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Alaska
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Alaska

 

I dolori, le difficoltà della vita, gli inciampi, i conflitti, le contingenze invalidanti del corpo, gli strappi degli affetti sono topic che la grande letteratura da sempre ha messo in scena a conforto degli umani, dei fruitori di storie, di chi va nei giorni incerti con incertezza e domande. Ogni grande storia lo ha sempre fatto riuscendo a stendere uno spazio, uno slargo fra la narrazione e chi ascolta. Si tratta di una distanza che chi legge può riempire di pensiero, di un pensiero che accende altri pensieri sul mondo e che apre comprensioni e rinnova domande. Anna Woltz mette in scena, qui, due dolori che finiscono per incrociarsi: da una parte lo strazio per avere perso l’animale amato, dall’altra un andare nei giorni, nel crescere, rapportarsi e mutare, segnato dalla presenza dell’epilessia. Dei due inciampi, questa autrice capace, fa motore narrativo, nucleo da cui si generano azioni, vicende, fraintendimenti. Le voci narranti dei due protagonisti si alternano nei capitoli. È l’inizio dell’anno scolastico ed entrambi si trovano nella stessa nuova classe, senza conoscersi. Entrambi sono spaesati, impauriti, diffidenti, entrambi elaborano una strategia di sopravvivenza al cambiamento, entrambi si guardano attorno: Parker osserva Sven e pensa che sia un prepotente; Sven assiste incredulo alle esibizioni di Parker e trova che sia completamente svitata. Non si sopportano, si evitano, si guardano con ostilità. Chi legge si trova ad assumere alternativamente la prospettiva dell’uno e dell’altra e ad avere, in questo modo, maggiori  informazioni rispetto a quelle di cui ogni protagonista è in possesso; ciò rende interessante la lettura che diventa un gioco di ricostruzione di fatti e antefatti in cui il lettore è ingaggiato. La traduzione di Anna Becchi, ancora una volta, ci rende una lingua ricca e precisa e un costruirsi di frasi  e periodi che danno ritmo e agio alla lettura.

Nicoletta Gramantieri (da LiBeR 133)

Alaska
Anna Woltz;
trad. di A. Patrucco Becchi
Beisler, 2021, 180 p.
(Il serpente a sonagli)
€ 15,50 ; Età: da 11 anni

 

 

 

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Piante con la valigia
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Piante con la valigia

Convivenze, migrazioni e cosmopolitismo botanico di alberi e piante sono oggi vissuti con una nuova sensibilità, che ci spinge verso un rapporto più consapevole con la natura e i suoi viventi. Nel suo articolo "Piante con la valigia", pubblicato su LiBeR 133 Vinicio Ongini ci accompagna attraverso una serie di appunti e di consigli bibliografici, nei numerosi viaggi in verde che le piante ci offrono. "Abili ad adattarsi a nuove condizioni ambientali, anche le più inospitali - scrive Ongini - le piante sono resistenti allo stress e capaci di associarsi con gli umani: qualità che troviamo anche nelle vite e nei viaggi degli immigrati". Ill. di Gioia Marchegiani per LiBeR 133. Sommario di LiBeR 133: https://bit.ly/3JQVqP7

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Al mare
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Al mare

 

La piccola casa editrice cremonese Timpetill ha pubblicato un nuovo albo di Emma Giuliani, dove ritroviamo Elena e Elio alla scoperta di un nuovo ambiente naturale. È un litorale dove il paesaggio costiero è caratterizzato da dune, nel mare si vedono le orche, ci si può imbarcare per una spedizione oceanografica: è senz’altro un mare nordico. Ma la geografia qui è piuttosto un modo di esplorare la relazione complessa con l’ambiente naturale marino e, per estensione, con tutto il pianeta. La direzione specifica della scoperta, le direzioni multiple della conoscenza sono esemplificate dalla sovrapposizione di finestre che svelano piccoli testi scientifici di una ricchezza lessicale stupefacente. Il repertorio linguistico di questo albo offre grandi possibilità didattiche e lo rende adatto a lettori di tutte le età, soprattutto dalla primaria in poi. Il tono è quella di una serietà giocosa che si rivolge al desiderio e al bisogno dei bambini di abitare consapevolmente il pianeta e di nominarlo con esattezza, per poter essere autori di scelte e narrazioni che ne decidano il destino. Il libro contiene mondi di relazione: le figure e il lessico si rivolgono al molto piccolo (insetti, minuscole piante) ma anche al grande degli equilibri fra sistemi complessi (onde, sopravvivenza, ecologia del pianeta) con la stessa precisione a conferire differenze e dignità alle cose. La ricchezza lessicale dell’albo, l’attitudine gentile e seria, l’orchestrazione di più livelli di lettura verbo-visuale informano il progetto: poeticamente rivolto a nutrire una “ecosaggezza”, per usare la bella espressione di Rosa Tiziana Bruno, di cui bambini e ragazzi si dilettano con profonda serietà e vivifica meraviglia. L’albo ha un sapore enciclopedico ma anche un respiro narrativo e poetico, nella possibilità di una lettura cadenzata e approfondita ma anche di un’esplorazione a più livelli di paesaggi e immagini che ci immergono nell’elemento naturale che forse più di tutti provoca il nostro sentimento del sublime. L’invito forte, dichiarato, a salvaguardare il mare è contenuto nel complessivo incanto che il volume restituisce: un poetico mandala marino delle infinite relazioni e narrazioni che il mare contiene, evoca e rappresenta, di cui siamo parte anche noi.

Marcella Terrusi (da LiBeR 133)

Al mare
Emma Giuliani
Timpetill, 2021, 14 p.
€ 25,00 ; Età: da 5 anni

 

 

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Kite edizioni

Novità in libreria

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Uccidiamo lo zio
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Uccidiamo lo zio

 

Dietro allo pseudonimo Rohan O’Grady si cela la canadese June Margaret O’Grady Skinner (1922-2014). Uccidiamo lo zio è il romanzo con cui nel 1963 conobbe il successo, rinforzato dalla trasposizione cinematografica realizzata da William Castle.
Il libro fu oggetto di severi attacchi, tacciato di amoralità e immoralità e dimenticato fino a quando Bloomsbury non lo ristampò nel 2010.
Giunge per la prima volta in Italia con la casa editrice WoM, la cui vocazione è rianimare la letteratura contraddistinta da comico e humor nero che è stata dimenticata. Ci sono libri che abbisognano di un accompagnamento perché circolino: Uccidiamo lo zio potrebbe essere penalizzato da un eccesso di prudenza dei mediatori per l’aspetto inquietante della sua copertina, ma attenzione: questo romanzo potrebbe far sbocciare più di un lettore! La commedia nera della O'Grady riecheggia tendenze della cultura popolare statunitense e britannica negli anni '60, scrive Rebecca A. Brown, ricordando che spesso la giustapposizione apre la possibilità di una svolta comica in presenza di orrore o terrore. Complotti omicidi diventano fonti di piacere oscuro e comico per i lettori maturi, poiché confondono le categorie socialmente e filosoficamente costruite, ma risultano altrettanto coinvolgenti per lettori che si stanno allontanando dall’età d’oro, in cui il bene e il male si spostano, insieme ai movimenti ondivaghi della pubertà. Le prime tre parole del romanzo "'Bugiardo! Bugiardo! Bugiardo!'” ci catapultano in un stato di attenzione: i due protagonisti – Barnaby e Christie – bisticciano. Poco lontano, il primo ufficiale e il commissario della barca che li porterà sull’isola in cui si svilupperà l’intera vicenda, annunciano la fine della pace sul lembo di terra in cui sbarcheranno le due pesti, le cui azioni hanno messo in pericolo vestiti, persone, animali e persino la navigazione. Il lettore non immagina che si tratti solo di un preludio a un’escalation che li vedrà progettare dei crimini, uscirne indenni e liberi tenendo in pugno, mediante il ricatto, chi di loro si preoccupa.
La O'Grady diverte, scompiglia, sconvolge senza intenti pedagogici, portandoci nella finzione crossover attraverso una scrittura superba, magnificamente tradotta da Matteo Pinna.

Francesca Romana Grasso (da LiBeR 132)

Uccidiamo lo zio
Rohan O'Grady;
trad. di M. Pinna
WoM, 2021, 312 p.
(Neri)
€ 21,50 ; Età: da 12 anni

 

 

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Solo cani nel Far West
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Solo cani nel Far West

Primo albo interamente illustrato e scritto da Claudia Plescia, Solo cani nel Far West ci trasporta nel selvaggio West in una storia alla “spaghetti western” popolata unicamente da cani, di tutte le razze e di tutte le taglie: “Ci sono solo cani nel Far West. Clima torrido, strade polverose, neanche l’ombra di un misfatto” – sentenzia lo sceriffo John Baffoni di El Perrito. Ma le cose non stanno proprio così: un misterioso forestiero si aggira in città, troppo silenzioso per essere un cane … sarà lui ad aver rapito la soave Dolly P.? E perché ha un passo così felpato? In più, che cosa ha in mente la famigerata banda di Pomerania dei fratelli Borsetta? A metà tra il fumetto e l’albo illustrato, il volume è uno spasso dall’inizio alla fine: gli occhi rimangono incollati alle pagine, non smettono mai di scoprire nuovi particolari e dettagli buffi e curati. L’autrice infarcisce il racconto e le immagini con riferimenti e gag che vanno a costruire una sottotrama ricca e mai banale e che il lettore può divertirsi a scovare leggendo e rileggendo il libro. Illustrazioni a piena pagina e strisce da comic book si susseguono; sempre dal fumetto viene preso a prestito l’ampio uso di onomatopee, balloon e giochi di inquadrature a sottolineare i momenti clou della narrazione. L’autrice usa una palette di colori sui toni del blu, dell’ocra e dell’arancione e le immagini, come anche i dialoghi frequenti, rendono il ritmo del racconto veloce, dinamico, frenetico. Impossibile non lasciarsi conquistare da questi cani cowboy come dagli stessi nomi ed epiteti usati: “Banca e notaio Bassotti”, “Hasta la vista baffo!”, “la tribù dei cani Spazzolati”. Una vera parodia del far west in stile “canino”. Insomma, botte da cani, inseguimenti, risse tra indiani e cowboy, saloon, il rapimento di una gentil donzella, un misterioso personaggio sono solo alcuni degli ingredienti di questo mix vincente. Il vero punto forte del libro è che il risultato non è affatto eccessivo ma comico, divertente, gradevole e termina con un sorprendente ritorno alla realtà.

Giulia Romauldi (da LiBeR 132)

Solo cani nel Far West
Claudia Plescia.
Risma, 2021, 36 p.
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

 

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