Vi auguriamo buone feste con un dono gentilmente concesso da Mondadori editore: i piccoli ricordi di Silvia e Francesco Torrioli, nipoti dello scrittore Andrea Camilleri.
"I ricordi con nonno sono tanti, - scrive Silvia - mai troppi. Si dividono tra due posti: nella sua casa a Roma, assieme a nonna Rosetta, un luogo vivo, dove c’era un via vai di persone e il suo studio era il centro di numerosi incontri, e le estati a Bagnolo, in Toscana, che ricordiamo con più affetto. Era lì che trascorrevamo le vacanze tutti insieme. Ci sono anche i ricordi della Sicilia, ma noi eravamo troppo piccoli. A Roma lui era lo scrittore, in Toscana era il nonno e decisamente quello era il mio posto.A Bagnolo, sul Monte Amiata, la routine era semplice ma precisa. Lui si alzava all’alba e andava a scrivere nello studio, io mi svegliavo con molta più calma ma pronta per una battaglia ineluttabile: la partita a scopa. Eravamo noi tre: io, nonno e mamma. Con lei si formava un’alleanza strategica per sconfiggerlo, raramente ci riuscivamo.
Appena alzata andavo nel suo studio con il mio latte e i cereali e lui era lì, ad aspettarmi, con la sua birra e la sua sigaretta. Per iniziare la sfida rinunciava a qualsiasi lavoro. Ovviamente il sette di denari era sempre suo, ma quando ero io a vincere mi sentivo fortissima, anche se probabilmente quella vittoria me l’aveva solo concessa. La giornata poi proseguiva con calma, alcune volte avveniva la spedizione al vivaio, in cui sceglievamo le piante per decorare il giardino. In macchina mi cantava canzoni e melodie da lui inventate.
E poi c’erano le chiacchiere e i racconti seduti attorno al tavolo, al fresco, con il nostro gatto Tonino disteso tra i piedi, il caffè che gli portavo dopo il riposo pomeridiano e lui che scriveva, io che leggevo Topolino. Ma non finiva qui. La sera, dopo cena e una partita a Machiavelli con mamma, seguiva un’altra mano a scopa: dovevo combattere su più fronti. E anche quando ha iniziato a perdere la vista, io non ho mai barato".
Nonno è stato una vera miniera d’oro per la mia fantasia e creatività, soprattutto negli anni delle medie e del liceo - scrive Francesco - e con i suoi aneddoti riusciva a trasformare ogni momento in un’avventura, i ricordi legati a lui sono tantissimi, impossibile elencarli tutti, era veramente forte. In quel periodo si è attraversati dagli stimoli, dalla curiosità per lo studio della Storia, o dalla passione per un romanzo d’avventura. Trovava sempre il modo di raccontare aneddoti, che fossero di un personaggio in particolare o vissuti da lui."
Se avete amato Camilleri non potete perdervi il libro Nené nel paese delle magarìe: il bambino che diventò Andrea Camilleri(Mondadori): una storia che attraversa i romanzi e i ricordi del grande scrittore, e che mescolandone luoghi e personaggi crea un ritratto indimenticabile per tutte le età, impreziosito dalle illustrazioni senza tempo di Alessandro Sanna.
«Le storie sono storie, e se ci credi sono vere. E se non ci credi, ma che le ascolti a fare? Nené sono, ho dodici anni e questa non è una favola ma una storia vera: la mia.»
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Adelio Reghezza Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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