In libreria dal 14 giugno
Dietro ogni storia c’è un’altra storia. Anche in questa. Leggete “la nota dell’autore” nell’ultima pagina a conclusione del volume. Ve ne accorgerete.
In filigrana, s’intravede il disegno che costruisce il romanzo: emergono a uno a uno tutti i motivi dell’impalcatura, a partire dalla prima pietra, la lettura di un libro, con una protagonista vera e vissuta per davvero, di cui si racconta la vita straordinaria. È questo lo spunto e la spinta a ritrovare, nel ricalco della sua storia, una storia più universale, che la fantasia dell'autrice riveste dei panni della protagonista del suo romanzo. Che è una ragazzina di campagna, che vive sul finire degli anni Trenta, con venti di guerra incombenti, fra i monti del bellunese con la sua famiglia, povera e sacrificata, a zappare la terra, mentre aspirerebbe, come la sua più cara amica potrà fare, alla continuazione degli studi. Per lei, invece, niente più libri, niente più racconti, niente più poesie. Un inaspettato riscatto però le viene concesso, con convinzione e tenerezza, dall'autrice. Sarà lei – “Maria” e poi “Giulietta” – a raccontare come Io narrante la sua storia. Di “domestica bambina”, sottratta al lavoro della terra per andare a servizio nelle case dei ricchi in città. Crescerà di casa in casa, piegandosi prima, come le ha insegnato la mamma, al volere indiscusso dei padroni, alle angherie rozze e sottili a cui sarà sottoposta, per poi rialzare la testa, in una ribellione già consapevole, conquistandosi diritti e dignità, nell'ambito di soddisfacenti avventurose vicende.
Se dietro una storia c’è un’altra storia, potremmo anche sostenere che da dentro una storia sporgono molte storie. Per esempio in questa: la questione femminile ieri e oggi, le diseguaglianze sociali, le guerre e ciò che producono, la Resistenza anche delle donne, anche di Maria, diventata con nome di battaglia Giulietta, che s’arrampicò sui monti per salvare la patria e fu così che trovò l’amore.
Rosella Picech (da LiBeR 143)
Chiamami Giulietta
Vichi De Marchi
Feltrinelli, 2024, 128 p.
(Up Feltrinelli)
€ 14.00 ; Età: da 12 anni
Si sa che per “giallo” intendiamo un canone entro il quale giocano contaminazioni stilistiche in una ricca varietà di strutture e sottogeneri possibili fra poliziesco, legal thriller, noir, spionaggio; con ambientazioni, tematiche esistenziali e psicologiche di ogni tipo. Non fa eccezione il giallo per i ragazzi, nel quale almeno due regole del canone sono sempre garantite: il lettore stesso deve sentirsi ingaggiato, a fianco del protagonista-investigatore, nel portare alla luce dinamiche e motivazioni di un crimine; entrambi arriveranno infine a una ricostruzione logica e sensata di quello che si presentava come un evento inspiegabile.
La stravagante casa dai vetri verdi del titolo è protagonista assoluta di questo giallo, che ha un saldo riferimento nel più classico fra i modelli del genere, l’enigma della camera chiusa. È una vecchia dimora costruita in cima a una ripida collina, un tempo appartenuta a contrabbandieri e ora albergo gestito da una tranquilla famiglia il cui figlio, Milo, si sta predisponendo a rilassarsi per le tanto attese vacanze natalizie. Qui si incrociano i destini di enigmatici avventori fra loro apparentemente estranei, che nel giro di poche ore si presentano uno dopo l’altro alla porta. Nessun omicidio, solo la misteriosa apparizione di oggetti, subito occultati e contesi, che hanno a che fare con l’architettura stessa dell’edificio e il suo passato.
Insieme all’amica Meddy, figlia della cuoca, Milo indaga sui nuovi arrivati svelando una fitta trama di oscuri legami che ognuno degli ospiti tenta di dissimulare. I ragazzi si calano in un vero gioco di ruolo (“Nel gioco, tu sei il tuo personaggio”, spiega Meddy al compagno di investigazioni), sdoppiando le loro identità in quelle di due detective fra loro complementari per metodo, fra logica assoluta e pura immaginazione.
Molto simile al loro modo di procedere è l’identità letteraria di questo giallo atipico e immersivo, che avanza per inferenze rigorose e salti logici, fra svolte narrative e virate stilistiche imprevedibili. In un finale, iperbolico negli intrecci, in cui lo stesso patto narrativo con il lettore viene audacemente (e sapientemente) portato al limite e messo in gioco.
Fausto Boccati (da LiBeR 142)
La casa dai vetri verdi
Kate Milford; trad. di A. Casella
Salani, 2024, 448 p.
€ 18,00 ; Età: da 12 anni
