Solo il seme lo sa è un libro pop-up poetico e sorprendente, nato dall’incontro tra le parole di Silvia Vecchini e le creazioni di carta di Agnese Baruzzi, per la prima volta insieme. Racconta il mistero della crescita: un piccolo seme vola, trasportato dal vento o dagli uccelli, cade nella terra e lì, nell’oscurità della notte, inizia a sognare la sua forma futura…
Ogni volta può dare vita a un albero diverso: una quercia maestosa che dà riparo, un baobab che custodisce l’acqua, una palma in riva al mare, un abete bianco di neve o un ciliegio che con i suoi frutti attira i bambini.
È così che dodici alberi diversi, per forme, colori e storie, provenienti da ogni angolo del mondo, crescono davanti ai nostri occhi, pagina dopo pagina, fuoriuscendo letteralmente dalla carta che diventa terra fertile su cui innalzarsi verso il cielo.
“La storia dell’albero / è scritta nel seme / non resta che attendere / la terra lo sa”: ogni seme è infatti una promessa, ancora nascosta e segreta. Ci vuole tempo per vederlo esplodere in tutta la sua potenzialità.
La storia del seme e dell’albero che cresce tra le pagine non può non richiamare il meraviglioso e delicato libro d’artista Little Tree / Petit Arbre di Katsumi Komagata (One Stroke, 2009), un riferimento sicuramente importante anche se quest’ultimo racconta la storia di una nascita-morte-rinascita, mentre Solo il seme lo sa si concentra più sulla diversità e unicità degli alberi.
Le parole poetiche di Silvia Vecchini accompagnano le architetture di carta di Agnese Baruzzi in un viaggio che parla di possibilità e di trasformazione, un invito ad abitare il tempo delle domande e dell’attesa.
Eléonore Grassi
Solo il seme lo sa
Silvia Vecchini, Agnese Baruzzi
Lapis, 2025, 24 p.
€ 17,50 ; Età: da 5 anni

