Una biblioteca tutta per sé
Tre anni di lavorazione. Tre parti, “La Terra”, “Il Presente,” “Il Futuro”. Tre grandi riferimenti tra le righe, la scrittrice Rebecca Solnit, lo psicologo climatico Per Espen Stoknes, l’ecologo Johan Rockström. Molti più di tre, invece, i motivi per leggere Stardust, libro unico nel suo genere che ancora in fase di lavorazione folgorò Orecchio Acerbo. Prorompenza espressiva, sintesi tra linguaggi, lucidità di visione portano il lettore al face to face con l’emergenza climatica, rinominata emergenza umana, al legame perduto con la Natura e al nostro sentirci amputati dell’anima in un sistema che anziché Sapiens ci vuole Consumens, attraverso un viaggio dalla cosmogonia alle soglie della sesta estinzione di massa. Realizzato in acquerello e acrilico, il libro si sviluppa in splendide soluzioni di forma (tavole a piena pagina, riquadri di varie dimensioni), di colore (da trasparenze a intensità naïf) con un testo che è una prosa poetica quale codice di connessione con tutto ciò che è intorno a noi e che “buca” gli sfondi come suono che non può non essere ascoltato. Ed è un continuo crescendo, un vortice, senza fare sconti a nessuno: tra descrizioni e informazioni (inquinamento, sofferenza degli animali), a ogni pagina aumenta in noi la consapevolezza del nesso tra la nostra vita e la Terra in cui una specie, per la prima volta, ha assunto il ruolo di forza geologica. In un’attualissima, non “romantica”, visione olistica – dove finalmente anche per i più piccoli si indaga la relazione tra scienza e il mistero di ciò che potrebbe esser la coscienza – la voce dell’autrice ha il potere e la spietatezza di chi a vent’anni si vede distruggere il mondo, di chi non ha permesso la devitalizzazione della memoria (struggente il ricordo della nonna sopravvissuta alla Shoah), di chi non tradirà mai il patto con la Natura e che con saggezza antica, profondo rispetto e Amore per il pianeta, non rinuncia alla speranza accogliendo l’energia dell’ignoto, l’immensità dell’incertezza dove è custodito l’ultimo, estremo, spazio per agire.
Elena Baroncini (da LiBeR 142)
Stardust
Hannah Arnesen; trad. di A. Cangemi
Orecchio Acerbo, 2024, 352 p.
€ 33,00 ; Età: da 8 anni
L’incontro con una fiaba classica è una tappa importante per ogni autore: la tradizione iconografica affolla l’immaginario e in più si sente la responsabilità di riscrittura del testo. In questo Pollicino tale incontro ha dato un risultato straordinario grazie ai due interpreti. Agnès Ledig, autrice francese per adulti e bambini, ostetrica di professione, ha generato un testo molto singolare, utilizzando un doppio registro. La voce narrante si esprime in un testo poetico molto evocativo, caratterizzato da un ritmo asciutto, equilibrato e coinvolgente. In alternanza, come in una sceneggiatura teatrale, Ledig dà la parola ai personaggi che, in lunghi monologhi in prosa, spiegano le proprie ragioni, vissuti ed emozioni. Così il padre, Pollicino, l’orchessa e l’orco prendono vita rendendo il racconto sfaccettato, ambiguo e fedele alla trama originale. Il tutto genera un intreccio pieno di pathos. Considerando l’impaginato notiamo che le parti testuali vengono incastonate in piccoli riquadri all’interno delle grandi illustrazioni, realizzate da Frédéric Pillot. Autore francese, approdato agli albi per bambini dal fumetto, Pillot dichiara di aver trovato nell’illustrazione classica il suo luogo ideale e soprattutto il suo pubblico, perché i bambini guardano davvero le figure. Le sue tavole di Pollicino, realizzate prevalentemente con colori acrilici, sono grandi, dallo stile marcato e molto originale e hanno sul lettore un effetto vertiginoso. In ogni tavola Pillot crea una prospettiva forzata, ponendo il lettore, ovvero il punto di vista, in posizioni estreme, a esempio raso terra per partecipare pateticamente allo sgomento dei bambini abbandonati. Protagonista dominante è il bosco reso quasi vivo dai giochi di luce crepuscolari, ottenuti con la brillantezza dell’acrilico. Nel bosco il lettore va alla ricerca di Pollicino, in cima a un albero o minuscolo ai piedi dell’orchessa: ha lo sguardo vigile e il corpo sempre in azione. Infine c’è l’orco, rappresentato come un omone enorme, che colpisce per il petto prominente ed egocentrico, in cui la piccola testa sprofonda.
La lettura di questo albo è davvero un’esperienza totale, che lascerà un segno nell’immaginario di ogni lettrice e lettore.
Cristina Busani (da LiBeR 142)
Pollicino
Agnès Ledig, ill. di Frédéric Pillot; trad. di F. Del Moro
Logos, 2024, 40 p.
(Gli albi della Ciopi)
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
30 agosto -1 settembre, Pomigliano d’Arco
Siamo ormai entrati nel vivo dell'estate e ci fanno compagnia le migliori novità di letteratura per l'infanzia del mese scorso, selezionate dal Coordinamento delle Librerie dei Ragazzi: le trovate tutte sul bollettino di giugno 2024. Nato per unire gli sforzi di alcune librerie specializzate al fine di favorire uno scambio di conoscenze, professionalità e competenze, il coordinamento si propone di perfezionare servizi mirati rivolti a chi abbia necessità o desiderio di servizi e informazioni sempre più specifici, partendo dalla considerazione che alcune realtà, sia pure con stili e interpretazioni distinte, hanno lo stesso modo di intendere e adottano lo stesso approccio nei confronti di editori e clienti.
