Logo LiBeRWEB Logo LiBeRWEBLogo LiBeRWEB
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi

Zoom editoria

Piante ribelli
Featured

Piante ribelli

 

Proprio come la foresta di Max, il giardino dei Precisetti cresce e invade le stanze e le pagine in un’esaltante trasformazione progressiva: è un’onda rigogliosa di colori e forme che sbocciano e fioriscono, rompendo la gabbia delle geometrie rigide esercitate del giardiniere di casa che, un giorno, stanco di contrastare la vitalità delle piante con le cesoie, se ne è andato per sempre. Così è iniziata la nuova stagione del giardino liberato.
La palette raffinata che contrappone il bianco e nero e la linea chiara all’esplosione pirotecnica dei colori della natura ribelle e l’eleganza del segno e delle figure di Marie Dorléans richiamano la Belle Epoque, l’illustrazione umoristica delle riviste europee dei primi decenni del Novecento e i maestri dell’illustrazione per bambini. La potenza narrativa di una storia che provoca il pensiero attraverso il paradosso e l’umorismo sono caratteristiche della cifra artistica di questa autrice francese che firma albi felicissimi con una commistione di ironia, tensione narrativa, vitalità delle immagini, intelligenza, perfezione delle forme e azione. Tipico della sua poetica è l’invito al gioco e alla frequentazione dell’assurdo, dell’ipotesi fantastica e dell’iperbole, come possibilità per esplorare nuove soluzioni per vivere, le quali a volte, racconta l’autrice in un’intervista, si trovano a zero millimetri da noi, ma solo le situazioni critiche e le sfide inaspettate ci impongono di cercarle e ci permettono di vederle. L’autrice è legata al mondo della natura dalle esperienze dell’infanzia e in questo libro trova spazio il desiderio di prolungare quella memoria insieme all’esplorazione sulla dialettica fra ordine e libertà, controllo e vitalità, costrizione e ribellione, abitudine e avventura.

La riflessione sul verde urbano è un tema politico che riguarda la nostra responsabilitàe la possibilità di agire una cittadinanza globale e sostenibile. Il libro per bambini, nel segno di Dorléans, è capace di mostrare strade vitali e intelligenti per esercitare un pensiero critico trasversale, autenticamente creativo e sensato per crescere cosmici e connessi, alla terra e al cielo. L’intelligenza e il comportamento delle piante, in questo caso ribelli, come i bambini, ci indicano nuove strade.

Marcella Terrusi (da LiBeR 143)

Piante ribelli
Marie Dorléans;
trad. di M. Dattilo
Gallucci, 2024, 48 p.
€ 15,90 ; Età: da 5 anni

 

 

 

Una parola molto larga
Featured

Una parola molto larga

 

“La poesia succede” – disse tempo fa in una bella intervista Giusi Quarenghi rispondendo a una domanda sull’ispirazione, aggiungendo poi che iniziò a scrivere quando si fidò della “possibilità di far passare nelle parole quello che era altrove dalle parole”. Una parola molto larga, uscito per i tipi di Franco Cosimo Panini, sposa in pieno questa poetica. È un libro per parlare di famiglia, che ha per protagonista la parola stessa e soprattutto la parola non detta. Senza punteggiature, maiuscole, con rare congiunzioni, è un flusso di vocaboli/concetti che procedendo per risonanze, metafore, analogie – con estro, delicatezza, maestria, evitando qualsiasi rischio didascalico del verso – ci apre lo scrigno sulla complessità di ciò che è il parentado, sulla varietà dei suoi componenti, sui relativi legami e vincoli affettivi. “Mamme di vento di cuore di fuori di testa”, “Papà aquiloni fontane quasi draghi”, e poi fratelli, zii, cugini, nonni, in un vortice che ci cattura e ci fa entrare nella libertà espressiva dell’autrice, liberando al contempo la nostra gamma di emozioni forti e profonde, a volte contraddittorie, legate alla rete familiare.
Versi ariosi, in un ritmo “con brio”, trovano la complementarietà nelle illustrazioni di Giovanni Colaneri, premio Orbil 2023. Realizzate con matite, acquerelli, pennarelli e ritocchi digitali nella fase di post produzione, sono quasi un willmerbuch per la quantità di elementi che si affacciano sulle tavole. Con colori vivaci, originalità di particolari, uno stile solo apparentemente naïf dove emerge il gusto della sperimentazione, Colaneri, che tra i suoi maestri mette al primo posto David Hockney, sostiene e accompagna, in un gioco di contrappunto, l’intensità e l’atmosfera di genesi improvvisativa dell’autrice con nuove soluzioni formali a ogni tavola. Splendida la pagina strutturata a ragnatela per “parenti, qui e là nemmeno si sa da dove” e quella a sfondo rosa disseminata di lettere sui versi “alfabeti di legami di respiri di silenzi.” Un libro coraggioso, che pungola e smuove, che auspica famiglie come “arcobaleni con più di sette colori”.

Elena Baroncini (da LiBeR 143)

Una parola molto larga
Giusi Quarenghi,
ill. di Giovanni Colaneri
Franco Cosimo Panini, 2024, 48 p.
€ 16,00 ; Età: da 7 anni

 

 

Papà ha perso la testa
Featured

Papà ha perso la testa

 

Da un tipico modo di dire, “perdere la testa”, ha inizio questo albo illustrato per bambini e di bambini, ideato e scritto da André Bouchard, autore francese spesso edito da Logos. Perdere la testa, immagine figurata che nell’uso comune può significare non essere più padroni delle proprie azioni ed emozioni, qui diventa l’evento concreto, già visibile in copertina, che genera una trama divertente nonché coinvolgente dalla prima all’ultima pagina. La voce narrante è una bambina che non può che constatare il fatto e da lì, insieme al fratello, darsi da fare per risolvere il fastidioso impiccio. Perché un papà senza testa non vede quello che fa, combina un sacco di guai e non si può mostrare in pubblico. Appurato che la testa sparita è introvabile in tutta la casa, sono i bambini ad agire per ideare una soluzione. Quale? Carta di giornale, colla e ortaggi e la parte mancante di papà è fatta. Con questa nuova testa finta tutto si risolve e mamma sembra molto soddisfatta: papà non parla, non russa ed è disponibile a fare mille servizi, perché non pensa più. Anche i bambini approfittano di questo papà docile, lo portano al supermercato e si fanno comprare di tutto; perché la cosa straordinaria è che papà ha mantenuto una serie di automatismi, tra cui la capacità di digitare il Pin della carta di credito…
Non è certo il padre il protagonista di questa divertentissima storia, ma i due fratelli che, con la loro intraprendenza e famigliarità con il pensiero magico che tutto può per i bambini, conducono dall’inizio alla fine il gioco narrativo. Al loro fianco una mamma complice e vigile, sempre pronta ad agire perché la grande finzione funzioni. Penso che Quentin Blake, a cui si devono le illustrazioni, si sia divertito parecchio, con la sua arte inimitabile, a interpretare questa originale storia di Bouchard. L’autore francese ancora una volta, con una metafora magistrale, ci mostra le assurdità delle convenzioni sociali che governano il mondo adulto e ci conduce, adulti e bambini, verso una soluzione finale che riporterà la storia al titolo originale, La tête ailleurs, ovvero la testa altrove: avverrà un ritrovamento, quindi, che vi farà sorridere e pensare parecchio, se siete adulti.

Cristina Busani (Da LiBeR 143)

Papà ha perso la testa

André Bouchard,
ill. di Quentin Blake;
trad. di F. Regattin
Logos, 2024, 40 p.
(Gli albi della Ciopi)
€ 18,00 ; Età: da 4 anni

 

 

 

Mostri
Featured

Mostri

 

Non sono mai mancate, nei libri per ragazzi, storie di reciproche diffidenze che cedono all’amicizia, opposti che si incontrano oltre il pregiudizio, contaminazioni fra diversi che scoprono di avere molto in comune. Sappiamo il rischio che sempre si corre: cedere al didascalico, formulare giudizi morali e conclusioni accomodanti e, non da ultimo, sacrificare al contenuto l’aspetto formale, lo specifico artistico che dovrebbe essere forza propulsiva, cuore pulsante di un’opera letteraria. Lunga premessa per dire che questo romanzo illustrato, che sicuramente parla di diversità e di incontro, centra in buona misura quei criteri che fanno di un libro a tema un’opera di qualità in cui il linguaggio si fa stile e contenuto insieme. Otto è un bambino fragile, vessato dai compagni per qualcosa che inizialmente il lettore non sa valutare, anche perché le inquadrature lo mostrano sempre di spalle. Quando le roulotte del “Circo de’ Isogni” arrivano nel paese “alla fine del mondo” dove Otto vive con Pa e con Ma, c’è grande fermento e attesa per l’annuncio del fenomeno, il “Mostro de’ Isogni” che nessuno ha mai visto, il crudele “superstite di un popolo primitivo. Né uomo né bestia”. Il domatore fa scivolare via la stoffa che copre la gabbia e adesso Otto, mostro e lettore si ritrovano faccia a faccia in un gioco di specchi che deforma ogni percezione: il mostro che ci fissa terrorizzato dalle sbarre è un normale bambino, stordito di fronte a una comunità di creature urlanti. I due, per motivi diversi prigionieri di un mondo che li ha ingabbiati, si riconoscono al primo sguardo e si liberano a vicenda, in una storia caleidoscopica che non parla di mostri, ma di mostruosità e normalità. Il racconto si adagia su una prosa misurata e musicale e le illustrazioni, complementari al testo, creano un contesto emotivo che lo immerge nella dimensione del mistero; gli snodi narrativi salienti sono detti dalle sole immagini, in sequenze e dissolvenze che rimandano al linguaggio cinematografico, per raccontare la storia (evocativa come un canto) del mostro-bambino venuto da lontano a dirci che “i mostri ci assomigliano, a volte. E che le gabbie sono fatte per essere spezzate”.

Fausto Boccati (da LiBeR 143)

Mostri
Stéphane Servant,
ill. di Nicolas Zouliamis;
trad. di B. Capatti
Rizzoli, 2024, 97 p.
€ 16,50 ; Età: da 9 anni

 

 

 

Montagne
Featured

Montagne

 

Se vi piacciono gli atlanti, la cartografia, le montagne non lasciatevi sfuggire questa pubblicazione. Montagne è il frutto della creatività di Regina Giménez, artista catalana che abbiamo avuto modo di apprezzare in Atlante geo-grafico, ed è, come la precedente pubblicazione, un’opera fuori scala, per tanti motivi diversi. Innanzitutto per le sue dimensioni: si stratta di una pubblicazione di grande formato della collana divulgativa PINO: Piccoli Naturalisti Osservatori di Topipittori. Un SuperPINO appunto. Super anche perché eccelle nella ricchezza e varietà dei temi e delle informazioni proposte. Basta scorrere l’indice: che cosa è una montagna; la geografia delle montagne; mappe e altre rappresentazioni; il monte Everest; la vita in montagna; montagne e clima; montagne e dati. Ma è soprattutto la modalità di comunicazione dei contenuti informativi a rendere unico il libro. Grandi illustrazioni e infografiche colorate fatte di linee, cerchi, triangoli e altre figure geometriche accompagnano il lettore in un avvincente viaggio alla scoperta dei rilievi della superficie terrestre, esplorati nella loro pluralità di aspetti. A partire da quelli propriamente geografici: sapevate che quasi la metà della superficie della Terra presenta dei rilievi? E che tre quarti di essi sono sotto il livello del mare? Lo scopriamo immergendoci nella lettura di una pagina piena di grafici ad area che propone una miniera di dati di geografia fisica. Vi sono poi la vita vegetale e animale nelle montagne e gli aspetti antropici delle terre alte: l’aumento del turismo di massa le cui conseguenze per la vita degli ecosistemi sono immaginabili.
Tutto questo viene comunicato con linguaggio visivo dove colori e forme interagiscono tra di loro e invitano il lettore a giocare a fare raffronti, cercare similitudini, stilare classifiche, trovare una sintesi sugli argomenti proposti. “Giocare è una cosa seria” scriveva Bruno Munari e l’autrice, alla fine del libro, riprende questa affermazione per suggerirci che il suo lavoro si nutre di gioco. Come non darle ragione? Questa pubblicazione non convenzionale è un’immersione giocosa nella conoscenza di un ambiente del nostro pianeta per imparare a rispettarlo e quindi salvaguardarlo.

Francesca Brunetti (da LiBeR 143)

Montagne
Regina Giménez
Topipittori, 2024, 92 p.
(SuperPino)
€ 25,00 ; Età: da 7 anni

 

 

Metafora
Featured

Metafora

 

La filosofia si occupa spesso di concetti astratti e complessi, non sempre di facile comprensione, ma le metafore sono un prezioso ponte tra l’astratto e il concreto che molti pensatori hanno utilizzato. Nel corso della storia, i filosofi hanno usato le metafore per collegare le loro idee a esperienze o immagini più familiari e comprensibili. E questo modo di visualizzare un pensiero in una “immagine” ha dato origine a connessioni inaspettate e affascinanti. Metafora, libro illustrato pubblicato da L’Ippocampo, parte da questi presupposti e ripercorre la storia della filosofia, dall’antichità ai giorni nostri, in 24 tappe fondamentali, condensate in altrettante metafore. Si inizia con Eraclito e il suo “panta rei”, con l’immagine del fiume e dello scorrere dell’acqua per descrivere il divenire sempre mutevole della realtà (il “fiume” di Eraclito è la prima metafora della filosofia occidentale) e si arriva alla metafora della “liquidità” di Zygmunt Bauman, che ci mostra la natura instabile, mutevole e incerta dell’epoca in cui viviamo. Da “fiume” a “liquido” passando per specchio, viaggio, deserto, caverna, giardino, gioco, mare, oriente e tante altre. Ogni parola-metafora è accompagnata da un simbolo grafico, dal nome del filosofo, da una breve citazione, la spiegazione della metafora stessa, con un inquadramento storico dell'autore, e infine da un sintetico accenno alla corrente filosofica di riferimento. I testi di Pedro Alcalde e Merlin Alcalde, entrambi studiosi di filosofia, sono adatti a un giovane pubblico, ma non solo. Le metafore diventano poi immagini nelle evocative tavole a tutta pagina dell’artista catalano Guim Tió, fatte di spazi di colore sterminati e piccole presenza umane. Come chiarisce l’introduzione al volume: “È così che le metafore filosofiche cancellano i margini delle astrazioni che le motivano per invitarci a una riflessione continua e a chiederci se, in fin dei conti, il nostro modo di intendere il mondo e noi stessi non sia di fatto modellato essenzialmente proprio da loro, dalle nostre metafore.”

Eléonore Grassi (da LiBeR 143)

Metafora
Pedro Alcalde, Merlin Alcalde,
ill. di Guim Tió;
trad. di F. Taibi
L’ippocampo, 2024, 56 p.
€ 15,00 ; Età: da 11 anni

 

 

 

Page 29 of 297

  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
  • 32
  • 33
  • Home
    • Chi siamo
      • Contatti e staff
    • Fondazione Accademia dei Perseveranti
    • Login
  • Prodotti
    • LiBeR
    • LiBeR Database
    • Pubblicazioni
    • LiBeR in formato digitale
    • Download
    • Bookshop
  • Eventi
  • Newsletter
    • Archivio delle newsletter
  • Rubriche
    • Progetti
      • Buone pratiche
    • Segnali di lettura
    • Strumenti infanzia
    • Zoom editoria
    • Scelti per voi
    • La cassetta degli attrezzi
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • RSS