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Zoom editoria

La meravigliosa forza dell'acqua
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La meravigliosa forza dell'acqua

 

Dopo Il saggio mondo delle formiche, Il tuo pianeta ha bisogno di te!, Datemi un po’ di… spazio, arriva in Italia La meravigliosa forza dell’acqua di Philip Bunting, autore e illustratore inglese residente in Australia. Anche questa riuscita proposta editoriale nasce nel segno caratteristico delle altre pubblicazioni di Bunting: l’immediatezza, la semplicità e anche l’ironia con le quali l’autore e illustratore riesce a comunicare sia gli elementi “in senso ampio” del mondo naturale, dalle formiche agli alberi, sia i fenomeni culturali, si pensi al libro sui rifiuti. L’acqua è dappertutto, si legge nella prima pagina dell’album. E sotto l’immagine gigante di una balenottera azzurra appaiono in sequenza una patata, fatta all’80% di acqua, i batteri che ne contengono circa il 75% e l’album che ci accingiamo a leggere che, come afferma l’autore, contiene fino al 10% di acqua. L’acqua non ha odore, né sapore e nemmeno colore; può sembrare tranquilla, ma ha la forza di plasmare il mondo. Per questo l’autore invita il lettore ad analizzarla, a partire dalle sue molecole, fino ad arrivare ai tre stati, liquido, solido e gassoso nei quali la si può trovare.  Dalla descrizione morfologica lo sguardo si allarga verso oggetti di maggior dimensione, i pianeti del sistema solare, quelli che contengono questo elemento prezioso, come Marte, che ai poli ha acqua ghiacciata. Un punto di vista inusuale, quello di ampliare l’orizzonte, che serve all’autore a interrogarsi sulla presenza dell’acqua sulla Terra: la risposta è affidata alle immagini che mostrano sia una nube di polveri sia le comete; non solo, le molecole d’acqua una volta atterrate circolano sul nostro pianeta da miliardi di anni. L’acqua è la base della nostra esistenza, si trova negli organi vitali dell’uomo, si trova ovunque e ogni forma di vita sulla Terra è collegata alle altre grazie all’acqua. L’album, pagina dopo pagina, tocca le caratteristiche principali dell’oro blu. Aspetti che è bene conoscere, avere chiari sin dalla prima infanzia, soprattutto in questo momento storico nel quale, a causa della siccità, ci troviamo a dover ripensare all’importanza e all’uso delle risorse idriche nelle attività fondamentali nella vita dell’uomo.

Francesca Brunetti (da LiBeR 138)

La meravigliosa forza dell'acqua
Philip Bunting;
trad. di F. G. La Rosa
Nomos, 2023, 32 p.
€ 16,90 ; Età: da 5 anni

 

 

 

Io so vestirmi da sola
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Io so vestirmi da sola

 

Albo quadrato di formato contenuto, Io so vestirmi da sola presenta una palette elegante, materica e opaca, un interno casa, un corpo di bambina dal volto appena accennato e accanto a lei, un armadio a sua misura, un cagnolino, una finestra, una sedia, un tavolino e un fiore. Nell’armadio, indumenti tutti bianchi, essenziali. La bambina, dapprima nuda, man mano li indossa, va a tentativi e gioca con le possibilità. La poetica è quella dello sguardo attento e rispettoso per l’infanzia autentica, dell’amore per ogni dettaglio e gesto: un omaggio alla cultura vestimentaria e alla sua importanza pedagogica nel quotidiano. Le pagine di destra si aprono e si estendono. Il cagnolino è testimone di un gioco che delizierà i lettori: ogni indumento, al di là delle consuetudini, potrebbe essere reinventato e indossato in modo diverso. Il gioco sta nell’infrangere, o rispecchiare, le aspettative – e i non detti – di chi legge. Anche se qui la ricerca della bambina è proprio quella della collocazione giusta, perché la precisione e l’esattezza nell’infanzia sono una grande conquista. Appropriarsi di routine e cura del corpo e del tempo quotidiani richiede un processo di apprendimento e pratica: agli adulti, la qualità pedagogica di lasciare che i bambini sperimentino direttamente, per apprendere in autonomia in un tempo quieto senza sguardi adulti, il tempo del gioco e del dubbio, che Elena Odriozola restituisce in queste pagine. Artista spagnola dell’illustrazione, già premiata con il Grand Prix della Biennale di Illustrazione di Bratislava, nel piccolo libro edito da Lupoguido condensa e valorizza l’esperienza concreta dei bambini durante la vestizione, la straordinarietà delle competenze infantili, e il dialogo interiore con cui ogni bambino piccolo conferisce valore ad ogni istante con domande, ipotesi, nomenclature e visioni trasversali. Un invito poetico e lieto a far caso alla grazia infantile dei gesti quotidiani, al rispetto dei tempi, degli spazi e dei mondi bambini. Una restituzione di dignità, per i lettori bambini, a ogni gesto semplice con cui sperimentano ogni giorno gli usi diversi delle cose, la pazienza e la serietà con cui prendono in considerazione ogni compito del reale, ogni lavoro, ogni impegno richiesto e profuso nel crescere.

Marcella Terrusi (da LiBeR 138)

Io so vestirmi da sola
Elena Odriozola
LupoGuido, 2023, 20 p.
€ 12,00 ; Età: da 2 anni

 

 

Le inquietanti storie di Weird Street
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Le inquietanti storie di Weird Street

 

Anne Fine è una delle più note autrici inglesi: i suoi libri, pubblicati in molti paesi, sono spesso diventati film (la trasposizione più celebre è quella di Mrs Doubtfire), eppure negli ultimi anni, in Italia, del suo lavoro non si è parlato abbastanza. Fine è un’autrice capace di passare dal registro comico di riuscitissime storie per i più piccoli a commedie agrodolci, spesso centrate sulle relazioni familiari, che caratterizzano tanti suoi romanzi sia per ragazzi che per adulti. Torna adesso nelle librerie italiane con un nuovo romanzo edito da Il Castoro, intitolato Tutte le sfumature di Scarlet (2022), e con Le inquietanti storie di Weird Street per Biancoenero. Quest’ultimo è un libro in cui ritroviamo le caratteristiche che sono il punto di forza del catalogo di questa casa editrice: libri ad alta leggibilità, brevi, con storie non banali, capaci di trattare i lettori “da grandi” anche se non sono lettori allenati. In questo libro c’è una storia contenitore minimalista, ma efficace: tre ragazzini siedono a chiacchierare al freddo, su un muretto della strada in cui abitano, una strada dove capitano con insolita frequenza fatti strani, razionalmente inspiegabili. Loro stessi scherzano sul loro indirizzo: non Weir Street, con riferimento alla diga sul piccolo fiume che le scorre accanto, ma Weird Street, cioè la via “strana”. Questo basta, è subito il tempo di raccontare. Prendendo la parola uno per volta Tom, Asim e Laila raccontano storie straordinarie e inquietanti accadute ai loro vicini. La signora Harper, che si sta trasferendo in una nuova magnifica casa dopo aver ritrovato un vero e proprio tesoro in giardino grazie a un insolito sogno; la casa infestata al numero 17; fantasmi che tornano dal passato di famiglia: elementi classici del fantastico perturbante, riscritti con maestria. Anne Fine si dimostra una scrittrice capace così di conquistare al racconto persino i lettori più restii, legandoli alla pagina con il filo del brivido.

Alice Bigli (da LiBeR 138)

Le inquietanti storie di Weird Street
Anne Fine,
ill. di Luca Scandurra;
trad. di F. Piperno
Biancoenero, 2023, 64 p.
(Zoom)
€ 9,00 ; Età: da 8 anni

 

 

Hikikomori
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Hikikomori

 

Alcune copertine hanno il potere di condensare in una sintesi felice l’intero oggetto del libro, altre lasciano che il lettore scopra i diversi piani e le diramazioni della storia. Quest’ultimo è il caso di Hikikomori, titolo scritto in copertina con i tratti tipici della calligrafia giapponese, su cui spicca il cerchio rosso del Sol Levante. Hikikomori indica chi si è ritirato dal mondo, vive recluso in un universo virtuale e ha bandito tutti i contatti fisici tranne i pochissimi che servono a sopravvivere. Il perimetro della vita diventa la stanza da letto, il buio della notte, le relazioni online. Spesso al di là di quella stanza-gabbia ci sono genitori impotenti, incapaci di comprendere le ragioni di un improvviso e apparentemente irriducibile isolamento. Si tratta di una vera e propria sindrome che colpisce soprattutto i giovanissimi e i giovani, tra i 14 e i 30 anni, più ragazzi che ragazze, e che in Italia coinvolge (ma ogni statistica è difficile da verificare) oltre cinquantamila individui. Luca, il protagonista del romanzo di Fabrizio Silei e della giovane esperta di Giappone Ariela Rizzi, è uno di loro: preferisce vivere online e nello spazio virtuale conosce la giovanissima nipponica Yukiko con cui intreccia un fitto dialogo che diventa presto scambio d’amore, ma anche confessione di malesseri adolescenziali. Spesso, come nel caso dei due protagonisti, a far esplodere il disagio sono atti di bullismo subiti attorno a cui si addensano altre difficoltà a capire il mondo degli adulti. Sarà l’amore a far evadere il protagonista dai muri della sua prigionia, avventurandosi fino a Tokyo, in un viaggio che è anche un percorso di rinascita. Il romanzo si sviluppa lungo un doppio binario, dove la vita di Yukiko ci viene in gran parte raccontata attraverso le pagine del suo diario, che hanno il merito di regalarci anche un tuffo nella cultura e nei riti sociali del Giappone. È un romanzo fitto di colpi di scena che felicemente fa evadere il “Luca Hikikomori” dalla sua stanza riportando lui e il lettore nel vivo delle cose reali, dei sentimenti, dei desideri e che ci dona una certezza: l’amore è sempre, anche nelle situazioni apparentemente più disperate, la forza che muove il mondo. E, che alla fine, ci salva.

Vichi De Marchi (da LiBeR 138)

Hikikomori
Ariela Rizzi, Fabrizio Silei,
ill. di Elisabetta Stoinich
Einaudi Ragazzi, 2023, 348 p.
€ 15,50 ; Età: da 12 anni

 

 

 

La finestra del re di polvere
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La finestra del re di polvere

Come in tante storie sull’Olocausto, caso emblematico Il Diario di Anna Frank, la relazione libro-lettore è inversa: sappiamo il finale, assistiamo impotenti, dolenti, allo svolgersi degli eventi attraverso le pagine, consapevoli che anche questo vuol dire essere testimoni perché nulla venga mai dimenticato. I due autori, attraverso un magistrale lavoro di equilibrio fra testo e illustrazione, fra dramma storico e poesia dell’immaginario, riescono ad andare oltre il reale trovando un’alternativa di dignità e riscatto per quel milione e mezzo di minorenni morti nella Shoah. Protagonisti due bambini: uno shegetz, non ebreo, ed Henio Zytomirski, 9 anni, esistito realmente, finito nelle camere a gas a Madjanek  e simbolo del ghetto di Lublino. Henio è un solitario, ma un giorno vuol condividere con l’altro ragazzino un hazùi, un segreto. Lo porta in una soffitta, “il centro di tutte le soffitte del mondo”, conosciuta da altri nove bambini, “quanti ne servono perché una preghiera arrivi a Dio”. Ma il vero segreto è che da una delle due finestre si scorge un paesaggio che non è di Lublino. La notte del 16 marzo 1942 Henio corre a casa dell’amico: è giunto il momento di scappare, il piccolo però non se la sente. La mattina dopo quasi tutte le famiglie ebree sono state deportate. All’appello mancano dieci bambini. Lo shegetz ritorna alla soffitta, sui vetri polverosi trova impronte di dita e la firma, come un addio, di Henio. Passano gli anni, il bambino, ormai diventato un uomo anziano, colleziona cartoline di tetti sperando di ritrovare quello col paesaggio visto dalla soffitta. Con un raffinato monocromatismo, che ci fa ripensare a Joanna Concejo e a Brian Selznick, e il realismo delle architetture che riporta a Roberto Innocenti, Alice Barberini gioca con le ombre e soprattutto con le luci. Il tratto sgranato delle sue matite dà respiro a tutta la narrazione, illumina lo sguardo di Henio e il lettore: perché le storie, le grandi storie, curano anche le ferite dell’anima del mondo che non smette mai di sorriderci dalla finestra.

Elena Baroncini (da LiBeR 138)

La finestra del re di polvere
Pierdomenico Baccalario,
ill. di Alice Barberini
Orecchio Acerbo, 2023, 56 p.
€ 17,50 ; Età: da 8 anni

 

 

La famosa esplosione alla fabbrica della nebbia
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La famosa esplosione alla fabbrica della nebbia

 

Il ribaltamento della realtà è da sempre uno dei modi utilizzati per raccontare quel che esiste. In molte favole classiche, ma anche moderne, si rivoltano cose e situazioni per mostrare quello che occhi abituati a guardare, senza vedere, non riconoscono più. Basti pensare al lavoro compiuto da Rodari. Angelo Mozzillo e Andrea Antinori si sono divertiti in questo lavoro edito da Clichy a nascondere e mescolare ogni cosa per svelare quello che resta nascosto. Hanno creato una favola moderna in cui un gioco continuo di rimandi porta il lettore a scoprire la vacuità in cui è immerso. Tutto ha inizio nel luogo segretissimo della fabbrica circondata dal nulla e, come spesso accade nella realtà, in cui è possibile entrare solo con l’immaginazione (sempre sia benedetta!). Nella fabbrica si produce la nebbia per rispondere alle esigenze dal mercato del turismo: viene impacchettata e spedita affinché nessun turista resti senza quella magica atmosfera a Londra, come a Singapore. Ma accade l’imprevisto che ogni cosa, prestabilita e ordinata dal signor Mercato, ribalta: a causa di un incidente la nebbia invade la città. Nebbia per tutti e dappertutto, e per di più gratis. Quel che all’inizio sembra un disastro si rivelerà, per molti, un’occasione di libertà e inconsapevole condivisione. Tutto si scompone, come ben mostra Antinori con il suo tratto ironico e netto che, con quel che sembra un gioco di tagli e ritagli, accompagna Mozzillo in una realtà liberata e liberante, tutta da scoprire, un po’ caotica, ma più coraggiosa. Nel caos diventa possibile una genitoralità condivisa addirittura con persone estranee al nucleo famigliare. Nessuno può vantarsi di premi, medaglie e nuovi tagli di capelli. Persino sui social compare solo la nebbia. Vengono annullate tutte le fiere, che tanto erano inutili. Ma finita l’invasione della nebbia ogni cosa torna come prima. Si tratta di un libro che con intelligenza e arguzia diverte e rende possibile l’esercizio di un pensiero, e nella grande fabbrica di cose, che non conosce incidenti di nessun tipo, è veramente una gran fortuna che Mozzillo e Antinori siano riusciti ad entrare per raccontarci quello che ogni lettore potrà e vorrà leggere con o senza nebbia.

Agata Diakoviez (da LiBeR 138)

La famosa esplosione alla fabbrica della nebbia
Angelo Mozzillo,
ill. di Andrea Antinori
Clichy, 2023, 32 p.
(Carrousel)
€ 19,50 ; Età: da 4 anni

 

 

 

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