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Tra leggenda e tradizione

Il fantasma del circo d’inverno
Fred Bernard, ill. di François Roca;
trad. di F. Del Moro
Logos, 2017, 40 p.
(Illustrati)
€ 18,00 ; Età: da 5 anni
    
Dal 1852 a Parigi nel XI arrondissement, all’incrocio tra rue de Filles Calvaires e rue Amelot si trova il Cirque d’Hiver, un edificio ovale con colonne corinzie e costruito all’interno come un piccolo Colosseo, che all’epoca poteva contenere fino a 5900 persone.
Un luogo, il cirque, destinato a raccontare la storia di una società e dei suoi mutamenti e a consegnare un’eredità fatta di voci che narrano i fatti che l’hanno reso celebre.
Nell’albo illustrato la coppia Bernard e Roca racconta una leggenda custodita tra le mura del cirque. In una cornice di inchiostro e di colori due narratori, Spirit, una scimmia assieme a Dino, un pappagallo, cercano di svelare il mistero delle apparizioni del fantasma. Dino sostiene di aver percepito la presenza del fantasma nelle scuderie, ma Spirit pensa che il suo amico piumato sia un credulone, abbia le visioni e che, in un edificio centenario, è normale sentire rumori inquietanti. In effetti, alla leggenda del fantasma in molti lì dentro ci credono e raccontano. Le conversazioni sull’argomento si allungano ma sono i cacatua a dare ragione a Dino e a far vacillare Spirit, raccontando che un trapezista fu salvato da una donna che vide prima di perdere conoscenza dopo una caduta che gli avrebbe sicuramente procurato la morte. Nello spettacolo di quella sera, però, ci sarà Marina Ants, una domatrice di formiche rosse che comunica con gli spiriti tramite i suoi animali. Durante la sua esibizione, Marina Ants chiede alle formiche se al cirque esiste un fantasma e… ognuno avrà la propria risposta.
Ancora una volta la coppia artistica propone una leggenda, un appuntamento tra passato e presente in un edificio che accoglie l’immaginario fatto di meraviglia e stupore, e il sacrificio quotidiano di tanti artisti che sanno regalarlo al loro pubblico. Alla fine del libro si entra nella storia del più famoso circo d’Europa in due pagine ricche di dettagli curiosi sulla famiglia Bouglione, che continua a portare avanti la tradizione di famiglia accogliendo artisti internazionali.
Un volume raffinato che presenta tutto lo spessore artistico degli autori, sempre attenti nella selezione delle loro trame sospese tra leggenda e tradizione e nella palette cromatica che rende vivi i loro personaggi nelle loro ambientazioni.

Adolfina De Marco
(da LiBeR 115)

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