Tenero e doloroso. Commuovente e brillante. Ricco di immaginazione e profondamente reale. Una zia davvero speciale è un libro funambolo che cammina in equilibrio sul filo dei contrasti. Ibrido è l’aspetto delle sue protagoniste, buffi animali indefiniti e antropomorfi. Ibrida è la sua forma narrativa, un po’ diario e un po’ fumetto. E forse è proprio questa vocazione alla fluidità, libera da categorie e da tabù, a permettere alle autrici di muoversi intorno a una storia che dire tosta è dire poco, senza lasciarsi sbilanciare dal peso del soggetto o scivolare nel sentimentalismo spiccio. Potere di chi crede nel diritto dei bambini alla verità e nel potere salvifico dell’ironia. Al centro del racconto c’è la quotidianità di una bambina che cresce in una famiglia zoppicante e disfunzionale, con un papà assente e una mamma in crisi, incapace di qualsivoglia forma di accudimento: una situazione di fragilità sociale e affettiva in cui lo straordinario rapporto con una zia amorevole diventa il salvagente a cui aggrapparsi per assaporare un po’ di serenità nel presente e non perdere la speranza nel “futuro che arriverà domani”. Attenta e premurosa, la zia si prende cura della bambina senza la pretesa di sostituirsi alla sua mamma. Riempie dispense troppo spesso vuote e colma vuoti che nulla hanno a che fare con le dispense. Parla e ascolta, soprattutto. I dialoghi tra zia e nipotina, che attraverso i balloon procedono ritmati e incalzanti come una partita di ping pong in cui risuonano sincero umorismo e verità affilate, delineano una relazione che offre una possibilità di fioritura malgrado le condizioni ostili. A quei dialoghi affiatati si affiancano quelli che la bimba intrattiene con la madre, presenza fantasma che quasi non si muove dal divano e che perlopiù sembra aspirare a non essere disturbata. Trapela qui, attraverso uno sguardo dolceamaro, la fatica dell’assenza e di un ribaltamento di ruoli in cui chi è piccolo si trova suo malgrado a occuparsi di chi è grande: una fatica che la protagonista elabora con pensieri acuti, irriverenti e imprevedibili, che trovano spazio in un diario e che seguono strade tutte loro. È l’infanzia che resiste, nonostante tutto.
Elena Corniglia (da LiBeR 143)
Una zia davvero speciale
Myren Duval,
ill. di Emma Constant;
trad. di C. Turla
Giralangolo, 2024, 171 p.
€ 17,00; Età: da 10 anni

