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Zoom editoria

Coso
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Coso

 

“Mi occupo dei bambini. Quando crescono me ne occupo ancora solo che fingono di non conoscermi come fanno con le maestre delle scuole finite. Io ho pazienza, capisco che si vergognano di un Coso immaginato solo per consolarsi.” Inizia così, in prima persona, l’ultimo albo illustrato dell’artista fiorentina Arianna Papini: a raccontare non è un essere umano e nemmeno un essere vivente in generale, ma lui, Coso, l’amico immaginario di Lei, una bambina “larga di corpo e di sorriso” che lo ha inventato appena nata. Il protagonista, un buffo personaggio rosa con le corna e il faccione sorridente, ci spiega la vita difficile degli amici immaginari: disegnati dai bambini quando ne hanno bisogno, trascorrono la loro esistenza a sostenerli nei momenti difficili e vengono dimenticati una volta diventati adulti perché “a disegnare così liberamente i piccoli disimparano un giorno. Quasi tutti. La chiamano età adulta. Alcuni continuano. Quelli li chiamano matti oppure artisti.” Ciascuna pagina doppia ha uno sfondo di un colore diverso, così come vario è il rapporto fra il testo e le figure, queste ultime sempre piatte, stilizzate e coloratissime, in un chiaro richiamo al flusso di pensiero libero e giocoso di chi sta raccontando. Di Lei non si sa molto perché Coso non ci dice neppure il suo nome, non ci dice se ha dei genitori o dei nonni o degli amici. Eppure si sa tutto. Si sa che per stare bene deve dipingere, si sa che ha bisogno di giocare con ciò che conosce, perché altrimenti si spaventa, si sa che ha capito come restare sé stessa, come distinguere tra ciò che si può lasciare andare e ciò a cui non si deve rinunciare mai. Per conoscerla meglio possiamo leggere anche E gli altri, il secondo racconto illustrato, uscito contemporaneamente sempre per i tipi di Uovonero, rivolto a lettori leggermente più grandi, in cui seguiamo la crescita di Lei dal suo punto di vista - unico, scomodo e divergente - in un progetto editoriale originale e poetico, dove il filo conduttore principale della creazione come elemento salvifico è solo uno dei tanti che vi si possono apprezzare.

Serena Marradi (da LiBeR 146)

Coso
Arianna Papini
Uovonero, 2025, 40 p
(I geodi)
€ 16,50 ; Età: da 10 anni

 

 

Il caso Drilla
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Il caso Drilla

Solitamente ci si accosta al seguito di un libro di grandissimo successo con un misto di curiosità, desiderio e la certezza quasi matematica che ci deluderà. Andrew Clements pubblicò Frindle nel 1996 e immediatamente il mondo ne consacrò il successo. Quando Rizzoli decise di pubblicarlo, serviva una traduzione di questa parola inglese inventata così deliziosa. Beatrice Masini, traduttrice del libro, chiamò Roberto Piumini, e drilla fu. Altri libri seguirono, altri successi, altri casi editoriali, ma Frindle/Drilla rimase nel cuore di tutti i lettori di Clements, ormai cresciuti e diventati a loro volta genitori. Clements morì nel 2019, lasciando al mondo il suo ultimo regalo, The Frindle Files/Il caso Drilla, ambientato trent’anni dopo Drilla in una scuola media americana. Protagonista è Josh, ragazzino di prima media genio dell’informatica e appassionato di tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia. La sua scuola già da alcuni anni permette agli alunni di usare il computer in classe. Gli insegnanti si sono presto adeguati alle nuove tecnologie, tranne il professore di Inglese, Mr N. che pretende libro, carta e penna. Mr N. è un simpatico insegnante, solo un po’ fissato e, secondo il pensiero di Josh, completamente negato con la tecnologia, tanto che non usa in classe mai né il computer né la lavagna interattiva. Un giorno nel cassetto di casa Josh scopre una penna strana, marchiata Drilla: la madre le è molto affezionata e racconta a Josh che quando era bambina ha lottato con tutti i suoi compagni di scuola perché la parola drilla come sinonimo di penna fosse accettata in tutto il Paese. Josh, a cui la curiosità e lo spirito di intraprendenza non mancano, con un'accurata ricerca su Internet scopre che la parola drilla è stata inventata da Nicholas Allen, ma non trova informazioni recenti. Curiosamente Mr N., l’insegnante di Inglese, si chiama Allen Nicholas e le foto nel web gli assomigliano terribilmente… che sia lui il bambino che ha inventato la parola drilla? E come mai odia tanto la tecnologia? Nasce così una strepitosa storia, che non deluderà chi ha amato Drilla, sul significato di cura e di attenzione, sul rapporto che si può instaurare con gli insegnanti, sul valore della riservatezza e su quanto sia faticoso mantenere i segreti.

Angela Catrani (da LiBeR 146)

Il caso Drilla
Andrew Clements;
trad. di B. Masini
Rizzoli, 2025, 240 p.
€ 16,00 ; Età: da 8 anni

L'angolo
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L'angolo

C’è un tempo per la cura di sé, che include la costruzione, passo dopo passo, di uno spazio entro il quale sentirsi a “casa”, e un tempo, successivo, in cui è necessario aprirsi all’esterno e accogliere l’altro. L’evoluzione identitaria che si sviluppa nella dialettica dentro/fuori è mirabilmente rappresentata dal protagonista dell’albo L’angolo della giovane e promettente illustratrice coreana Zo-O, stampato ai primi di quest’anno da Terre di Mezzo e già selezionato come “2024 Outstanding International Book” dalla sezione americana di Ibby. Un piccolo corvo elegge a propria dimora un angolo grigio: vi sosta un poco, ne testa la superficie con il corpo, poi avverte il bisogno di renderlo più confortevole. Pagina dopo pagina si procura un letto, una piccola libreria, un tappeto, la luce, una pianta da innaffiare. L’angolo diventa un luogo caldo e sicuro dover poter riposare, leggere, nutrirsi; lo diventa ancor di più quando il corvo decide di tinteggiare di giallo le pareti, realizzando originali forme geometriche che ampliano e illuminano un ambiente che assume un’aria sempre più allegra e personale: “Eppure manca ancora qualcosa…”. La pianta, nel frattempo, è cresciuta, e tra le mura altissime anche il nostro protagonista, che ha edificato uno spazio tutto per sé ma adesso sente il desiderio di aprire una grande finestra e affacciarsi al mondo. L’autrice sceglie le potenzialità comunicative dell’albo illustrato per raccontare un tratto di vita intimo e comune a ciascuno. Lo fa attribuendo alla struttura stessa del libro – di formato oblungo in senso verticale (29x16 cm) – un valore narrativo nel collocare l’angolo al centro, in corrispondenza della rilegatura centrale. È questa una strategia stilistica che conferisce tridimensionalità alla pagina e ricorda le intuizioni dirompenti di Suzy Lee, altra (e più nota) artista coreana, quando ne La trilogia del limite mostrava come le componenti materiali del libro potessero divenire parte della storia. Una strategia stilistica che amplifica il gioco interpretativo dei lettori e muove suggestioni a partire dai segni essenziali e altamente poetici affidati a forma, immagini e (rare) parole.

Chiara Lepri (da LiBeR 146)

L’angolo
Zo-O
Terre di Mezzo, 2025, 64 p.
(Acchiappastorie)
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

 

 

 

Ande Lande
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Ande Lande

 

Il regno di Ande Lande è un mondo immaginario dove il prestigio sociale degli abitanti si misura nei nomi. Trentuno sono i nomi del Re. I cittadini e le cittadine umani ne ricevono in numero variabile secondo la benevolenza degli astri, quattro, cinque, diciassette, qualcuno addirittura più di venti. La dodicenne Chel è l’unica ad averne uno solo. Orfana, cresciuta dalla zia, secondo le regole di Ande Lande Chel è destinata a combinare ben poco: pochi nomi sono considerati infatti causa di poca pazienza, poca memoria, poche capacità, spesso propensione ai guai. Eppure Chel manifesta alcuni poteri dei maghi della terra; tuttavia sa che nessuno le crederebbe. Sa anche che la magia, per potersi sviluppare, ha bisogno di un maestro, e nessun astro la prenderà mai come apprendista. Dove passa, Chel, sembra lasciare una scia di disastri. La sua ostinazione a partecipare a una fiera porta una serie di conseguenze catastrofiche e quando la zia e la cugina, che costituiscono tutta la sua famiglia, vengono miniaturizzate e rapite da un misterioso personaggio, la Reina di Tasche, alla ragazzina non resta che imbarcarsi in una rocambolesca avventura per cercare di acquisire competenze magiche e così salvarle. Chel attraverserà paesi con regole proprie, dove il tempo e lo spazio non sono mai certi, così come chi siano gli alleati e i nemici, dove ci sono creature fantastiche di ogni tipo, i mezzi di trasporto sono imprevedibili, le bussole non indicano la direzione, i moli si spostano e le profezie vanno interpretate a volte guardando al passato e non solo al futuro. Dopo Miss Dicembre e il Clan di Luna (2022), Antonia Murgo firma, ancora per per Bompiani, un corposo romanzo di quasi 500 pagine, dall’invenzione fantastica strabordante e originale, dove il mondo prende la forma di un uccello, le piume sono un linguaggio simbolico, i personaggi non sono ciò che sembrano e l’invenzione linguistica continua rivela tutto il piacere di giocare con il suono delle parole.

Alice Bigli (da LiBeR 146)

Ande Lande
Antonia Murgo
Bompiani, 2025, 493 p.
(I grandi e i piccoli)
€ 18,00 ; Età: da 10 anni

 

 

Abbecedario stravagante
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Abbecedario stravagante

 

Se già Munari, Delaunay, Pacovská, Luzzati si sono cimentati nella creazione di alfabetieri, ora è la volta di Isol, premio Astrid Lindgren nel 2013. Con il suo stile unico e il suo sguardo ironico, la poliedrica autrice argentina offre nei suoi libri sempre un’indagine profonda della società contemporanea, ampliando le prospettive dell’albo illustrato.
In Italia grazie a Logos, ecco la sua interpretazione dell’alfabeto che già dal titolo imbocca una strada tutta sua: la parola abbecedario ricorda quel grosso volume venduto dal burattino per poter partecipare allo spettacolo del terribile Mangiafuoco. Ma oltre all’eredità culturale, abbecedario si presenta come una parola ludica, che gioca sommando le prime quattro lettere dell’alfabeto. Se vogliamo dare una definizione sintetica di questo libro potremmo dire che è un gioco sapientemente libero.
Dopo una vera e propria nuotata a dorso in un mare di lettere nella seconda di copertina, una ad una le lettere sfilano scritte a mano lasciando che il gesto libero dell’artista ne valorizzi la forma. A fianco l’autrice crea un’illustrazione in perfetto “stile Isol”, utilizzando una tecnica di doppi contorni: grazie al segno su forme geometriche, si crea un raffinato effetto fuori registro, che rende i soggetti dinamici, sfuggenti, ironici. Ma è l’aggiunta del testo che crea la vera rivoluzione. Ecco un esempio: c’è un grande Elefante con una lunghissima scala appoggiata alla pancia e a fianco una piccolissima bambina, con valigia, che lo guarda; il testo recita “Andiamo in vacanza?” Scardinando la tradizione che vuole lettera, immagine e parola in perfetta sintonia (E come Elefante), Isol si libera totalmente ma segue due regole: crea immagini evocate dalla composizione di forme geometriche e dà vita a un testo che comprende una parola che comincia con la lettera scelta, in questo caso la parola “vacanza” (ma forse anche la sottintesa valigia). Così di pagina in pagina genera uno stupore divergente, apparentemente ironico ma, sotto la superficie, profondamente emotivo e visionario. Un ennesimo inno all’infanzia. Grazie ad un suggerimento dell’editore italiano, l’opera si completa con una pagina di istruzioni per fare dove Isol spiega il suo progetto e invita i bambini e le bambine a creare il loro abbecedario.

Cristina Busani (da LiBeR 146)

Abbecedario stravagante
Isol;
trad. di L. Vergara Huilcamán
Logos, 2025, 48 p.
(Gli albi della Ciopi)
€ 16,00 ; Età: da 5 anni

 

 

 

Zefì e la scomparsa del Natale
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Zefì e la scomparsa del Natale

 

Con l’albo Zefì e la scoperta del Natale la casa editrice veneziana Storiedichi apre la porta a un mondo in cui tutti vorremmo abitare, anche da adulti. Il Natale è un’iniziazione, uno svelamento di se stessi, una bussola che orienta la metamorfosi dell’anima. Di questo scenario intenso e avvolgente, l’autore Gerardo Attanasio racconta attraverso l’avventura di Zefi, una marmotta che vive con la famiglia in Val Trifoglia e che non vuol saperne di dormire durante l’inverno, così, mentre gli altri ronfano di gusto, esce dalla tana e raggiunge i suoi amici. Il paesaggio che circonda la valle è immobile e silenzioso; Zefi non sente nessun suono, nemmeno delle cascate perché tutti si riposano. Non proprio: infatti Zefì incontra i suoi amici del bosco e con loro inizia a giocare. Al chiarore della Luna, lanciano palle di neve e pigne per divertirsi; poi, attirati da una fioca luce, si dirigono verso una casetta. Dalla finestra vedono un omone, seduto su una poltrona di fronte a un camino acceso, che li invita a entrare. Qui Zefi viene sommerso da lettere e regali destinati a chi ha desideri che nascono dal profondo del cuore. Questo è il segreto del Natale e per la marmotta curiosa e i suoi amici è un grande momento che apre loro gli occhi verso un nuovo mondo. Assieme al signor Barba Bianca, i quattro amici salgono sulla slitta carica di desideri e attraversano il cielo di notte per consegnarli. Dall’alto, Zefi vede un altro mondo meraviglioso e quando torna nella Valle Trifoglia, assieme agli amici addobba l’abete del bosco e corre a svegliare gli altri per condividere la gioia della scoperta del Natale. Questo albo mette a fuoco il potere del desiderio che qui viene “incartato” nello spirito natalizio, ma ciò che rende il racconto interessante sono la curiosità e la scoperta, due fari che orientano i piccoli lettori ai quali viene indicata la strada per riconoscere i segni di questo evento. Il lettore che si affaccia a questo racconto viene catturato dall’effetto stupore creato dalle illustrazioni di Bianca De Magistris. Le pennellate di acquerello creano morbide geometrie che pongono lo sguardo sotto l’effetto magnetico di luci e atmosfere invernali. Una lettura che invita a prendere in mano carta e penna per evocare la magia del Natale.

Adolfina De Marco (da LiBeR 147)

Zefì e la scoperta del Natale
Gerardo Attanasio,
ill. di Bianca De Magistris
Storiedichi, 2024, 44 p.
€ 16,00 ; Età: da 4 anni

 

 

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