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Storie di bambini
I disegni di Letizia Galli per un progetto espositivo itinerante in cinque sedi

Con un logo che simboleggia le cinque città italiane sedi della mostra, intrecciate graficamente tra loro a significare un’unità di intenti, nasce un progetto espositivo con uno sviluppo temporale complessivo di quasi tre anni
NAPOLI, FIRENZE, VENEZIA, MILANO, ROMA

L’idea di una mostra accompagnata da numerose iniziative concomitanti nasce da una visita dell’artista Letizia Galli all’Istituto degli Innocenti di Firenze. Da qui nasce anche la storia di Agata Smeralda, un vicenda di pura fantasia, ispirata da quella della prima bambina lasciata il giorno di Sant'Agata, il 5 febbraio 1444, nella “finestra ferrata” del nuovo Spedale. Appena terminata; la struttura realizzata su progetto di Filippo Brunelleschi, il più celebre architetto del tempo, era nata per volontà dei fiorentini di allora di offrire agli orfani una sede di accoglienza di grande rilievo. Questa attività ebbe inizio proprio con la piccola Agata che, come si racconta nel libro che esce in occasione della mostra – testo e disegni di Letizia Galli, edito da Franco Cosimo Panini – saprà da sola inventarsi un mondo tutto suo e dotarsi di forza e coraggio per sfuggire al destino delle bambine come lei orfane, le quali, a quel tempo, sarebbero rimaste come inservienti nello Spedale, oppure a servizio nelle case dei nobili fiorentini, o sarebbero state destinate a un matrimonio “combinato”. Agata, invece, persegue un ideale di libertà e autodeterminazione. Letizia Galli ha proposto la storia di Agata Smeralda alla presidente dell'Istituto, Alessandra Maggi, e si è concretizzata l'idea di una mostra di grandi dimensioni in cui sarebbero esposti circa 210 disegni originali dell'artista – tratti da vari personaggi dei suoi libri per bambini pubblicati, oltre che in Italia, anche in Francia, Germania, Spagna Stati Uniti e Giappone – per offrire ai visitatori, in particolare ai bambini, numerosi spunti di riflessione, su realtà geografiche ed esistenze diverse di bambini di oggi e di ieri. Anche dopo la chiusura nel 19° secolo della “finestra ferrata”, l’Istituto degli Innocenti accoglie, protegge e sostiene bambini, madri e famiglie in difficoltà ed è proprio a loro che è dedicata la mostra, che si svolgerà in diverse strutture storiche fondate in nome delle opere di assistenza, a partire dal 20 novembre 2016, da Napoli, dalla Real Casa dell'Annunziata, per poi approdare a Firenze, all’Istituto degli Innocenti e di seguito a Venezia, Milano e Roma.
Letizia Galli nasce a Firenze, dove si laurea in architettura, ma si dedica con scarso entusiasmo a questa carriera, fin quando disegna per il Corriere dei Piccoli una serie di fumetti adattati dalle grandi opere di teatro o dell'opera lirica; esperienza che sarà fondamentale nel convogliare le sue passioni e il suo talento artistico. La sua prima fonte di ispirazione è il patrimonio artistico dell'Italia, caro alla sua infanzia toscana e, solo con la complicità di vari autori, crea libri che contengono allo stesso tempo una forte impronta divulgativa sostenuta da una grande immaginazione, capaci di rendere accessibili ai bambini l'universo artistico di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, il cinema di Fellini, personaggi storici quali Cristoforo Colombo, i personaggi della commedia dell'arte, i miti greco romani, la Bibbia. Grande ammiratrice dell'avanguardia russa ma anche della Pop-Art Letizia Galli spazia dai disegni per campagne pubblicitarie di grandi aziende quali Standa, Parmalat, San Pellegrino, Fiuggi e altre, alla collaborazione con riviste come Panorama, Grazia e molte altre. Come illustratrice e autrice-illustratrice pubblica numerosi libri tradotti poi in 27 lingue. L’artista, che divide la sua residenza fra Parigi e Firenze, ha donato negli ultimi anni l'insieme delle sue opere fino al 2010 (2906 originali) al Musée de l'Illustration Jeunesse di Moulins sur Allier, cittadina non distante dalla capitale francese, praticamente l'unico museo dedicato all'illustrazione generalista in Europa con la missione di far conoscere al grande pubblico l'illustrazione attraverso mostre, laboratori e master class.
Tornando all'esposizione è proprio la storia di Agata Smeralda a costituire una sorta di filo rosso che la collega a tante altre storie: vicende di bambini meno fortunati, immagini d'infanzia di alcuni dei personaggi più celebri della storia, storie di paure e fragilità infantili da superare e altro. La storia di Igor è una di queste: pubblicata nel 1997 da un editore svizzero e tradotta in italiano col titolo Il suo nome è Igor, è ispirata dalla figura di un bambino realmente scorto dall'autrice mentre mendicava nella metropolitana di Mosca, esempio di infanzia abusata, paradigma di tutti quei bambini sfortunati che cadono nelle reti mafiose che si servono di loro per mendicare, per lavorare, o peggio ancora per combattere, prostituirsi o per donare organi; ma Igor, come Agata, riuscirà a far prevalere la sua vitalità e la sua salvifica immaginazione. In Come la farfalla, racconto pubblicato nel 2000, tratto da una storia vera, Abdou, un bambino africano che ascolta le voci di una misteriosa farfalla e sogna di raggiungere l'Europa per sfuggire alle carestie e alla siccità del suo Paese, il Ciad; una storia che anticipa il dramma dei bambini migranti di oggi. Tutt'altra storia quella di Mona Lisa, il segreto del sorriso, con un giovane Leonardo, genio stravagante, che amava anche divertirsi e fare scherzi ai propri amici. Per i Duchi di Milano allestiva feste e matrimoni che divennero celebri in tutta Europa.
Tutte le 12 storie in mostra sono inquadrate in un progetto espositivo – ideato dall'artista Michele Iodice in 12 strutture autoportanti a tre sezioni orizzontali, decrescenti e oblique con un cerchio superiore in cui affiora un impulso rinascimentale riproposto in una sintesi moderna. Ogni espositore, attraverso il suo o suoi protagonisti, presenterà un tema diverso. Ci sarà a disposizione un libro in lingua italiana da consultare sul posto, in modo che i visitatori possano, oltre che ammirare i disegni – i veri disegni dell'artista e non solo le riproduzioni su carta – anche vedere il libro pubblicato e conoscere la storia che si racconta.
La mostra si propone anche come importante momento didattico e di stimolo alla creatività con laboratori rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado, mirati su singole storie e tematiche, realizzati in collaborazione con alcuni importanti enti culturali che da tempo lavorano sul territorio partenopeo e che saranno presenti ogni giorno con i loro esperti nello spazio didattico. Nella prima sede dell’esposizione, la Real Casa dell’Annunziata di Napoli, ogni laboratorio sarà preceduto da una visita alla ruota degli esposti ed al Succorpo, il meraviglioso spazio a pianta circolare realizzato dal Vanvitelli.

Il progetto ha un sito dedicato: http://storiedibambini.org/

Claudio Anasarchi
  

 

 

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