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Rassicurante ninna nanna in versi

Ninna nanna per una pecorella
Eleonora Bellini, ill. di Massimo Caccia
Topipittori, 2009, p. 32
(Parola magica)
€ 14,00 ; Età: da 3 anni

Non tragga in inganno il titolo: il libro non propone una semplice ninna nanna. Se contiene la rima, non è tuttavia una filastrocca, se a ogni pagina si presenta un numero, non è un libro che insegni a contare. E se nel punto di massima tensione appare un lupo (o meglio una mamma lupa), non è la nota favola del lupo e dell’agnello.
È, anzitutto, una bella storia: vengono narrati lo smarrirsi, il buio che incombe, l’ansia di trovare un rifugio sicuro e – non si tema – c’è un lieto fine.
L’atmosfera è quella di Era una notte buia e tempestosa, ma naturalmente il contesto è diverso: è una notte stellata, una pecorella rincorre una stella, si smarrisce, si spaura del buio fitto, finché vede, lontano, “quattro fiammelle che brillan più delle stelle”: è il pastore che la viene a cercare? Ahinoi, no: sono gli occhi di due lupi. E qui sta il momento più interessante, risolutivo e catartico: nessun accenno al fatto che i lupi divorino le pecore, la minaccia non è nemmeno suggerita, è solo lasciata all’immaginazione del lettore. Ma, per assaporare pienamente la storia, per comprendere lo scampato pericolo e trarne il giusto godimento, il bambino dovrebbe avere già incontrato, nelle fiabe, la figura del lupo.
Dice la lupa: “Mia pecorella, sola e sperduta, la notte è fredda, il bosco nero. Ti sarò mamma, casa e sentiero. Ti darò sogni di erba e trifoglio, sonno di latte, letto di figlia”. Si conclude così l’incontro tra mamma lupa e la pecorella, senza alcuna ferocia, anzi, con tenerezza. “Ma ci sarà da fidarsi?” finisce per pensare il lettore.
Da un lato il testo breve, le rime, le continue assonanze che non inducono alla cantilena, ma introducono invece alla bellezza della poesia; dall’altro, i numeri presenti su ciascuna pagina non spingono a contare, ma definiscono il susseguirsi delle azioni, rendono evidente il ritmo della narrazione.
Le illustrazioni essenziali, l’eleganza del segno, le campiture omogenee, la tavolozza ridotta, le figure circondate da un grosso contorno nettamente delineato, l’accostamento dei colori, attribuiscono al libro la raffinatezza di un prodotto di alta qualità grafica.
La conclusione è rassicurante: “Chiudete il libro, ma fate pianino. Chiudete gli occhi. Il sonno è vicino.” Che è come dire: lupi e pecore possono convivere come il nero e il bianco, la notte e il giorno, come fanno gli elementi opposti del nostro animo.

Angela Dal Gobbo
(da LiBeR 86)
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