Errori e letteratura vanno a braccetto. Uno sbaglio, un inciampo, un passo falso sono di per sé una drammaturgia, una deviazione, una svolta, un sussultare della navetta della trama sul telaio, che crea una storia. Per Rodari gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli... e i romanzi, come Buchi di Louis Sachar, il cinema (pensiamo a “Nessuno è perfetto”, finale inarrivabile di A qualcuno piace caldo di Wilder, o a Marco Ferreri, che al montaggio lasciava volutamente gli sbagli come parte dei suoi film), il teatro e l’arte tutta sono colmi di riflessioni su cosa significhi cadere in errore, errare, fallare, mancare, prendere un abbaglio – così li mette in fila la Treccani, evidenziando il risuonare dell’etimo nell’ultima espressione – e su come sia indispensabile, fin dai classici, essere consapevoli che non solo non sia possibile sottrarsi a questa dimensione connotativa degli esseri umani, e come sia invece essenziale prenderne atto, sapendo cogliere il frutto di esperienza racchiuso in ogni errore.
Uno sbaglio? Proprio no! di Pieter Koolwijk ritorna così al tempo della scuola dei pennini, del calamaio e dell’inchiostro, della preziosissima purtroppo quasi obsoleta grafia a mano e di un mondo in cui – a meno di non buttare via il foglio – l’errore e le sue stratificazioni, i rimandi e i ripensamenti restavano a testimonianza dell’essere umano con le sue connaturate magnifiche imperfezioni.
Dunque l’albo prende vita dall’inchiostro versato per sbaglio… Ma ci vuole poco, sembra dirci con acume geniale l’autore – immaginando scenari acquarellati di colori che si fondono compenetrandosi gli uni negli altri – ci vuole poco a passare dal compiere un errore a essere identificati con quello, a vedersi affibbiare la cifra degli anomali, dei marginali, degli esclusi.
Non volendo dunque diventare “uno sbaglio umano”, per sfuggire alla pedagogia distorta della colpevolizzazione dell’errore, il nucleo d’inchiostro rivendica il suo essere “macchia” duttile e in metamorfosi, diventando coccinella uccellino pesce, mentre le rime nella traduzione di Olga Amagliani ricreano una gioiosità creativa, dallo spirito rodariano, appunto, libera da ogni classificazione e stigmatizzazione.
Maria Grosso
Uno sbaglio? Proprio no!
Pieter Koolwijk,
ill. di Linde Faas
Clichy, 2025, 32 p.
€ 19,00 ; Età: da 3 anni

