E' appena uscito sul web LinfaLibri. Letterature e letture per l'infanzia e l'adolescenza. Il sito, fondato da Riccardo Pontegobbi, studioso di letteratura per l'infanzia e già condirettore di LiBeR, pubblica recensioni, approfondimenti critici e bibliografici, interviste sui libri per ragazzi, a partire dai contributi del fondatore. Il blog si avvale della collaborazione di amici, esperti e critici letterari che hanno maturato una lunga e approfondita esperienza nel settore, ed è aperto a interventi e contributi di giovani e appassionati cultori della materia. Oltre a recensioni di interessanti novità editoriali, sono già presenti sul sito articoli e riflessioni su temi chiave, come su argomenti di stringente attualità, quali: L'abbandono, il perdersi, il vagabondaggio; Giardini, green e immaginario infantile; C'era una volta l'utopia; Fantasia e immaginazione tra reale e irreale; Supereroi contemporanei e nuovi codici di abbigliamento; Gli spazi liminali nella letteratura per l'infanzia; "Politicamento scorretto" nei libri per ragazzi; Storie di attesa e adozione...
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Non sempre ogni famiglia infelice lo è a modo suo, come suggeriva Tolstoj in Anna Karenina. Spesso l’infelicità si manifesta con tratti simili anche se alimentata da situazioni apparentemente diverse. Prendiamo la storia di Archie Albright, che è un bambino infelice perché la sua famiglia si sta disgregando: i genitori, un tempo allegri e uniti, si scoprono estranei e nemici; ma nessuno dei due spiega ad Archie le vere ragioni della rottura. Si limitano a frasi confortanti, a rassicurazioni sul loro amore per lui. E quando Archie scopre, in modo fortuito, che suo padre è gay, l’uomo si limita a ripetergli come un mantra “Hai qualcosa da chiedermi?”, scaricando sul figlio dodicenne il peso della comunicazione. La madre, pur risultando all’inizio del romanzo poco simpatica ed empatica, impone invece all’ormai ex marito di affrontare la verità con il figlio. La storia narrata da Benjamin Dean, ex giornalista estroso che non rinuncia all’allegria anche nei momenti narrativi più cupi, pur centrata su una famiglia “arcobaleno”, è anche racconto di sentimenti universali che vivono bambini e adolescenti alle prese con la difficoltà di trovare salde figure di riferimento. La frase del protagonista – “i genitori pensano che i loro figli siano stupidi e che non capiscano cosa gli succede intorno” – riassume le parole non dette degli adulti e il fraintendimento sui più piccoli. Come spesso capita, molto più accogliente, anche per Archie, è il mondo dei pari. Sono gli amici Seb e Bel a sostenerlo e saranno loro i suoi complici nel viaggio che li porterà a Londra, al Gay Pride, alla scoperta di una comunità variopinta e solidale. Io, papà e la fine dell’arcobaleno regala una narrazione profonda, allegra, a tratti informativa sul mondo LGBQT+, anche grazie a una tecnica di scrittura che anticipa i colpi di scena rinviandone però lo svelamento ai capitoli successivi, ottima strategia per far restare il lettore incollato alle pagine, mentre capitolo dopo capitolo si sgretolano pregiudizi e stereotipi su ruoli e identità sessuali. Il romanzo, con le belle illustrazioni di Sandhya Prabhat, vincitore del premio The Diverse Book Awards 2022, nell’edizione italiana è arricchito di un QR code con cui ascoltare tutto l’audiolibro.
Vichi De Marchi (da LiBeR 139)
Io, papà e la fine dell'arcobaleno
Benjamin Dean,
ill. di Sandhya Prabhat;
trad. di F. Taibi
Emons, 2023, 378 p.
(Emons!raga)
€ 14,50 ; Età: da 9 anni
Testimone e vittima di un’immane tragedia Ana Novac nel suo romanzo In cerca di giorni felici. Diario di un’adolescente ad Auschwitz offre un quadro desolante della sua vita nel campo di concentramento di Auschwitz dove finisce a quattordici anni dopo essere stata arrestata per la colpa di essere ebrea. Racconta nella prefazione: “Sono nata in Transilvania sotto una dittatura fascista. Ho vissuto la mia giovinezza sotto una dittatura proletaria e, tra l’una e l’altra, ho fatto un giro ad Auschwitz e in altri sette campi di concentramento.”Aveva cominciato a scrivere il suo diario a undici anni e aveva continuato a scriverlo da prigioniera. Le erano sufficienti un mozzicone di matita, la carta di mimetizzazione; nascondeva i suoi scritti dentro gli zoccoli di legno e quando erano troppi li imparava a memoria. Il risultato è una testimonianza lucida, vivida su “come si viveva nel campo, giorno per giorno, ora per ora; come alcuni sono riusciti a sopravvivere; come, in cenci, prive di tutto, queste ombre umane hanno saputo conservare l’allegria, l’aggressività, il sarcasmo di un tempo… Non ho mai riso tanto quanto al campo. Bastava che ci guardassimo a vicenda per scoppiare a ridere. Niente, infatti, è più grottesco della miseria…”. La risata è l’unica alternativa a non lasciarsi andare. Dove? Verso la morte. Chiarisce infatti che uno dei suoi intenti è quello di “sfatare definitivamente una leggenda tanto diffusa quanto falsa: e cioè che la sofferenza nobiliti.” L’unica legge che guidava infatti quella schiera di “martiri” era la voglia irrefrenabile di sopravvivere. A qualsiasi costo. Ana racconta di Felicie, il capo della sua baracca, che si diverte a schiaffeggiare le detenute: ha paura anche lei, così si rifà sulle compagne. Racconta di Jurec, il Kapo, che è solo una belva dall’apparenza umana. E ancora ricorda che mentre le prigioniere stanno raccogliendo pietre arriva un uomo a cavallo con uno scudiscio in pugno, un revolver e un bulldog grigio ai suoi piedi. Colpisce una ragazza, che si impaurisce e scappa. Dietro a lei il cane, che poi ricompare solo. Ana scrive: “Non oso guardare, anche se mentre correva l’avevo riconosciuta.” Ora la sua branda è vuota.
Paola Benadusi Marzocca (da LiBeR 139)
In cerca di giorni felici
Ana Novac;
trad. di F. Saba Sardi
Mondadori, 2023, 247 p.
(Contemporanea)
€ 16,50 ; Età: da 16 anni
Negli ultimi anni le Edizioni Nomos hanno portato in libreria una collana divulgativa ambiziosa, investendo energie nella realizzazione di progetti editoriali propri e di valore – talvolta di gusto leggermente adulto per ciò che è la mia, personale, sensibilità. Con Metallo non si incorre in questo pericolo. Lo consiglierei già a partire dai nove anni per i più curiosi, in quanto è un libro misurato, sia nei testi, curati da Petra Paoli, che nelle illustrazioni, affidate a Marco Sandreschi, che – concedendomi il gioco di parole – ha uno stile duttile, neutro ma non spersonalizzato, che si piega con facilità a epoche e contesti diversi (dalle rappresentazioni mitologiche alle industrie siderurgiche). Sebbene l’idea, che scopriamo dal colophon essere di Grazia Gotti, sia molto originale, l’impianto dell’opera è classico, rassicurante e chiaro; dopo una breve introduzione, ogni capitolo è dedicato a un metallo o una lega (fra cui ferro, rame, oro, acciaio) mentre, in conclusione, troviamo qualche pagina sulle terre rare e sui minerali metalliferi. Ma non aspettatevi una dissertazione strettamente scientifica in quanto la tavola periodica è un punto di partenza per intrecciare storia, archeologia e tecnologia disegnando una prospettiva umanistica. Nella storia dell’umanità, infatti, i metalli hanno sempre avuto un ruolo strettamente connesso allo sviluppo artistico, culturale ed economico di una civiltà. Se a preoccupare i nostri antenati erano le leghe con cui forgiare le armi, se in un passato non troppo lontano la “corsa all’oro” ha infiammato generazioni, attualmente l’attenzione è largamente orientata all’approvvigionamento di metalli legati alle tecnologie di largo consumo: ho trovato pertinente, e importante, che l’autrice dichiari ai giovani lettori quanto resti attuale il problema etico dell’industria siderurgica. Infatti l’estrazione e la lavorazione dei metalli comportano lo sfruttamento di grandi aree del mondo, impiegando lavoratori, anche minori, senza alcun rispetto né della vita umana né dell’ambiente. E sebbene un libro per ragazzi non possa fornire risposte in merito, trovo che raccontare un argomento con semplicità, ma senza negare la portata della sua complessità, sia efficace – e onesto.
Dina Basso (da LiBeR 139)
Metallo
Petra Paoli,
ill. di Marco Sandreschi
Nomos, 2023, 88 p.
€ 24,90 ; Età: da 10 anni
