Nel numero 123 di LiBeR (lug.-set. 2019) , su idea di Vinicio Ongini, viene sviluppato un tema delicato, complesso e di strettissima attualità: quello dei ponti e dei muri. È passato un anno dalla tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova, e nel panorama internazionale l’innalzarsi di muri, metaforici e non è un fenomeno in continua espansione. L’approfondimento sul significato che ponti e muri rivestono nell’immaginario e nella letteratura è sembrato quindi necessario e urgente, ed è stato realizzato, oltre che con una rassegna di narrativa, albi illustrati e opere di divulgazione, anche con una riflessione sui personaggi ponte, che si fanno portatori di materiali interculturali e diventano elementi di unione, un approfondimento sulla letteratura crossover che si lega all’età dell’adolescenza, e sguardi al mondo della Cina, dove i ponti hanno un ruolo sociale, e del Mediterraneo. Contributi di: Vinicio Ongini, Stefano Calabrese, Valentina Conti, Pino Boero, Michela Monferrini, Angela dal Gobbo, Giancarlo Ascari, Pia Valentinis, Maria Omodeo, Maria Luisa Albano, Enrica Battista, Vichi De Marchi. La copertina e le illustrazioni sono di Roberto Abbiati, che oltre a fare l’attore suona la cornamusa, disegna e progetta manifesti e teatri.


Fin dall’antichità la costruzione di nuovi ponti ha rappresentato per gli uomini una doppia possibilità: quella di fare nuove scoperte e conoscenze ma anche di incorrere in conflitti e divisioni: Vinicio Ongini, nel suo articolo Piccoli costruttori crescono, pubbblicato su LiBeR 123, riflette sulle prime tecniche di progettazione e costruzione dei ponti nel passato, che rimandano alle strategie attivate dai bambini nella quotidianità per realizzare piccole e grandi opere ingegneristiche nel vero senso della parola. Dunque con quali storie si possono costruire ponti? con quali combinazioni? Secondo Ongini esistono veri e propri personaggi ponte, condivisi, portatori di materiali interculturali e di molteplici appartenenze, che diventano elementi di unione. Personaggi come questi sono Giufà, Cenerentola, i Folletti, il Lupo. Anche il crossover narrativo, ovvero quel processo di attraversamento che nel marketing editoriale diventa fenomeno multigenerazionale, può essere definito letteratura-ponte? Ne parlano Stefano Calabrese e Valentina Conti, che riflettono su uno dei tratti più evidenti del mercato editoriale globale, ossia la difficoltà di distinguere oggi modelli estetici e in particolare letterari per adulti o per l’infanzia. Il loro contributo si intitola Crossover e letteratura-ponte e si concentra sulle nuove forme narrative ibride legate all’adolescenza - età che viene vista dall’origine come l’unione degli opposti, il "ponte" in cui tutto interagisce con tutto - caratterizzate dall’accavallamento dei codici di genere, come accade per esempio nei film della Pixar, dove il linguaggio della pop art si creolizza con l’immaginario disneyano. Illustrazioni di Roberto Abbiati.