Catalogo ufficiale annuale dell’Associazione illustratori italiani
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Catalogo ufficiale annuale dell’Associazione illustratori italiani
Cataloghi e liste rappresentano nella produzione narrativa una connessione tra fatti, cose e persone, che si declina in un intreccio di dettagli, divagazioni e accumulazioni. Riccardo Pontegobbi, nel suo approfondimento intitolato "Le cose? Il catalogo è questo!" ce ne parla su LiBeR 122, riflettendo sullo sforzo che la letteratura ha operato per mettere ordine nella realtà, attingendo alle sofisticate risorse della descrizione. La sedia, oggetto affascinante e polivalente, è invece l’oggetto al centro dell’indagine di Adolfina De Marco, che nel suo articolo "La sedia, interlocutore speciale" la descrive come un oggetto che nel corso del tempo ha dimostrato di essere quasi un prolungamento dell’uomo, con grande potere metamorfico. "Gli oggetti - sottolinea De Marco - hanno una loro "verità" che aiuta il lettore a prendere parte più o meno in modo autentico alla scena letteraria, quello sfondo sul quale l’occhio può scorrere da un angolo all’altro e creare campi d’esperienza esteriori ma anche interiori". Un altro interessante sguardo critico al mondo delle cose è quello riproposto in "Questione di punti di vista", l’intervista all’illustratore Conc, che nella ricerca del proprio stile ha scelto un approccio sperimentativo per rappresentare gli oggetti, tra realismo, assonometrie e destrutturazioni.
In LiBeR 122 Raimonda Riccini propone il contributo intitolato "Lettere, chiavi e specchi": un breve excursus spazio-temporale attraverso i cambiamenti del nostro rapporto con le cose. "Molti degli oggetti della nostra vita - scrive Riccini- come quelli legati ai gesti e alle attività primarie (mangiare, bere, dormire, giocare) provengono da molto lontano e perciò occupano un posto speciale nella nostra cultura" . Inoltre, se dobbiamo sempre tenere presente che gli oggetti sucitano processi di memoria, come la celeberrima madeleine proustiana, non dobbiamo dimenticare che essi esprimono anche la presa di coscienza del proprio vissuto personale e della propria identità.
Il mondo degli oggetti, con i loro significati che mutano attraverso lo scorrere del tempo, ha ispirato numerosi studi e ricerche e ha dato vita alle infinite suggestioni del design: ma quali sono i ruoli ricoperti dagli oggetti nella narrativa rivolta a bambini e ragazzi? Come si trasformano le cose nelle trame classiche e moderne, come cambia il loro rapporto con le persone e quanto incidono questi mutamenti nell’immaginario collettivo? I contributi raccolti in LiBeR 122, che esce in occasione della Fiera di Bologna, si propongono di indagare, attraverso punti di vista diversi, i significati degli oggetti nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, dove spesso si ritrovano a essere, oggi, coprotagonisti delle storie: un percorso che muove dalle società premoderne e arriva alla contemporanea cultura tecnologica e all’illustrazione giornalistica e concettuale, passando attraverso la declinazione "magica" della letteratura fantastica, le trasformazioni socio-culturali degli oggetti di arredamento, la loro rappresentazione nei "primi libri" fino ad arrivare al ruolo insolito, tra aiutante e amico immaginario, che gli oggetti possono svolgere in alcune narrazioni. Contributi di: Maurizio Caminito, Conc, Adolfina De Marco, William Grandi, Federica Mantellassi, Luigi Paladin, Riccardo Pontegobbi, Raimonda Riccini. Con le illustrazioni degli allievi del Mimaster Illustrazione di Milano.
"Non parliamo di quando arrivò lui, in che stato ero. Da vergognassi. Oggi mi pare d’esse’ una villa da turisti, me la passo da gran signora. Se Don Lorenzo mi vedesse, per quanto m’avesse risistemata co’ su ragazzi, io dico ’un mi riconoscerebbe nemmeno": così la Chiesetta di Barbiana, che si fece scuola, risponde a una delle domande che le pone Fabrizio Silei, nella sua intervista intitolata "L’attempata signora", su LiBeR 121. Il piccolo complesso di Barbiana, che accolse Don Lorenzo Milani e lo vide all’opera nel dar vita a una delle esperienze scolastiche più importanti nella storia della pedagogia mondiale diventa così portagonista di un’intervista impossibile dove, come scrive Silei " eviteremo di chiederle l’età e di essere indiscreti e non dovremmo meravigliarci per la sua parlata toscana e i suoi modi semplici". Manuela Trinci, nella sua intervista "Ribelle o disturbata?" ha invece fatto quattro chiacchiere con la piccola Lotta Combinaguai, "sorella" di Pippi calzelunghe: una bambina ribelle, che si definisce saggia, parla della sua famiglia, del consulto del Dott. Winnicott e di bambini un po’ soli e infelici, ma tutti molto fantasiosi. E a proposito di libri e bambini dice Lotta: "C’è stato un periodo in cui avevo difficoltà a fare la cacca. Per questo motivo, almeno credo, la mia mamma mi aveva comprato molti libri che parlavano proprio dell’importanza di fare la cacca nel vasino o nel wc. Una noia mortale. I libri non sono medicine; piuttosto, i libri devono fare il solletico ai bambini".