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Leggere: forte! Ad alta voce fa crescere l’intelligenza: tra continuità e innovazione

23 ottobre 2023, Teatro della Compagnia, Firenze

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Biblioteche scolastiche innovative
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Biblioteche scolastiche innovative

 

Nell’ambito del Piano Nazionale della Promozione alla Lettura, sono state coinvolte quattro scuole polo regionali, al fine di confrontare i percorsi intrapresi e gli obiettivi raggiunti. Gli istituti scolastici coinvolti, con i relativi referenti sono: Liceo Classico Massimo D’Azeglio (prof. Tiziana Cerrato) per la Regione Piemonte; ITET Aldo Capitini (prof. Anna Menicucci) per la regione Umbria; I.C. Perlasca (prof.ssa Lucia Megli) per la regione Lazio e I.C. Amanzio-Ranucci-Alfieri (prof.ssa Marina Archidiacono) per la regione Campania. Abbiamo rivolto loro alcune domande per conoscere meglio i loro progetti e le buone pratiche che hanno condiviso:

Può descrivere brevemente il percorso di formazione da lei organizzato?

In tutte le risposte si rileva l’attenzione nell’avere ideato il percorso di formazione regionale come integrazione ed approfondimento del corso nazionale. La regione Campania ha effettuato un monitoraggio per conoscere bisogni ed interessi dei corsisti. Condivisa da tutte le regioni risulta la struttura modulare, con lezioni teoriche e/ o webinar seguite da attività laboratoriali, con modalità mista (sincrona, asincrona , in presenza). In alcuni casi è stata data la possibilità ai partecipanti di scegliere i moduli pertinenti all’ordine di scuola (Umbria), in altri il corso è stato anche aperto anche a volontari e operatori del settore (Lazio).

I temi affrontati risultano molto pragmatici e replicabili nella didattica e nelle attività quotidiane delle biblioteche scolastiche. In particolare, è stata focalizzata l’attenzione sull’inclusione, sui libri accessibili CAA, sulla lettura ad alta voce, sui podcast in biblioteca, sulla media literacy, sulle bibliografie tematiche (Piemonte) e sull’organizzazione degli spazi e la gestione delle biblioteche scolastiche (Piemonte e Campania). In alcuni casi, sono stati previsti incontri conclusivi di raccordo, oltre al monitoraggio finale (Umbria). In particolare, il Piemonte ha previsto due giornate conclusive (Stati generali delle biblioteche scolastiche del Piemonte) anche con presentazione di buone pratiche, mentre la Campania ha organizzato una tavola rotonda con restituzione dei progetti da parte dei corsisti e riflessioni sulla figura del docente bibliotecario e sull'importanza della formazione continua.

Per un ruolo complesso ed eterogeneo come quello del docente bibliotecario, quanto è importante la formazione e quanto è necessaria al fine di valorizzare maggiormente le biblioteche scolastiche?

Le referenti regionali condividono il ruolo centrale del bibliotecario scolastico che deve essere formato per acquisire competenze specifiche (Umbria), come indicato nelle linee IFLA (Piemonte).
In particolare, per la Campania, il bibliotecario scolastico deve gestire la complessità del funzionamento di una biblioteca e saperla governare e indirizzare in modo da rendere effettiva ed efficace l’offerta formativa della biblioteca scolastica all’interno dell’istituto e del territorio; ma anche per formare a sua volta e coordinare una squadra di lavoro che affianchi il docente referente, composta da docenti e studenti.

Secondo lei, che impatto hanno avuto il digitale e le piattaforme di condivisione delle risorse sulle biblioteche scolastiche, specialmente dopo l’esperienza della pandemia?

Il digitale ha un ruolo importante per incontri a distanza per autori e formatori (Umbria), anche se dopo la pandemia, dove si è riscontrato un aumento dei prestiti del MLOL molti sono tornati al cartaceo (Campania e Lazio), per lo scambio di buone pratiche e l’apertura a collaborazioni “illimitate”( Lazio), importante il ruolo del crescente utilizzo delle risorse digitali: prestito di ebook, audiolibri edicola digitale (Piemonte) che dovrebbero essere parte normale delle risorse di una biblioteca (Campania)per mantenere attivo il collegamento con l’utenza indipendentemente da eventuali situazioni di emergenza.

Che ruolo hanno, secondo lei, le biblioteche scolastiche nel supportare il percorso di integrazione degli studenti stranieri, in un’ottica di scoperta e valorizzazione delle altre culture?

Importante il ruolo rivestito dalle biblioteche per l’integrazione degli alunni stranieri solo per il fatto del consentire l’incontro autentico di culture attraverso i libri ( Umbria), anche se senza un’adeguata formazione e personale dedicato rischiano di diventare cattedrali nel deserto (Lazio), significative le esperienze del Piemonte con la lettura ad alta voce fin dalla scuola d’infanzia, cruciale il processo dell’incontro attraverso i libri che aiuta a decentrarsi, assumere nuovi punti di vista, conoscere l’altro senza filtri di pregiudizio, paura e diffidenza. Biblioteca come spazio inclusivo, non solo rispetto a studenti stranieri, ma anche ad alunni con disabilità ed in generale ad ogni tipo di diversità.(Campania)

Le istituzioni scolastiche si confrontano quotidianamente con sistemi sociali e culturali in rapida evoluzione. Secondo lei, quale sarà il futuro delle biblioteche scolastiche nei prossimi anni e quanto sarà rilevante costruire delle reti di scopo che coinvolgano non solo le istituzioni scolastiche?


Importanti le reti basate su finalità forti ed obiettivi comuni (Umbria), quale condivisione delle risorse ed esperienze maturate e anche per accedere a bandi e risorse ( Campania). È importante che le reti siano aperte al territorio e diventino centri di aggregazione e promozione di eventi (Lazio), fondamentale la creazione di ulteriori reti, in relazione con i sistemi bibliotecari pubblici e gli enti culturali in particolare aderendo ai patti locali per la lettura come previsto dalla legge 15 (Piemonte)

È importante sfruttare l’apporto di strutture più organizzate e specialistiche (biblioteche civiche e università o associazioni del territorio) per la creazione di una struttura che regga nel tempo e garantisca la continuità dell’offerta (Campania).

 

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Zoolibri

Novità in libreria

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Libri accessibili, letture possibili
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Libri accessibili, letture possibili

I libri accessibili, vale a dire i libri che grazie all’impiego di specifici accorgimenti risultano fruibili anche (ma non solo) da bambini con disabilità, generano un interesse e una domanda crescenti tra genitori, insegnanti, bibliotecari, librai ed educatori. Questo volume mira a fornire una bussola con cui orientarsi nella produzione di libri accessibili muovendo, in particolare, dall’idea che non basta che un libro sia accessibile perché sia anche inclusivo. Occorre infatti che la fruibilità si sposi con la cura compositiva, con la possibilità di distribuzione nelle biblioteche e nelle librerie e con la capacità di coltivare aspetti come la dimensione ludica e poetica, il piacere nella lettura e il gusto per la complessità. Il testo, arricchito da un ampio apparato iconografico, esamina un grande numero di libri tattili, in lingua dei segni, in simboli, senza parole e ad alta leggibilità, di libri-gioco, di audiolibri e di ebook, senza trascurare le risorse ibride e quelle che rientrano nella produzione tradizionale, condividendo riflessioni e spunti di matrice teorica e pratica.

Elena Corniglia, laureata in Letteratura, filologia e linguistica italiana, si è specializzata in Letteratura per l’infanzia con una tesi sull’album tattile illustrato.

Editore: Edizioni Junior
Collana: Luoghi comuni
Isbn: 9788884349675
Formato: 15 x 21
Pagine: 208

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La fuga di Pat
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La fuga di Pat

 

Nel 1992 Roberto Piumini scrisse un bel giallo scolastico, Il segno di Lapo, che però non viene mai messo nel cesto della sua produzione di maggior pregio. Trent’anni dopo (come passa il tempo) torna al genere poliziesco con un thriller calcistico ed escapista, perché ambientato nel mondo del pallone e perché la fuga è al centro dell’azione. Protagonista è un giovane calciatore che fugge da pericolosi inseguitori, il dodicenne Pat, che ha le stimmate del campione e va nel Centro sportivo di Fulton in cambio di un assegno alla madre, vedova con due gemelli. La scuola calcistica è ottima, ma la vita è regolata come in un collegio militare dal manager/allenatore che vede nel ragazzo una gallina dalle uova d’oro. Pat ha una sensazione continua di inquietudine e paura, finché scappa aiutato casualmente da un fotografo americano, Sam, con il quale presto empatizza. Inizia la grande fuga, l’avventuroso lungo viaggio, in cui sono sempre seguiti da una misteriosa macchina nera e vengono attuati ripetuti tentativi di catturare il giovane. Pat e Sam, per depistare gli inseguitori, dall’Inghilterra in auto passano in Francia; qui navigano i canali in barca e prendono a bordo un simpatico pittore; poi in Germania si aggregano a una famiglia di ciclisti olandesi (c’è anche la bella olandesina Ellen…) a cui si unisce anche un prete cicloturista con moglie; infine attraverso l’Austria arrivano in Italia. A Verona Pat partecipa a una partita di calcio su un campetto tra ragazzi italiani ed emigrati, schierandosi come straniero con i secondi e conducendoli alla vittoria: finalmente è felice. Ma la maledetta macchina nera è sempre lì. Com’è possibile? Nel frattempo Sam si è messo in contatto con un amico ispettore di Scotland Yard, che avvia un’indagine sul Centro sportivo, e con un altro amico giornalista del Times, che prepara un’inchiesta: c’è del marcio a Fulton. Ma gli indizi non bastano e Pat, rischiando, torna nel Centro per trovare le prove. Parafrasando la canzone di De Gregori: “Pat, non aver paura di tornare a Fulton…un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia”. La scrittura di Piumini è esatta e diretta, forte ed essenziale come un calcio di rigore ben tirato che va in gol.

Fernando Rotondo (da LiBeR 139)

La fuga di Pat
Roberto Piumini
Pelledoca Editore, 2023, 176 p.
(NeroInchiostro)
€ 16,00 ; Età: da 11 anni

 

 

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Pedagogia e didattica queer
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Pedagogia e didattica queer

Sviluppare agency, costruire comunità a scuola e aprirsi all'ascolto attivo per scardinare le rappresentazioni egemoniche che perpetuano gli stereotipi: nel suo articolo Pedagogia e didattica queer, pubblicato su LiBeR 139, Dario Giovanni Alì riflette sull'educazione rispettosa delle diversità. "Andando oltre la semplice celebrazione delle diversità, la pedagogia queer non solo include nel curricolo scolastico temi relativi all'orientamento sessuale e all'identità di genere, ma si estende alla riflessione critica su come le norme di genere e le strutture di potere si ripercuotano in generale sull'esperienza educativa". Illustrazione di Giulia Sagramola per LiBeR 139.

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