Måns, protagonista dodicenne e narratore in prima persona di questa storia, all’inizio dell’estate e delle vacanze scolastiche, è sul treno che da Stoccolma lo porta a Malmö con la madre, di mestiere doppiatrice. Si stanno spostando proprio per il lavoro di lei e Måns dovrà trattenersi per qualche settimana in questa città della Scania dove non conosce nessuno. Questo non lo turba, anzi sembra proprio andargli a pennello. Il ragazzo è uno skater piuttosto bravo, e ha con sé la tavola che, a quell’età, è anche un infallibile strumento per nuove conoscenze. Sarà proprio questa, incidentalmente usata, a procurargli il primo contatto: Mikkel, un coetaneo dall’aspetto aggressivo e dai modi bruschi, che si rivelerà – dopo che Måns sarà sottoposto a una prova spericolata, quasi un rito di passaggio sullo skate, con inevitabile versamento di sangue – un amico sincero e affettuoso, anzi un vero e proprio brother (di sangue per l’appunto). Però Måns, come scopriremo dopo un bel po’ di pagine, ben prima che ciò sia evidente con sconcerto anche a Mikkel, è biologicamente una sister, è nato femmina col nome di Michelle/Michi, come la sua vagina e il suo passaporto impietosamente documentano, sebbene si sia sempre percepito come maschio e come tale voglia essere riconosciuto e apprezzato da chi lo circonda. Dalle molte microstorie che ci vengono via via presentate in questo bel romanzo breve, si capisce che nell’avanzata Svezia di questi anni, la transizione di genere, fin dalla più tenera età, sia meno problematica che altrove: a scuola, salvo poche sbavature, insegnanti e compagni vivono con rispetto e fiducia questa condizione e la madre lo supporta con forza e convinzione, differentemente dal padre, ciclista-ecologista impegnato nella battaglia per il cambiamento climatico, che ha difficoltà ad accettare la situazione, tanto da mettere in seria crisi il suo equilibrio psicologico e il clima familiare. Potranno l’amore e l’intelligenza paterne, come la vera amicizia propugnata e praticata da Mikkel, vincere le resistenze che complicano l’esistenza e la difficile scelta di transizione del giovane Måns? Lo scopriremo leggendo questo prezioso libretto, che si aggiunge alla sparuta pattuglia di opere per bambini e ragazzi che anche, e soprattutto, in Italia, tentano di combattere le campagne censorie e i pregiudizi di genere volte a delegittimare il diritto a vivere serenamente la propria condizione in nome di un malinteso concetto di normalità.
Riccardo Pontegobbi (da LiBeR 142)
Grande, Bro!
Jenny Jägerfeld; trad. di L. Cangemi
Iperborea, 2024, 125 p.
€ 14,00 ; Età: da 12 anni

