Gli autori Cristina Petit ed Elisa Mazzoli, Susanne Strasser, Sergio Ruzzier e Leo Timmers, il Comune di Piombino (LI), l’ASST Spedali civili di Brescia e la pediatra Lucia Tubaldi sono i vincitori della quindicesima edizione del Premio nazionale Nati per Leggere, riconoscimento che sostiene i migliori libri, progetti di promozione alla lettura per i più piccoli e le più efficaci attività dei pediatri nel diffondere la lettura in famiglia. I vincitori sono stati premiati lunedì 13 maggio 2024 alle ore 15.30 al Salone Internazionale del Libro di Torino, durante una cerimonia condotta da Eros Miari.
Sono stati scelti da una giuria presieduta da Rita Valentino Merletti e Luigi Paladin e formata da pedagogisti, bibliotecari, educatori, pediatri, giornalisti: per quasi un anno la Vice-Presidente Katia Rossi e i giurati Amalia Maria Amendola, Domenico Bartolini, Marta Bianco, Letizia Bolzani, Nunzio Colarocchio, Franco Fornaroli, Tiziana Scarcella, Francesca Sisto e Chiara Toscano hanno messo a disposizione le loro competenze e hanno lavorato con dedizione a un’edizione vivace e qualitativamente alta.
In questo momento in cui venti di guerra da nord a sud occupano i nostri pensieri, ecco una piccola storia che mette al centro proprio la guerra. L’autrice è Alejandra Viacava, argentina, scrittrice, illustratrice e insegnante. L’abbiamo già incontrata nel catalogo Sinnos con una prima lettura, La guerra può aspettare, dedicata allo stesso tema. Entrambi sono inseriti nella collana Leggimi!, composta da libri ad alta leggibilità. Alberto è “troppo cavaliere” perché se da un lato è battagliero e sempre pronto a guerreggiare, dall’altro la sua indole cavalleresca lo porta a distribuire a tutti gentilezza, salamelecchi ed eccessive cortesie. Questo è fuori luogo in un campo di battaglia, rallenta e intralcia lo scontro. Alla fine torna sempre a mani vuote, ammaccato nello spirito e soprattutto nell’armatura. Per fortuna che, tornando a casa, sa dove andare a rimettersi in sesto: dal fabbro del regno, Elena, una ragazzona forte e robusta che passando lascia dietro di sé un penetrante odore di ferro fuso e ha un sorriso irresistibile, con denti che splendono come lune. Alberto riparte per una nuova battaglia e tutto si ripete da capo finché il re non si stanca del tutto. Sì, perché questo cavaliere troppo gentile e educato lo sta facendo vergognare davanti a tutti i nemici. “Basta gentilezza”, grida il re rispedendolo in battaglia a combattere come si deve. Ma quello che cambierà il corso della storia non sarà un atto di obbedienza del giovane Alberto, ma una serie di strani eventi generati dall’entrata in scena di un piccolo insetto-filtro d’amore. Insomma qui la guerra e le sue regole fanno proprio una brutta figura mentre l’amore e l’allegria trionfano. Perché almeno nella fantasia abbiamo il diritto di credere e sperare ancora che la follia dell’uomo possa essere fermata da un cavaliere sognatore, da un piccolo grillo magico e da una donna che profuma di ferro. Oltre ad avere una trama ben costruita e immagini divertenti e ironiche (anche se i campi di battaglia sono disseminati di vittime), quello che più colpisce è la freschezza della scrittura dell’autrice, il ritmo sostenuto, il linguaggio ironico e mai ridondante che rendono questo libro perfetto per la lettura ad alta voce ai piccoli lettori.
Cristina Busani (da LiBeR 141)
Troppo cavaliere
Alejandra Viacava; trad. di A. Gaona Ortiz
Sinnos, 2023, 64 p.
€ 9,00 ; Età: da 6 anni
In Caro Mr. Henshaw abbiamo conosciuto Leigh, che, appena approdato in prima media si sentiva incompreso e triste per via della separazione dei genitori, della lontananza fisica ed emotiva del padre e del difficile inserimento a scuola. Grazie a un rapporto epistolare con Mr. Henshaw – l’autore di Come far felice un cane, il suo libro preferito – Leigh inizia a guardarsi dentro e, pian piano, le lettere lasciano il posto a un diario che aiuta il giovane protagonista ad acquisire sempre più fiducia non solo nelle proprie capacità di scrittura, ma anche in se stesso. In Strider, ritroviamo un Leigh quattordicenne che però non ha perso l’abitudine, di tanto in tanto, di scrivere sul proprio diario. È un ragazzo disordinato, ma si dà da fare con piccoli lavoretti e sente, finalmente, di essersi gettato alle spalle quel momento doloroso e aver superato la separazione dei suoi. Leigh è ora capace di guardare le cose in prospettiva, di perdonare e di accogliere il suo papà anche grazie all’incontro con Strider. Strider è un cane: lui e il suo amico Barry lo trovano sulla spiaggia, abbandonato ma fermo, come in attesa di qualcuno che torni a prenderlo, come stesse ancora ubbidendo a un ordine. L’identificazione di Leigh con il cane è immediata: ecco come si sentiva lontano da suo padre. Barry e Leigh decidono di prendersi cura di Strider a turno, con una sorta di “affidamento condiviso”. Gli adulti sono scettici e certi che, prima o poi, litigheranno. Succederà? Ve lo anticipo, succederà, ma faranno poi pace e servirà a comprendere alcune dinamiche adulte che, fino ad allora, erano per Leigh sconosciute. Strider, che ama correre, farà inoltre scoprire a Leigh di possedere un talento che lo porterà a impegnarsi anche su questo fronte. Beverly Cleary non delude in questo sequel narrativamente autonomo e si conferma autrice raffinatissima che ha trovato in Susanna Mattiangeli una resa perfetta. Un testo che leggerei in classe, per riflettere su come la società dovrebbe prendersi cura dell’adolescenza, per parlare di benessere, di animali, di sport, di amicizie, di adulti che ci aiutano a costruirci come persone anche grazie alle regole, anche sbagliando, anche dandoci fiducia.
Dina Basso (da LiBeR 141)
Strider
Beverly Cleary, ill. di cop. Maria Girón, ill. interne di Vittoria Dalla Torre;
trad. di S. Mattiangeli
Il Barbagianni, 2023, 160 p.
(Le uova)
€14,90 ; Età: dai 9 anni
In occasione del Salone internazionale del libro di Torino presentiamo ai nostri lettori e lettrici un supplemento di LiBeR 142- Cartacei e salvati, dedicato all'approfondimento della gestione dell'emergenza post alluvione e del progetto di Biblioteca Diffusa a campi Bisenzio. Il progetto è curato da Assessorato alla cultura del Comune di Campi Bisenzio, Regione Toscana e Direzione generale Fondazione Accademia Dei Perseveranti. In queste pagine abbiamo raccolto le riflessioni di Elena Pianea (Direzione Beni, istituzioni, Attività culturali e Sport Regione Toscana) sulla gestione dell'emergenza nelle biblioteche e negli archivi toscani colpiti dal disastro; il progetto della nuova biblioteca, la cui realizzazione sarà ultimata nel 2026, nello sguardo della Vicesindaca con delega alla scuola e alla cultura del Comune di Campi Bisenzio Federica Petti; il racconto del nuovo progetto di Biblioteca diffusa - appena inaugurato nei giorni scorsi - a cura di Sandra Gesualdi (Direzione generale Fondazione Accademia dei Perseveranti). Non mancano le osservazioni di Dario Salvetti, operaio e delagto sindacale ex gkn, che ripercorre i momenti in cui la solidarietà di tutto il collettivo di fabbrica è stata fondamentale per mettere in salvo i libri della Biblioteca, e ci sono anche sei recensioni a cura dei bibliotecari Claudio Anasarchi e Ilaria Tagliaferri, che ragionano di libri salvati e libri persi. L'illustrazione di copertina è dell'artista campigiana Linda Paoli.
Il supplemento è consultabile gratuitamente qui:
