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I gialli di vicolo Voltaire
(Serie)
Pierdomenico Baccalario, Alessandro Gatti
Piemme, 2009, p. 190
(Il battello a vapore)
€ 11,50 ; Età: da 9 anni

Baccalario, “gioiosa macchina da guerra di libri”, dal fantasy al mystery, dal thriller al giallo, dopo la serie mondadoriana Candy Circle, in cui una banda di ragazzini dai 7 ai 14 anni di Londra indaga intorno a misteri e crimini che i grandi non vedono o non sanno risolvere, adesso con Gatti inaugura la nuova serie I gialli di vicolo Voltaire, con la differenza che questa è ambientata a Parigi e il Club dei sette detective è misto per età. Quattro sono adulti: un principe del foro in pensione, madre e figlio grandi appassionati di enigmi giornalistici, un postino dal passato un po’ oscuro e tre ragazzi, i fratelli Annette e Fabrice, di 13 e 12 anni, e il sedicenne Lalou del Mali, tutti abitanti, appunto, nello stesso palazzo di vicolo Voltaire. Si riuniscono segretamente in un appartamento disabitato che apparteneva al più famoso detective di Parigi dopo Maigret.
La prima indagine (Un bicchiere di veleno) è molto semplice per i giallisti esperti, alla soluzione ci possono arrivare anche i bambini, oggi avvezzi al genere e smaliziati da quantità industriali di telefilm, tanto è vero che c’è più di un omicidio al veleno e altri tentativi con pistola, ma senza effettacci sanguinolenti. Piuttosto il giovane lettore è stimolato a mettere alla prova le sue capacità di osservazione e deduzione, a notare e registrare gli indizi (Annette lo fa sul suo telefonino), a collegarli e seguirli come i sassolini di Pollicino, di pari passo con gli autori e i giovani investigatori del libro. Tutto ciò è educativo? Certamente è formativo (dell’intelligenza), soprattutto se è divertente e godibile. Tutto comincia con un tentato investimento da parte di un’auto pirata, a cui assistono casualmente i due fratelli, che con la loro curiosità mettono in moto la macchina investigativa che porta alla scoperta di un falso testamento che è all’origine della catena di delitti.
Ambienti, atmosfere, personaggi, modalità delittuose (il veleno) fanno pensare ad autori e storie d’altri tempi, a Simenon, alla Biblioteca dei miei ragazzi, a Sherlock Holmes e agli Irregolari di Baker Street, a Enid Blyton, ma poi un cellulare, un computer, Internet, Facebook, gli euro ci riportano all’oggi. Risolto il caso e assicurato il colpevole alla giustizia, i sette si dileguano silenziosamente e anonimamente, pronti a rientrare in azione nel volume successivo dal titolo molto eloquente, Non si uccide un grande mago.

Fernando Rotondo
(da LiBeR 84)

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