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Come l’abito, il corpo manda i suoi messaggi. Se è vero che la bellezza è soprattutto un punto di vista, lo sguardo degli uomini è stato determinante. Sono loro che hanno stabilito in passato i canoni di ciò che è desiderabile e di ciò che non lo è, dal peso del corpo al suo movimento, dal colore degli incarnati alla consistenza degli arti, dall’elasticità dei tessuti alla natura degli odori. Saresti così bella della scrittrice inglese Holly Bourne affronta questo tema con un linguaggio distopico, di flusso psicoanalitico poiché le due protagoniste la cui voce narrante si alterna, Belle e Joni, riflettono le due opzioni che una ragazza deve seguire. Adeguarsi alle norme della Dottrina ovvero curare in forma maniacale il proprio corpo e il proprio look per attirare gli sguardi degli uomini oppure trascurare il proprio aspetto, dando la priorità ad altri elementi, lo studio per esempio, per superare l’inadeguatezza in cui spesso sprofondano le ragazze nella difficile e complessa ricerca di se stesse.
É un romanzo che può risvegliare interesse e inquietudine anche se non tutte le giovani donne seguono gli standard dettati dalla moda e dai media. Sono soprattutto le donne mature, ma anche gli uomini temono l’avanzare del tempo. Niente oggi fa più paura della vecchiaia. É stata ingaggiata una lotta senza speranza a colpi di cosmesi, artifici, diete estenuanti e chirurgia estetica contro i minimi segni di decadimento fisico, che è percorso ineluttabile. La misura della bellezza – come avviene alla Madre, la mamma di Belle – è data dalla capacità di simulare l’aspetto della giovinezza: il Centro per il Potenziamento ha cambiato la sua vita aumentando la sua sicurezza con ottimi risvolti nella carriera; prima era solo “Discutibile” o “Invisibile”.
Il corpo è bello e scattante nella giovinezza, meglio quindi rincorrere il tempo quando il viso e il corpo cominciano a dare segni di cedimento. I corpi nella loro perfezione si offrono con una fissità medianica, indifferenti agli sguardi distratti del pubblico dalle pagine delle riviste, dagli schermi, dai manifesti quasi divenuti idealmente un nuovo indumento senza strappi, cuciture, usura. Che cosa porterà tutto questo?
Paola Benadusi Marzocca (da LiBeR 143)
Saresti così bella
Holly Bourne;
trad. di S. Saorin
Camelozampa, 2024, 440 p.
(Le spore)
€ 18,90 ; Età: da 14 anni
Maria Sibylla Merian era una donna originale, rivoluzionaria per la scelta degli studi, libera per l’epoca in cui visse. A lei è dedicato un nuovo volume della collana Donne nella scienza di Editoriale Scienza che conta, ormai, tanti anni di vita e tante illuminanti storie di scienziate. Siamo nel Seicento, a Francoforte. La piccola Sibylla – che la brava Annalisa Strada racconta in La ragazza delle farfalle e Elisa Macellari illustra – nasce in una famiglia di editori, incisori, artisti, sperimentatori che volentieri condividono i loro saperi. E Sibylla da subito mostra un’enorme inclinazione per l’osservazione della natura, ne studia ogni aspetto, analizza le piante ma anche gli insetti che nella natura vivono. Li studia da vivi perché solo così li può raccontare. Sopratutto è attratta dal ciclo di vita dei bachi da seta, dal loro divenire altro. Ne dipinge le trasformazioni, racconta i tempi in cui esse avvengono. La sua arte pittorica si coniuga con la sapienza scientifica fondata su meticolose annotazioni. Ne nascono libri sui fiori, sui bruchi. La sua è una “pittura scientifica”, tra le prime ad apparire. Mai sazia, da giovane sposa e madre, continua le sue osservazioni. Le sue tavole, in cui scienza e pittura convivono, sono preziose. Le acquisterà persino lo zar di tutte le Russie, Pietro il Grande. La sua vita avventurosa, fatta di trasferimenti, un divorzio, un “patto artistico” con le figlie, in particolare con la minore, Dorothea, che la seguirà anche in una difficile spedizione di studio nel Suriname, la porterò a un successo internazionale meritato, ma inatteso per una donna dell’epoca. A buon diritto Maria Sibylla Merian è considerata la prima entomologa e, in fondo, anche la prima ecologa della storia, perché ha saputo descrivere il mondo degli insetti nel loro habitat naturale mostrando le concatenazioni tra tutte le diverse forme di vita. Il racconto della sua vita è importante perché aggiunge un tassello “antico” al percorso di emancipazione e affrancamento delle donne da vincoli sociali, culturali, educativi, di cittadinanza. Ricordare questo percorso aiuta a riconoscere il debito che abbiamo con il passato ma anche quanta strada, a distanza di secoli, ci sia ancora da fare.
Vichi De Marchi (da LiBeR 143)
La ragazza delle farfalle
Annalisa Strada,
ill. di Elisa Macellari
Editoriale Scienza, 2024, 112 p.
(Donne nella scienza)
€ 13,90 ; Età: da 11 anni
DESCRIZIONE COMPLETA DEL PROGETTO
Cinefilante la scuola dell’infanzia al cinema è un progetto nato nel 2022 a cura della Casa del Cinema di Prato che propone ai bambini e alle bambine dai 3 ai 6 anni la visione di film adatti alla loro sensibilità e capacità di attenzione, nel luogo che è proprio del cinema, la sala cinematografica. Lo scopo è l'accompagnamento, attraverso proiezioni e laboratori artistici, all'incontro con l'opera cinematografica e alla scoperta del cinema come pratica culturale.
