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Carta batte forbice
Gli esiti imprevisti di una civile manifestazione in difesa delle biblioteche

L’assemblea pubblica indetta alla Biblioteca Nazionale di Roma da Generazione Trenta Quaranta (TQ) sul tema “Carta batte forbice, contro i tagli alla cultura – per le biblioteche come bene comune – per una rivolta del sapere”, martedì 11 ottobre, dalle 17.00 alle 22.00 ha avuto un esito imprevisto: ad attendere bibliotecari, traduttori, scrittori, editori, professori universitari, ricercatori, archivisti arrivati davanti ai cancelli sbarrati della biblioteca c’era un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa.

Pubblichiamo alcuni comunicati emessi da associazioni: dal Forum del Libro, che aveva aderito all’iniziativa, e dall'Associazione Italiana Biblioteche.
Chiediamo ai nostri lettori di inviarci le loro osservazioni che saranno pubblicate su LiBeRWEB:

Invia un tuo commento a liberweb@idest.net

Comunicati

Comunicato del Forum del Libro
Il Forum del Libro aveva aderito all’assemblea pubblica “Carta batte forbice” che varie realtà del mondo della cultura avevano promosso per la giornata di ieri presso la Biblioteca Nazionale di Roma, per discutere dei tagli alle biblioteche e della crisi insostenibile in cui esse versano, che sta causando forti riduzioni del servizio e sta portando tanti istituti inesorabilmente verso una chiusura di fatto.
Al loro arrivo in biblioteca, gli organizzatori e i partecipanti hanno trovato i cancelli sbarrati e un cordone di polizia in tenuta antisommossa, perché la Direzione della Biblioteca aveva deciso di non autorizzare più l’assemblea: questo spiegamento di forze, assolutamente sproporzionato, ci è sembrata un’inutile provocazione.
Tutti abbiamo sempre pensato alle biblioteche come luoghi del confronto e del libero accesso alla conoscenza. Invece ci siamo trovati di fronte all'immagine di una struttura chiusa, che rappresentava emblematicamente  le difficoltà che nel nostro Paese si incontrano quando si vuole scavalcare il muro che divide chi gestisce la cosa pubblica e la politica culturale dalla società civile: gli agenti con gli elmetti erano stati chiamati per contrapporsi a chi voleva difendere le biblioteche!
Resta la nostra convinzione che sui problemi delle biblioteche si possa e si debba discutere dentro le biblioteche, promuovendo un dibattito ampio e civile, aperto a tutti gli operatori della cultura e del mondo del libro, e ancor di più alla società civile, che meritoriamente aveva mostrato interesse ai destini delle biblioteche e al loro ruolo nella vita delle nostre comunità.

Roma, 12  ottobre 2011



Comunicato dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB)
L'Associazione Italiana Biblioteche esprime la protesta della comunità bibliotecaria italiana per quanto accaduto a Roma l'11 ottobre in occasione della manifestazione "Carta batte forbice", organizzata da varie componenti del mondo della cultura per discutere della crisi e del futuro delle biblioteche italiane, alla quale l'AIB ha aderito e partecipato.
Riteniamo inaccettabile che la richiesta di svolgere un'assemblea pubblica nei locali della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma per discutere di questioni cruciali non solo per chi lavora nelle biblioteche ma per tutti i cittadini possa essere ridotta a un mero problema di ordine pubblico.
L'AIB ribadisce che le biblioteche devono essere, prima ancora che luoghi deputati allo studio e alla ricerca, luoghi aperti alla libera espressione delle idee e alla costruzione di una coscienza civica fondata sulla centralità della cultura e dell'istruzione. Questi principi sono fondativi per la nostra Associazione e dovrebbero esserlo per l'intero Paese.
La situazione che si è creata alla Biblioteca nazionale di Roma ci ricorda invece che basta poco per trasformare un luogo di cultura in uno spazio inaccessibile e ostile, con una sproporzione fra azione e reazione. Le biblioteche non si difendono con le camionette della polizia ma mettendole in condizione di svolgere i loro compiti istituzionali, dotandole di risorse e personale, riorganizzando funzioni e responsabilità.
In Germania i visitatori delle biblioteche superano gli spettatori del campionato di calcio; negli Stati Uniti l'investimento sulle biblioteche è parte integrante degli interventi governativi per contrastare la crisi economica; in Francia, Gran Bretagna e Spagna le biblioteche nazionali ottengono finanziamenti e dispongono di personale, attrezzature, risorse adeguate a un paese G8.
In Italia, invece, moltissime biblioteche appartenenti a tutti gli ambiti di responsabilità istituzionale (Stato, Università, Enti locali) sono giunte a un punto tale da rendere ormai impossibile l'esercizio delle funzioni istituzionali più elementari, pregiudicando il diritto dei cittadini alla cultura, all'istruzione, alla conoscenza e alla conservazione della memoria nazionale.
L'AIB promuoverà una serie manifestazioni pubbliche nelle principali città italiane per sensibilizzare i cittadini, gli amministratori pubblici, gli operatori della cultura sugli effetti della crisi che colpisce le biblioteche ma anche sul loro ruolo di servizio essenziale e sulle loro potenzialità.
Vogliamo che questa discussione riparta da Roma e dalla Biblioteca nazionale centrale, assurta a simboleggiare una condizione fondamentale per il rilancio delle biblioteche: non luoghi separati dalla società ma beni comuni da tutelare e promuovere, centri pulsanti della vita culturale, luoghi aperti al confronto democratico delle idee e alla socialità.
L'AIB ha chiesto formalmente al Ministro Galan di poter svolgere nella Biblioteca Nazionale di Roma l'assemblea pubblica che martedì 11 ottobre non si è potuta tenere e promuoverà un appello pubblico a difesa delle biblioteche rivolto a tutta la società italiana, perché le biblioteche possano continuare a svolgere un ruolo essenziale per i cittadini e per la cultura del nostro Paese.

Stefano Parise - Presidente Associazione Italiana Biblioteche
Roma, 14 ottobre 2011




Il Ministro Ornaghi crede alle favole?
Ricorderete tutti i fatti di Roma dell'ottobre scorso: la Biblioteca nazionale centrale blindata dalla polizia e le persone convenute per partecipare a un'assemblea pubblica in difesa delle biblioteche costrette a rimanere fuori dai cancelli. Un fatto di gravità inaudita, documentato dalle telecamere della Rai e recentemente andato in onda nella trasmissione “Presa diretta” su Rai3. Gli onorevoli Melis, Levi e Ghizzoni avevano presentato una interrogazione parlamentare per chiedere conto al Ministro (allora a capo del MiBAC c'era Giancarlo Galan) delle ragioni che avevano determinato una reazione di tale evidente sproporzione.
Il 15 marzo scorso il Ministro Ornaghi ha risposto, rendendo nota la versione ufficiale dei fatti: apprendiamo che la forza pubblica si è presentata spontaneamente in biblioteca a seguito di una segnalazione pervenuta dall'Università, che dava per imminente un tentativo di occupazione da parte di “soggetti non bene identificati”.
Potete leggere la risposta del Ministro a: http://www.aib.it/attivita/comunicati/2012/20886-risposta-ornaghi-fatti-ottobre-2011_bncr/.
Una lettura amena, frutto di una ricostruzione dei fatti piuttosto fantasiosa: secondo il Ministro la biblioteca non ha mai smesso di funzionare anche se i cancelli esterni erano chiusi e nessuno poteva entrare né uscire. Missione compiuta insomma: i facinorosi non sono riusciti a piantare la loro bandiera nell'atrio mentre all'interno nessuno si è accorto di nulla. Una versione che cozza con il buon senso prima ancora che con l'evidenza dei fatti, testimoniata dai molti colleghi presenti.
Vorrei rivolgere una supplica al Ministro: eccellenza, desidereremmo conoscere il nome del genio che ha ispirato la Sua risposta e chiedergli di dedicare almeno una parte dei suoi talenti al buon funzionamento della BNCR. Con tanta creatività a disposizione sono certo che nessuno sentirà più il bisogno di indire assemblee a sostegno della principale biblioteca italiana.

AIB - Newsletter della Presidenza n. 5 (27/03/2012)

 
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