237 p.
(Weird young)
€17,00 € ; Età: da 16 anni
