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La lingua ai tempi di TikTok
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La lingua ai tempi di TikTok

Sperimentazioni, ribellione e melting pot con altri idiomi: nel suo contributo su LiBeR 125 Vera Gheno, autrice del saggio Potere alle parole (Einaudi, 2019),  propone una riflessione sul linguaggio dei giovani e il suo contrasto con lo standard. "I giovani - spiega Gheno - creano, smontano e rimontano, improvvisano, accorciano, mischiano le loro esperienze scolastiche con la vita reale, magari storpiano espressioni latine ad hoc, formulano enunciazioni mistilingui, ricorrono ai dialetti per aumentare il "colore" di ciò che dicono". 

Hits: 3016
Nella bocca del lupo
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Nella bocca del lupo

Michael Morpurgo ci trascina con questo nuovo romanzo in un contesto a lui caro, quello dei conflitti, attingendo direttamente alla sua storia familiare e personale. “Sono nato nel 1943, in piena guerra - dice Morpurgo - e crescere a Londra nel secondo dopoguerra, tra le buche dei bombardamenti, mi ha insegnato che la guerra non distrugge solo le case, ma anche la vita delle persone”. La sua famiglia fu infatti traumatizzata dalla seconda guerra mondiale: il matrimonio dei suoi genitori si disintegrò e sua madre non si riprese mai dal dolore per la perdita del giovane fratello Pieter, pilota della RAF, abbattuto in battaglia a soli 21 anni. Proprio questi sono gli eventi da cui Morpurgo trae ispirazione per il suo romanzo, impreziosito dalle incisive illustrazioni in bianco e nero dell’artista francese Barroux che, in un gioco di luci e ombre, scandiscono la drammaticità della narrazione. 
Morpurgo ci consegna la storia degli zii materni, Francis e Pieter, fratelli profondamente uniti nella vita ma che si trovano a compiere scelte opposte di fronte al conflitto: Pieter, aspirante attore, non esita ad andare a combattere contro il nazismo, arruolandosi nell’aviazione britannica, mentre Francis, insegnante e pacifista, rimane fedele ai suoi principi e fa obiezione di coscienza. La morte del fratello e le sorti del conflitto ben presto porranno però Francis di fronte a una decisione tormentata ma ineludibile per la sua stessa coscienza: fare la propria parte, anche contro le proprie convinzioni. Diventerà così un agente segreto in territorio francese, con la missione di aiutare la Resistenza e compiere operazioni per distrarre i nazisti in previsione degli sbarchi del D-Day. Una storia in cui tutto corrisponde alla verità fattuale, a partire dalla vita del protagonista, Francis Cammaerts. Ed è proprio Francis, il giorno del novantesimo compleanno, a rivivere con la memoria, non senza dolore, quegli anni travagliati, consentendo ai giovani lettori di viverli attraverso il suo ricordo e di riflettere sulla complessità della Storia e delle scelte che impone. 

Una storia ancora una volta a misura dei giovani lettori, narrata in modo semplice ma efficace, profondamente incisiva e commovente.

Gabriela Zucchini (da LiBeR 125)

Nella bocca del lupo
Michael Morpurgo, ill. di Barroux;
trad. di B. Capatti
Rizzoli, 2019, 165 p.
€ 17,00 ; Età: da 10 anni

 

Hits: 2520
Il mistero dell'ombra dell'alba
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Il mistero dell'ombra dell'alba

 

Paolo Roversi è un noto e apprezzato scrittore di gialli e noir tradotti anche all’estero e animatore del portale web MilanoNera che pubblica recensioni, interviste e articoli vari. Stavolta il suo giornalista-detective Radeschi lascia la vespa gialla e gli ossari milanesi per proporre ai ragazzi un romanzo di genere che ha per protagonista il tredicenne nerd Ricky che ha stretto un fraterno rapporto d’affetto con il compagno della mamma, Mac, un ex poliziotto che in un hangar ai bordi della pista voli privati di Linate sta restaurando con pezzi di ricambio e materiali di risulta uno splendido velivolo da turismo Aermacchi del 1964. 
Tutto precipita quando Ricky vede entrare nel capannone un uomo con una lunga barba bianca inseguito da un altro con pistola che lo trascina fuori. Poco dopo nel Lambro viene trovato l’uomo barbuto con la testa fracassata, un famoso archeologo impegnato in una campagna di scavi in un importante sito etrusco in Toscana. La sete di avventure del ragazzo e l’istinto poliziesco del padre putativo portano i due a Volterra per indagare sul mistero di un delitto al centro del quale c’è la scomparsa di una preziosa statuetta di squisita fattura che risale a 2.300 anni prima e ricorda simbolicamente l’ombra proiettata sul terreno da una persona al tramonto.
L’indagine privata – parallela a quella della polizia – consente a Mac (evidente alter-ego dell’autore) di fornire al ragazzo i primi rudimenti, quasi una forma di alfabetizzazione investigativa: il detective parte sempre da una teoria e poi cerca i riscontri, cioè gli indizi per provarla, ma se questi non si trovano, significa che l’ipotesi è sbagliata e bisogna ricominciare da capo e riconsiderare la situazione da un’altra prospettiva; si comincia sempre dalla vittima, la sua vita, la famiglia, il lavoro; si fanno i sopralluoghi dove viveva e lavorava, cioè il B&B e il campo archeologico di Volterra, perché se il professore è stato ucciso a Milano, è anche vero che tutto è cominciato laggiù. Infine, fondamentale: “sospettare di tutti e diffidare delle apparenze”. Il doppio colpo di scena finale che smaschera il colpevole e rivela il nascondiglio della statuetta ne è la controprova.

Fernando Rotondo

Il mistero dell’ombra dell’alba
Paolo Roversi
Piemme, 2019, 168 p.
€ 9,90 ; Età: da 10 anni

 

Hits: 2864
La nuova identità del Cacciatore
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La nuova identità del Cacciatore

Per stare dalla parte del lupo, Melvin Burgess nel suo romanzo Il grido del lupo (Equilibri) ha utilizzato un particolare espediente, tra somiglianze, terrore e sincerità: lo racconta lui stesso a Francesca Tamberlani su LiBeR 125. "Nel libro - spiega Burgess - ho voluto schierarmi dalla parte del lupo, e per farlo ho usato un espediente molto semplice: ho dato al Cacciatore il carattere che da secoli viene affibbiato al lupo nelle favole di Esopo. Quando guardi il Cacciatore, vedi il lupo che abbiamo inventato nelle storie, ricostruito a nostra immagine e somiglianza". 

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Mi chiamo bambino
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Mi chiamo bambino

 

Ognuno di noi è, prima di tutto, il proprio nome. E’ grazie al nome che mettiamo radici, che possiamo guardare al futuro con la forza e la sicurezza che provengono dal nostro passato. I ragazzi protagonisti di Mi chiamo bambino, rifugiati che vivono in un campo profughi con l’etichetta di “minori non accompagnati”, un nome non ce l’hanno. Sono le guardie del campo a definirli con una lettera: bambino I, bambino A, bambino R, bambino O. In questa condizione vivono il loro tempo sospeso, un eterno presente in cui l’unico obiettivo è la sopravvivenza, trovare qualche cosa in più da mangiare è il sogno ad occhi aperti di ogni risveglio. 
Ognuno di noi, però, è anche fatto di storie. Bambino I lo sa, pertanto decide di raccontare. Il suo racconto gli restituisce, almeno parzialmente, quello che la burocrazia gli ha tolto: la credibilità, il diritto all’ascolto, la possibilità stessa di esistere. 
Save the children ha concesso il patrocinio a questo romanzo, riconoscendo tra le sue pagine parole di solidarietà e speranza, asciugate da quella dose di retorica che spesso condiziona narrazioni di questo genere. L’autore è Steve Tasane, figlio di un rifugiato, il quale ha chiarito in un’intervista che non è stato questo dato biografico il punto di partenza del libro, ma il fatto di aver visto un video in cui un fratello e una sorella festeggiavano per aver trovato del pangrattato nel fango, in un campo profughi. Questo frammento ha risvegliato in lui il desiderio di rispecchiare la sua storia nella loro e l’urgenza di raccontare la frantumazione della famiglia, la perdita di identità e il modo, tenero ma determinato, in cui i bambini continuano a ricercare sicurezza e calore, in qualsiasi forma possibile. Pur nella differenza del contesto storico - l’Estonia del secondo dopoguerra e la crisi globale della contemporaneità - rimangono immutati il desiderio di appartenenza, di felicità e di gioco dei bambini. E la necessità che qualcuno dia loro ciò che non hanno: la parola per raccontarsi.

Matteo Biagi (da LiBeR 125)

Mi chiamo bambino
Steve Tasane;
trad. di C. Valentini
Il Castoro, 2019, 151 p.
€ 12,50 ; Età: da 11 anni

 

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Edizioni corsare

In viaggio con le maschere della Commedia dell’Arte

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