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Facciamo presente
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Facciamo presente

 

“L’arte non è solo quella che si vede nei musei. L’arte è un modo di pensare il mondo e per questo può prendere forma dappertutto” e ognuno può dare luogo a gesti d’arte, “azioni che somigliano a giochi, ma che hanno l’obiettivo di cambiare le cose e, insieme a queste, il mondo”. Queste parole spiegano il senso del libro: un manuale di istruzioni d’artista che, attraverso la creatività e il gioco, suggerisce la creazione di azioni, eventi e pratiche per rendere le persone più consapevoli e responsabili della questione ambientale. Ultimo uscito per Topipittori nella collana 2.10 dueocchi.diecidita, una collana di libri da leggere e guardare ma soprattutto di libri per sperimentare, inventare e scoprire, usando gli occhi e le mani, Facciamo presente invita i lettori a entrare in azione seguendo dieci azioni ludico-artistiche che spaziano dalle arti visive al cinema, dal teatro alla musica. Le azioni, che fanno leva sul potere dell’arte, dell’immaginazione e della collettività come strumenti per cambiare il mondo, si ispirano al lavoro artistico di alcuni gruppi più noti, come il Situazionismo o Fluxus, ai quali si rifanno pratiche artistiche contemporanee più sconosciute. Ma attenzione, niente di complicato o astruso, come a volte si può pensare dell’arte contemporanea, solo istruzioni e indicazioni semplici e dirette, che lasciano spazio ai lettori per essere sperimentate. Dagli approfondimenti nei risguardi – che contengono anche un piccolo glossario di queste pratiche, artisti e gruppi – si capisce che il libro è frutto di un lavoro di studio e ricerca di esperti della materia: è stato infatti pensato con il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e curato da Francesco Spampinato, docente di storia dell’arte contemporanea presso lo stesso dipartimento, le cui ricerche riguardano le pratiche artistiche contemporanee, le dinamiche collettive e la capacità di intervento dell'arte su questioni urgenti come quella ambientale. Le illustrazioni sono di Irene Rinaldi, che prendendo ispirazione dall’estetica delle illustrazioni anni ‘50 e dall’impatto grafico delle stampe xilografiche, della poster-art e della serigrafia, ha creato illustrazioni digitali dai colori accesi che riproducono la trama e la sensazione delle stampe artigianali.

Eléonore Grassi (da LiBeR 148)

Facciamo presente
Francesco Spampinato,
ill. di Irene Rinaldi
Topipittori, 2025, 32 p
(2.10 dueocchi.diecidita)
€ 14,00 ; Età: da 10 anni

Hits: 567
I desideri degli animali
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I desideri degli animali

 

La collana in cui alloggia questo libro a figure così si presenta: “Conoscere la natura, curare gli altri, amare il pianeta. I libri Aboca Kids per la curiosità e lo stupore dei giovani lettori.” Il progetto prende corpo dalle piastrelle di ceramica che Pia Valentinis ha realizzato a Cagliari nel Laboratorio Raku di Maria Cristina Di Martino e Salvatore Farci. Da questi dodici corpi lucidi e lisci, che rimandano a un altrove fantastico o familiare, che ci trasportano in cucine-fucine o intorno a stufe decorate, oppure in case in odor di mare, o a ritroso nel tempo, camminanti tra cactus e muri bianchi, ecco, proprio da quel mondo altrove, immaginato e vissuto a un tempo, ecco da lì, I desideri degli animali parlano parole di Chiara Carminati. E parlano una lingua senza tempo, apprezzabile fin dalla quiete intrauterina che riceve letture dell’attesa di poesia in poesia, di battito in battito, come a prefigurare un corrimano tra assenza e presenza, di gravità e leggerezza. Com’è curioso l’incontro tra ciò che non si è, forse, e ciò che siamo, tra essere granchio, gallina, salamandra, riccio, gabbiano, medusa, scoiattolo, scimmia, civetta, formica, stella marina e desiderio. Sono forse le parole stelle che illuminano il buio? Il prolungamento di un battito condiviso nell’essere senza aggettivi, proiezioni temporali e spaziali? In quell’essere che si fa divenire, secondo dopo secondo, per giorni, settimane, mesi, ci conducono le poesie di Chiara Carminati, con calviniana leggerezza ed economia posturale. Ed è esattamente in quel punto tra un mai, un forse, un vorrei, che queste poesie, di ceramica e parola, si fanno strada e ponte tra animali, anche umani, tra terra, acqua, aria, senza mai nominare il “potente di fuoco” che Ericailcane erige a icona di ciò che tutto ingloba e nasconde agli occhi di chi lo teme. Questo splendido volume a figure e parole, dove le doppie pagine dialogano come piastrelle amorevolmente accoppiate, ecco proprio qui, tra un “a capo” e un punto, la sensazione è che tutto possa essere intuito, forse non razionalizzato, ma colto come parte specchiante di ciò che ci raccontiamo essere, o voler essere, in quel gioco infinito di narrazioni che siamo, in perenne, mutevole, vitale, trasformazione. Che bell’incontro di parole e figure!

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 148)

I desideri degli animali
Chiara Carminati,
ill. di Pia Valentinis
Aboca, 2025, 28 p.
(Aboca kids)
€ 16,00 ; Età: da 5 anni

Hits: 665
Copernico e il vero centro dell'universo
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Copernico e il vero centro dell'universo

 

Con Copernico e il vero centro dell’universo Luca Novelli aggiunge un nuovo titolo alla fortunata collana Lampi di Genio, che racconta la vita dei grandi scienziati con leggerezza e rigore. In questo volume l’autore dà voce a Niccolò Copernico scegliendo il racconto in prima persona e accompagnando la narrazione con illustrazioni e schede di approfondimento che aiutano a collocare la rivoluzione copernicana nell’epoca in cui visse lo studioso. A cavallo tra Medioevo ed età moderna, il potere religioso e la censura della Santa Inquisizione sono ancora forti. Eretici e streghe finiscono al rogo. L’ordine teutonico avanza mille pretese. E tuttavia nuovi orizzonti si dischiudono: si scoprono le Americhe, Lutero dà inizio alla riforma protestante. Copernico, prudente e paziente, raccoglie dati, studia i movimenti delle. Viaggia per l’Europa, conosce le lingue, soprattutto il latino, la lingua dei dotti e della Chiesa. Nei suoi viaggi di studio, frequenta anche le università italiane; Padova, Bologna, Ferrara. Tenta di sfuggire a una carriera da chierico nella sua terra natale, l’antico Regno di Polonia, perché la sua passione è altra. Il libro alterna episodi di vita quotidiana – i viaggi, gli incontri, le paure di Copernico legate all’Inquisizione – e momenti di autentica rivoluzione intellettuale: il distacco dall’antico sistema tolemaico, la maturazione dell’idea eliocentrica, le difficoltà nel pubblicare il De revolutionibus orbium coelestium (1543). Confessa che a volte le sue idee e osservazioni lo spaventano perché l’Universo non è la piccola macchina descritta da Tolomeo. Usa la prudenza, parla di “sfere” e non di “orbite” in modo da rendere più accettabili le sue teorie in un’epoca in cui nessuno è sfiorato dall’idea che possa essere la Terra a muoversi. Quando Copernico potrà avere la prima copia del suo libro tra le mani è ormai tardi, il suo corpo e la sua vista stanno cedendo. Morirà nel maggio di quello stesso anno. Ma la sua Rivoluzione è ormai innescata. Novelli, con la sue capacità di divulgatore ironico e preparato, coinvolge lettori di ogni età, con un affresco accattivante di un’epoca e di un uomo che hanno cambiato il modo stesso di concepire il nostro stare al mondo. Chiude il volume un utilissimo dizionarietto copernicano.

Vichi De Marchi

Copernico e il vero centro dell’universo
Luca Novelli
Editoriale Scienza, 2025, 128 p.
(Lampi di genio)
€ 12,00 ; Età: da 8 anni

Hits: 549
Bianca è cambiata
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Bianca è cambiata

 

È sola, affogata nella sua solitudine. Una scena di desolazione, materiale e morale, che si succede all’altra, lasciando intendere il disorientamento doloroso di una ragazzina che si affaccia alla pubertà con i turbamenti che ne conseguono, aggravati dalla disistima della madre, dal naufragio del matrimonio dei genitori, dall’alternativa non proprio esaltante di una nuova famiglia. E soprattutto dalla sua paura, una divorante paura, che la torce e non le dà tregua (non ha forse ragione la mamma quando la chiama “fifona” e le dice che non riuscirà a combinare mai nulla?). Il torrente, che separa il suo quartiere, composto di case assembrate l’una accanto all’altra che si sorvegliano da finestre quasi vetro a vetro, è il confine di un mondo chiuso, asfittico, lontano dal resto della città, quindi del mondo; i bulli che vi scorrazzano moltiplicando le sue paure; il Mostro che non è mostro e invece è un uomo buono che intaglia statuine per dimenticare e dimenticarsi; il ragazzino con i capelli rossi, primo motore della vampa che la coglie di sorpresa e le fa tremare il cuore; le amiche di insperata amicizia, che la includono, con sua somma meraviglia; i fratelli quasi gemelli, amatissimi, sempre evocati che non compaiono mai.
Nella scenografia umana e sociale disegnata da Linda Traversi, variegata di molte indicazioni sui tremori e sugli inciampi della crescita, si inscrivono tutti i soggetti indicati, caratterizzati opportunamente nel legame progressivamente significativo con la protagonista, e pronti a entrare al momento propizio per determinarne, a titolo diverso, il cammino, soprattutto quando – fra malintesi, equivoci, fraintendimenti – Bianca (e diciamolo finalmente il suo nome!) s’inventa e propone, una bugia dopo l’altra, una storia diversa di sé. Nel racconto, condotto in prima persona, trova ampio spazio l’abilità di scrittura dell’autrice, che regala alla sua creatura di fantasia un rilievo letterario, prospettandole caratteristiche indimenticabili e fornendole l’opportunità di trovare il bandolo della matassa delle sue paure sciogliendole al calore della verità.

Rosella Picech (da LiBeR 148)

Bianca è cambiata!
Linda Traversi
Einaudi Ragazzi, 2025, 264 p.
€ 14,90 ; Età: da 12 anni

Hits: 659
Adelmo che voleva essere settimo
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Adelmo che voleva essere settimo

 

Con l’andamento e la struttura per prove da superare tipica della fiaba Daniele Mencarelli ci conduce in un mondo senza tempo (anche questo tipico della fiaba) il cui protagonista è il settimo figlio di una famiglia semplice e amorevole. Mamma Evelina, dopo sei figli maschi chiamati Primo, Secondo, Terzo, Quarto, Quinto e Sesto spera di dare alla luce una bambina. Nasce invece l’ennesimo maschio e lei esprime il desiderio di rompere quella tradizione di nomi e chiamare quel bambino Adelmo, certa che sarà l’ultimo.
Lei e il bambino sviluppano un rapporto speciale e man mano che Adelmo cresce quel nome così diverso, nato dall’amore, si rivela invece motivo di esclusione. I fratelli vedono in lui il preferito della mamma, imparano a pensarlo diverso da loro, lo emarginano. E diverso Adelmo crescerà davvero, anche perché in un momento di maggior fortuna economica della famiglia sarà l’unico a poter studiare.
Quando il padre amatissimo morirà e la fortuna si rivolterà contro la famiglia i figli decideranno di disperdersi, di cercare lavoro lontano e solo Adelmo resterà a casa con la madre, lavorando alla fattoria vicina e sviluppando, oltre a tante altre qualità, una capacità straordinaria di comunicazione con gli animali. Evelina invecchierà rapidamente, però, e ormai anziana e malata chiederà ad Adelmo la grande impresa che si trasformerà nell’avventura cuore del romanzo: riportare a casa per l’ultimo saluto tutti i fratelli. Un’impresa difficile e pericolosa che costringerà Adelmo a prove di ogni natura attraverso diversi regni ma che lui affronterà senza mai vacillare, guidato dalla forza di due desideri: esaudire quello della madre e sentirsi finalmente “Settimo”, legato a quei fratelli che non lo hanno mai sentito davvero parte di loro. Mencarelli, autore notissimo al pubblico adulto, si cimenta per la prima volta con un romanzo per ragazzi scegliendo, appunto, una struttura solida e nota come quella della fiaba, rinnovandola e mettendo a disposizione del pubblico più giovane una storia di coraggio, paura, morte e soprattutto amore in una lingua curata e attenta. Una vera fiaba senza età, anche da leggere insieme tra diverse generazioni.

Alice Bigli (da LiBeR 148)

Adelmo che voleva essere settimo
Daniele Mencarelli
Mondadori, 2025, 192 p.
(I grandi)
€ 17,00 ; Età: da 10 anni

 

Hits: 895
Abitare l'errore
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Abitare l'errore

 

È ormai di gran voga, anche tra i libri per bambini e bambine, narrare di vite eccezionali. Seppur con i dovuti distinguo e apprezzando le buone intenzioni di autori ed editori, che offrono modelli degni di attenzione, ciò appare coerente con una tendenza dei nostri tempi tutta volta a puntare i riflettori sull’esemplarità e la straordinarietà delle storie di vita piuttosto che sul valore delle esperienze comuni, inevitabilmente costellate di difficoltà, spinte, tentativi riusciti e anche insuccessi. In netta controtendenza, il libro del designer e illustratore sivigliano Raul Nieto Guridi pubblicato da Kite sin dal titolo rivela la possibilità di una dimensione alternativa, entro la quale sostare per un tempo apparentemente improduttivo, e ci invita ad accogliere, in questo spazio di dispersione, l’esperienza del limite: Abitare l’errore è un accorato invito a pacificarsi con le proprie esperienze fallimentari, gli inciampi, le paure, le insicurezze correlate ai percorsi professionali che ricadono, per estensione, sull’idea generale di sé. Il volume, che in indice mostra un’aria da manuale (indice che poi diverge completamente nel testo), sovverte ogni sistematicità per condurci nel percorso intimo e personale dell’autore: ecco allora un susseguirsi di pensieri appuntati, dattiloscritti, illustrati. Guridi, del resto, sa bene che “l’immagine e la parola instaurano un dialogo visivo che contribuisce a una miglior comprensione semantica dell’opera”. Ed è in questo percorso introspettivo che leggiamo alcune considerazioni estendibili alla presa di consapevolezza di molti: “La sensazione di cadere è preziosa quanto quella di ascendere. Ogni caduta traccia una nuova strada”. La riflessione si sposta poi sul processo creativo e davvero interessanti risultano le osservazioni sull’intenzionalità dell’artista, il coinvolgimento attivo dell’osservatore, l’arte come incontro, il tempo, il silenzio, la musica, l’immagine come testo, il piacere che origina dal processo più che dall’esito finale del proprio lavoro. Ne deriva una lettura per giovani e grandi lettori che invita a essere più indulgenti con se stessi e a riconoscere e custodire il valore della propria soggettività, la quale non si misura secondo criteri prestazionali ma sull’autenticità e l’intensità dei vissuti.

Chiara Lepri (da LiBeR 148)

Abitare l’errore
Raúl Nieto Guridi
Kite, 2025, 132 p.
(Le voci)
€ 18,00; Età: da 12 anni
 

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