“Gran parte della letteratura per l’infanzia, a partire dalle fiabe, è stata costruita sull’assenza dei genitori e nell’età moderna si attribuisce alla storia letteraria dell’Ottocento il numero maggiore di testi relativi a giovani protagonisti 'senza famiglia' ... I temi della crescita, della paura di restare soli, dei 'riti di iniziazione' senza la rete protettiva degli adulti possono costituire un intreccio affascinante anche per chi voglia legarli allo sviluppo della letteratura per bambini e ragazzi nella seconda metà del Novecento e negli ultimi trent’anni: se è piuttosto facile partire dalla 'rivoluzione' operata da
Pippi Calzelunghe (1945) e sostenere che il secondo dopoguerra non ha potuto prescindere dall’adesione ai valori di indipendenza dagli adulti che Pippi esprime, non lo è altrettanto rintracciare in testi più vicini a noi nel tempo la persistenza del tema tradizionale e seguirlo nelle sue diverse articolazioni”. Così scrive
Pino Boero nel numero 100 di
LiBeR, dedicato all’infanzia.
Sommario di LiBeR 100