Sono tanti gli autori intervistati da LiBeR. Le loro interviste - talvolta ridotte sulla rivista per ragioni di spazio - sono qui consultabili in versione integrale e, per gli stranieri, anche in lingua originale. Ne emerge un insieme di riflessioni, notizie e curiosità che arricchiscono il panorama del mondo del libro per ragazzi.

Per consultare l'archivio di tutte le interviste realizzate precedentemente al 2019, rimandiamo alla pagina web Interviste d'autore. Di seguito, le interviste più recenti, riportate in ordine cronologico 

Ulf Stark - L’ultimo viaggio, con gentilezza e complicità

Un’intervista immaginaria (e molto esclusiva) di Vichi De Marchi a Ulf Stark, vincitore del Premio LiBeR 2020

Grazie signor Ulf Stark di aver accettato l’intervista. I piccoli lettori non smettono di leggere e apprezzare i suoi libri. Anche ora che non c’è più …
Ma figuriamoci, nessun disturbo! E poi mica ho smesso di inventare storie
Ah, davvero?
Ovvio! Non si smette mai di essere scrittori, solo che le mie storie non sono per il mercato terrestre.
Però qualche anticipazione ce la può dare!?
Suvvia, sa che non è possibile, che i due mercati, quello di laggiù dove è lei e quello dove sono io non seguono le stesse regole. Pensi che qui non esistono il marketing, le rese, la censura e tutte quelle cose che disturbano la libera creazione e circolazione delle storie, qui si inventa a pieno ritmo e lo possono fare tutti.  Anche le storie che si creano sono diverse…. molto più divertenti!
Peccato che non ci possa raccontare le sue nuove creazione, magari poteva essere utile a qualche scrittore in erba. Sembra che, qui da noi, tutti vogliano scrivere.
Benissimo, lasciate che lo facciano, che si sfoghino. Non fa certo male scrivere. Sa cosa, invece, fa davvero male? Qui siamo molto preoccupati per la Terra, è in condizioni pietose. Temo il suicidio. E che pena per i ghiacciai della mia Svezia! E per la biodiversità. Le creature che con Linda Bondestam abbiamo descritto in Animali che nessuno ha visto tranne noi rischiano di scomparire. Sicuramente lo conosce quell’albo, lo ha pubblicato in Italia Iperborea, come molti altri miei libri. Insomma, se penso alla catastrofe climatica, la mia fantasia si prosciuga.
Si certo che lo conosco. Quell’albo, ha vinto un sacco di premi, quello del Consiglio Nordico per il miglior libro per ragazzi e il premio Snöbollen per il miglior albo svedese illustrato. Del resto di premi lei ne ha vinti davvero tanti, anche in Italia, il premio Andersen. Ma, tornando ai suoi animali - lo Gnoccantropo, il Letargale, il Bumbumbù, l’Aspettaespera, lo Sssch - sono inventati, anzi se proprio devo dirla tutta assomigliano più a noi …Quindi, almeno loro, non rischieranno l’estinzione.
Sulle somiglianze psicologiche dei miei animali con l’uomo, forse ha ragione, sono spesso scontenti e a disagio, proprio come capita a noi. Ma quello che ci tengo a dire è che senza la ricchezza e la varietà della natura, è difficile inventare storie belle, allegre e che facciano pensare. È una questione di sensibilità. Comunque non divaghiamo. Di solito non concedo interviste, qui non sono ben viste, troppo protagonismo … …. però ci tengo troppo agli amici di LiBeR, perciò questa sarà un’intervista in esclusiva mondiale, solo per voi!
Grazie, ne siamo davvero felici. Anche io le voglio dare una bella notizia. Il gruppo di esperti della rivista LiBeR, di cui faccio parte, e che ogni anno decide quale è stato il miglior libro dell’anno, ha votato il suo “La grande fuga” come miglior libro per ragazzi del 2020 in Italia.
È un’ottima notizia! Quel libro l’ho terminato di scrivere pochi giorni prima di dire addio alla vita, era il giugno del 2017. Avevo 73 anni ma sapevo che mi restava poco da vivere. La mia non è stata una fuga ma, come l’anziano protagonista Gottfrid, forse avevo bisogno di compiere alcuni gesti, di lasciare dette delle cose prima di salutare tutti.
In effetti dicono che quel libro sia un po’ il suo testamento.
Dicono così? Mah, non lo so se è un testamento. Però avevo voglia di raccontare un rito di passaggio, ciò che serve al mio protagonista, il burbero e vecchio Gottfrid, per lasciare questo mondo. Lui ha bisogno di tornare nei luoghi in cui ha vissuto pienamente. Attraverso gesti e oggetti semplici ̶ un barattolo di marmellata, un paesaggio familiare, una vecchia casa che ha amato – cerca la vicinanza con le persone care come la moglie da tempo scomparsa, che lo possano accompagnare, con gentilezza e amore, nel suo ultimo viaggio.

Ne La grande fuga nonno Gottfried ha con sé anche un libro “pieno di parole”. Gli serve per non dire più le parolacce, ma forse signor Stark il suo era un omaggio al linguaggio fantastico con cui ho colorato l’infanzia di intere generazioni? In fondo, lei ha dedicato la sua intera vita alla scrittura, non solo racconti e romanzi ma fumetti, testi per la tv… Ha pubblicato una trentina tra libri e albi, per età diverse, tradotti in 24 lingue ed è stato davvero un autore internazionale.
Può essere! Si, le parole sono state fondamentali nella mia vita. Ho cominciato a scrivere prestissimo. Però ne La grande fuga ho voluto soprattutto raccontare il rapporto che nonno Gottfrid ha con il nipote, quella comunicazione profonda che si è instaurata tra di loro, quella complicità che nasce da una grandissima comprensione dei bisogni dell’altro.
Già, i suoi libri sono pieni di nonni e di nipoti. Anche in Sai fischiare, Johanna ci sono un nonno e un nipote, in realtà il loro non è un rapporto di sangue, piuttosto è un riconoscersi, un cercarsi e trovarsi perché ciascuno ha bisogno dell’altro. Chi non fa un gran figura nei suoi libri sono spesso le generazioni di mezzo, i padri per esempio….
(Ride….) Ha ragione. La generazione di mezzo è troppo occupata dalla carriera, da sé stessa, non ha voglia di mettersi davvero in ascolto dei vecchi o dei piccoli, cioè dei non produttivi. Preferisce nel tempo libero immergersi nelle parole crociate. Nonni e nipoti, invece, se la intendono a meraviglia, hanno un linguaggio e una sensibilità comuni. Quando si è molto anziani si diventa un po’ bambini, c’è bisogno di tornare alla propria infanzia, a quella fase della vita dove ogni gesto è prezioso, gratuito, pieno di meraviglia. Per fare questo serve la mediazione dei nipoti, gli unici che li comprendono davvero e che li possono riportare al punto di partenza, che possono esaudire i loro desideri. Ma anche i nonni hanno questo dono, di saper esaudire i desideri dei bambini. Se lo ricorda Berra, il piccolo protagonista di Sai fischiare, Johanna?. Lui vorrebbe tanto avere un nonno e il vecchio Nils, rinchiuso nella tristezza di una casa di riposo e nelle nebbie di una leggera demenza senile, lo accetterà subito come suo nipote. È un mondo dove non servono carte di identità o esami del DNA. Ci si sceglie liberamente per mescolare gioia e tristezza, nostalgia e speranza.
Già, i nipoti, nei suoi libri, sono sempre molto saggi anche quando fanno cose azzardate e le fanno fare ai nonni. Molti dicono che nessuno meglio di lei ha saputo prendere sul serio i bambini, i loro giochi, le loro ansie, i loro desideri: in realtà è stato anche molto bravo ad affrontare con leggerezza questioni difficili, talvolta a scherzare su temi seri come la morte.
Questo è verissimo, non ho mai trattato l’infanzia con condiscendenza o sufficienza, i più piccoli li ho sempre presi sul serio. Loro pongono grandi domande attraverso piccole cose. Non ho avuto difficoltà a farlo perché, in fondo, anche io sono rimasto un po’ bambino. Altrimenti come avrei potuto scrivere così tante storie? In molti miei libri ho messo in scena il mio alter ego bambino, anzi, in alcuni casi, l’ho proprio chiamato come me, Ulf.
Dicono che in Svezia dopo Astrid Lindgren, l’autrice di Pippi Calzelunghe, c’è lei! Le ha mai dato fastidio essere secondo?
Non scherziamo! La Lindgren è una gigantessa. È stata una delle mie eroine. Da piccolo mi incantavo ad ascoltare mia madre, seduta in poltrona, a leggere, a me e a mio fratello, la storia di Pippi Calzelunghe….
Altre storie che ricorda da piccolo?
Ho amato molto l’elefantino Babar o Winnie the Pooh….che ricordi!!!!
A proposito di ricordi, c’è qualcosa di cui ha nostalgia?
Beh, sì, dell’amore. Ma non mi chieda cosa ne penso. Ho scritto tutto quello che dovevo dire in Piccolo libro sull’amore. Quello che le posso dire è che nell’amore è insita la nostalgia. È come essere contenti e tristi allo stesso tempo. Se c’è amore basta poco per intrecciare un dialogo anche nell’assenza. Al piccolo protagonista Fred bastono un vestito, un paio di scarpe da ballo, un cappello e una presa d’aria per comunicare con il padre partito per la guerra.
Sa cosa mi piace dei suoi libri signor Stark? Che l’amore circola tra tanti - tra madre e figlio, tra allievo e insegnante, tra marito e moglie, tra amici. Anche personaggi apparentemente paurosi sono in realtà capaci di amore, come il vicino di casa del protagonista Ulf in Tuono. Circola anche tanta speranza nelle sue storie.
Come il dolore deve essere raccontato perché la gioia appaia in modo più limpido, così la vita senza i sogni che ci aiutano a sperare sarebbe ben più triste. Per questo nei miei libri ci sono tanti
se: se torna il papà dalla guerra, se riesco a confessare a Gerda il mio amore. Sono dei se che aiutano a sperare. Ma ora la devo proprio lasciare…. mi saluti tanto gli amici di Liber e grazie per la nomination!!! Non sono mai stato vanitoso ma le confesso che sono contento di ricevere ancora dei riconoscimenti.
Grazie a lei Signor Stark. Continueremo a leggere le sue storie. Sono meravigliose!
Mi scusi un’ultima domanda. Porta ancora i capelli un po’ lunghi, a caschetto.
Certo, ora sono anche più folti.

Patrizia Rinaldi: Il coraggio e il dono della parola

Patrizia Rinaldi vive e lavora a Napoli, è laureata in Filosofia e specializzata in scrittura teatrale. Dal 2009 partecipa a progetti letterari presso l’Istituto penale minorile di Nisida. Nel 2016 ha vinto il Premio Andersen come Miglior Scrittore. Tra le sue pubblicazioni per ragazzi: La compagnia dei soli, illustrato da Marco Paci (Sinnos 2017), Premio Andersen Miglior Fumetto 2017; Il giardino di Lontan Town (Lapis 2015), Premio Laura Orvieto Edizione 2015/17; Federico il pazzo, vincitore del premio Leggimi Forte 2015 e finalista al premio Andersen 2015 (Sinnos 2014); Mare giallo (Sinnos 2012); Rock Sentimentale (El 2011); Piano Forte, Premio Elsa Morante Ragazzi (Sinnos 2009). Pubblica i suoi romanzi per adulti con le edizioni E/O. L’ultimo romanzo di Patrizia Rinaldi è Hai la mia parola, pubblicato da Sinnos: una storia per ragazzi di amore e di avventura, di cura dell’altro e ribellione, di riscatto e possibilità. Le abbiamo rivolto alcune domande.

Grazia Nidasio, di origini milanesi, vive a Certosa di Pavia. Autrice di fumetti, ha collaborato a lungo con Il Corriere dei Piccoli, del quale è stata anche redattrice. Tra i molti riconoscimenti ricevuti ricordiamo il Premio Andersen 1987 come miglior autore e la Menzione speciale alla carriera ricevuta in occasione del Premio Andersen 2001. Ha illustrato molti libri per ragazzi, è autrice di sceneggiature per cartoni animati e sigle televisive d'animazione per Rai e Mediaset.

  1. Agostino Traini - Il signor Acqua, delicato e devastante
  2. Hatsue Nakawaki e Komako Sakai - Sulle spalle del padre, in esplorazione
  3. Jo Weaver - La natura e l’amore in bianco e nero
  4. Attilio Cassinelli - Preferisco il lupo
  5. Patrick Ness - Salvarsi dall’odierno frastuono
  6. Elisa Mazzoli e Marianna Balducci - In equilibrio tra ritmo e sguardo
  7. Noemi Vola - Se l’orso arriva all’improvviso
  8. Kitty Crowther - Insegniamo ai più piccoli a “dare”
  9. Licia Troisi - Oltre i limiti, per essere libere
  10. Bruno Tognolini - Il giardino dei musi eterni
  11. Bernard Friot - Mai fidarsi degli scrittori!
  12. Fabrizio Silei - Il maestro che pone domande
  13. Sharon M. Draper - Le parole? Sono il collante che ci tiene insieme
  14. Armin Greder - La Babele del mondo
  15. Linda Sarah e Benji Davies – La collina dei giochi
  16. Lorenzo Clerici - Tutine speciali per cominciare a scoprire il mondo
  17. Komako Sakai - La lunga stagione dell’infanzia
  18. Eva Rasano - Ululare tra ritmo, suoni e giochi
  19. Silvia Borando - Forme essenziali, testi semplici, sorprese: effetto minibombo
  20. Beatrice Alemagna - Un bizzarro gioco di contrappunto
  21. Fanny Britt e Isabelle Arsenault - Questione di incontri
  22. Luigi Garlando - Una palestra per la legalità
  23. Emile Jadoul - Umorismo e tenerezza nel quotidiano dei piccoli
  24. Sonia Maria Luce Possentini - Un campionario di emozioni universali
  25. Edward Carey - La mia fiaba per adulti e ragazzi, tra spazzatura e misteri
  26. Oliver Jeffers - Semplicemente Ughi
  27. Il “bagno culturale” di Blexbolex
  28. Nicola Grossi - Tane e buchi
  29. Marie-Aude Murail – Il talento ha bisogno di tempo
  30. Michael Escoffier e Matthieu Maudet - Tutti in attesa... del postino
  31. Sabina Colloredo - Quando il padre se ne va
  32. Tony Ross - Piccoli ma coraggiosi!
  33. François Place - Re-incantare per scoprire
  34. Ole Könnecke - La sfida tra semplicità e banalità
  35. Claudia Rueda - La ricerca dell’indipendenza è trasversale
  36. Guido Sgardoli - Libri per assaggiare altre vite
  37. Fabrizio Gatti - Quando la notizia è una bufala
  38. Marco Malvaldi - La chimica della letteratura
  39. Beatrice Masini - Il tempo delle distopie
  40. Mem Fox - Una storia di bambini veri
  41. Guus Kuijer - L’irriverente amicizia di Gesù
  42. Philip Ridley - L’importanza di essere se stessi
  43. Steven Guarnaccia - Fiabe classiche con design contemporaneo
  44. Marie-Aude Murail - Un eroe gay da amare
  45. Uri Orlev, Lia Levi e Alberto Melis - Coraggiosamente domandarsi…
  46. Ann Halam - Siberia
  47. Philip Reeve - Le città collassate
  48. Brian Selznick - Pagine in dissolvenza
  49. Philip Pullman - L’autore è un cantastorie
  50. Sara Cerri e Rossana Casale - Parole di musica
  51. Anna Sarfatti - I bambini, cittadini informati
  52. Thierry Lenain - Cambiamo il mondo
  53. Graciela Montes - Storie fantastiche che nascono dalla quotidianità
  54. Luiz Claudio Cardoso - Desaparecido e figli della povertà
  55. Lia Levi e Simone Tonucci - La Storia in “soldini”
  56. Jacqueline Wilson - Di fronte alle difficoltà... scoppiare a ridere
  57. Jerry Spinelli - Come farfalle in volo
  58. Richard Scrimger - Non prendiamoci troppo sul serio
  59. Guido Petter - A memoria di banditi
  60. Beverley Naidoo - Uno spazio per la speranza
  61. Margaret Mahy - Un paese ai confini del mondo
  62. Alison Lurie - Eterni Peter Pan
  63. Mario Lodi - Volare via dalla violenza
  64. Daniel Handler - Il parere di Lemony Snickett
  65. Ursula Dubosarsky - Il lato selvaggio dell'Australia
  66. Chitra Banerjee Divakaruni - L'India tra realtà e magia
  67. Roberto Denti - Libertà e rispetto delle persone
  68. Eoin Colfer - Dagli elfi alla tecnologia
  69. Teresa Buongiorno - L'assuefazione alla guerra
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