“Tutti hanno una storia, Ilhami: il custode di questo parco, il cane che rovista tra i rifiuti, tutti quelli che passeggiano al parco. E tutte le storie sono preziose.” Basterebbe questa citazione del libro per spiegare il senso dell’opera della scrittrice turca Miyase Sertbarut. Del resto l’autrice non ha mai fatto mistero di credere nel potere di “cura” delle storie. A scuola, al lavoro, nella sua vita adulta Miyase Sertbarut ha sempre sofferto di un inspiegabile mal di pancia sparito d’incanto solo quando ha cominciato a scrivere. Perciò crede, anzi ne è sicura, d’essere guarita grazie alle storie che ha narrato. Storie che si trovano ovunque.
La cabina telefonica di Yuan Huan – titolo entrato nella Ibby Honour List 2022 e l’autrice candidata al prestigiosissimo Premio Hans Christian Andersen 2024 – è, in realtà, un romanzo che contiene tanti racconti, sono storie dentro la storia, piccole perle letterarie cucite su una trama non priva di colpi di scena che prende avvio da una consegna scolastica. La professoressa vuole che i suoi studenti leggano un libro ogni settimana e ne riferiscano in classe. Ilhami, che non ama leggere, mette subito in atto una strategia “antilettura”, prendendo in prestito dalla biblioteca un libro per bambini piccoli. Ma il destino ha in serbo per lui altro. Tornando verso casa scopre che il circo se n’è andato lasciando dietro di sé una vecchia cabina telefonica. Incuriosito, afferra il ricevitore telefonico e, con suo grande stupore, sente una voce che gli dice: “Ascolta… ho una storia per te”. Impossibile che il telefono sia collegato, eppure la voce inizia a raccontare. Superato il primo momento di stupore, il giovane decide di sfruttare a suo favore la situazione. Fingerà di aver letto quella storia in un libro, basterà inventarsi il nome di un autore. Così l’indomani in classe Ilhami prende un bel voto per una storia di un tal scrittore cinese Yuan Huan che nessuno conosce. La cabina telefonica continuerà a fornire un eccellente materiale per evitare a Ilhami di leggere per davvero un libro. Sino al giorno in cui il Comune manda a ripulire l’area asportando anche la cabina telefonica. A terra, quasi sommerso dal fango, resta solo un libro. E lì il nostro protagonista trova tutte le storie che la voce misteriosa gli aveva narrato.
Vichi De Marchi (da LiBeR 142)
La cabina telefonica di Yuan Huan
Miyase Sertbarut; trad. di M.C. Cantelmo
Emons Edizioni, 2024, 168 p.
(Emons raga)
€ 14,00 ; Età: da 10 anni

