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  Data 03-Feb-2011  Stampa la pagina corrente  Mostra la mappa

Il kit del bibliotecario scolastico - Parte seconda

La formazione nell’area documentale e agli strumenti di gestione per le biblioteche scolastiche

di Ivo Mondini 

Per la formazione nell’area documentale e biblioteconomia e tecnologica
Per farsi un’idea in generale delle competenze attinenti alla gestione di una biblioteca scolastica (d’ora in poi bs) rimane sempre valido il manuale elaborato da Loris Pellegrini (1) e i materiali già segnalati nei corsi di formazione o nel Master del bs dell’università di Padova. Recentemente V. Baudo in Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi (2) ha cercato di ridisegnare il ruolo delle bs e delle biblioteche per ragazzi (d’ora in poi br) in modo da soddisfare i bisogni informativi della Net generation, quella cioè dei ragazzi nati con internet e che usano gli strumenti del web 2.0, per comunicare (social network) e per fare ricerche. “Non si tratta di insegnare una tecnica o tecnologia destinate ad essere superate …, ma insegnare un’abilità di recupero e un suo critico delle informazioni nell’ottica di un vero lifelong learning, in questo campo biblioteche e scuole hanno molto da dire”. L’autrice al cap. 3 “Biblioteca 2.0: le sfide e le opportunità per le bs e le br” propone anche esempi concreti per ridisegnare la bs o dei ragazzi sul modello del web 2.0. nell’uso dei blog (3), dei wiki (4), dei Feed RSS per tenere in contatto i lettori tra loro e con la bs, sviluppando una sorta di fidelizzazione del lettore. In sostanza si tratta di conoscere gli strumenti tecnologici di seconda generazione (del web 2.0), usati abitualmente dai ragazzi, per tenere in contatto i ragazzi col mondo del libro e della lettura. Immagino le perplessità di molti colleghi ad avventurarsi in questo campo sia per motivi generazionali (ma questo non è un difetto, anzi!), ma soprattutto per  mancanza di formazione sul piano delle nuove tecnologie (5). D'altronde il 27/07/2010 il Ceo di Amazon, la più grande libreria on line americana, ha dichiarato che negli ultimi tre mesi ha venduto più libri digitali (e-book) che libri a stampa in un rapporto di 143 a 100 (6) Dobbiamo quindi attrezzarci per far incontrare il libro in versione elettronica e quello a stampa delle bs. L’ autrice verso la fine del testo propone un interessante progetto di promozione della lettura sul modello di bs 2.0. In sintesi a partire da un tradizionale gruppo di lettura attorno ad un percorso tematico, organizzato in una scuola media, ipotizza: a) la creazione di un blog per continuare la discussione nata in un incontro reale nel quale postare anche recensioni di altri libri che si stanno leggendo, b) un gioco di scrittura e riscrittura delle storie utilizzando un wiki, c) la possibilità di conoscere meglio l’autore e i temi del libro utilizzando i Feed RSS, d) la registrazione in sonoro (audioblogging) o in video (videocasting) delle riunioni del gruppo naturalmente postate sul blog, e) creare la biblioteca dei loro libri preferiti usando Anobii e Library Thing o la biblioteca personale di Google libri. Nel recente Il mondo in biblioteca, la biblioteca nel mondo (7)  diversi studiosi riflettono sui modelli nazionali e internazionali del bibliotecario e delle biblioteche; purtroppo manca un intervento dedicato alle bs. Tuttavia meritano una segnalazione il contributo di Innocenti riguardante l’impatto della biblioteca sulla lingua, sulla costruzione dell’identità linguistica e nazionale, sul neoalfabetismo primario e di ritorno (8) e l’analisi di Solimine (9) sulla biblioteca glocale, cioè sempre meno globalizzata e sempre più vicina alle esigenze del territorio: “manca una via italiana alla biblioteca di base e forse il fatto che questo modello autoctono non è emerso può essere una  delle cause per cui la biblioteca pubblica non ha messo radici e non sfonda il muro del 10%; questa è la quota di popolazione residente che diventa utenza abituale delle biblioteche. … Tra le soluzioni: puntare sui servizi di lettura, sul supporto allo studio, sulla multimedialità, sull’intrattenimento, su una politica del web, sul potenziamento dei servizi di rete”. Blasi presenta il recente progetto  “MedialibraryOnLine” (10), il primo network italiano di biblioteche pubbliche di ente locale per lo sviluppo di servizi di digital library e Agnoli offre una buona panoramica sulle attuali tendenze delle biblioteche orientate al servizio all’utenza (11) e approfondisce il modello di Idea Store (12), il “magazzino delle idee”, una via di mezzo tra la libreria, la biblioteca e il centro commerciale. A. J. Pikard nel poderoso volume La ricerca in biblioteca (13) vuole offrire al bibliotecario strumenti per fare ricerca nel quotidiano, affinchè sappia usare una molteplicità di metodi e procedure per risolvere problemi, prendere decisioni e guidare l’innovazione nei diversi contesti in cui si troverà ad operare. “Il ruolo del bibliotecario ricercatore è quello di un professionista che apprende in modo fattivo […] è esso stesso uno strumento di raccolta dei dati che estrae dalla molteplice realtà del contesto in cui lavora […] Se tentiamo di migliorare i servizi, i metodi di ricerca spesso ci offrono una risposta, ci possono aiutare ad identificare i problemi che si presentano nella pratica lavorativa”; dunque un’ottima guida di riferimento ai metodi di ricerca per chi si occupa della biblioteconomia.

Quale software di gestione per le bs?
Dal 2000 ogni bs può scaricare il software Winiride (14) appositamente realizzato dall’ex Indire per le bs. Nel tempo sono state rilasciate nuove versioni in grado di derivare in locale, ma anche on line da Liberweb e da Sbn online. Inoltre è possibile per le reti di scuole o anche singole bs costruire il proprio opac con un minimo di conoscenze tecniche, e ad oggi tra reti di scuole e singoli istituti se ne contano quasi 150 (15) Tuttavia dal 2004 con il progetto del Miur “Biblioscuole” è stato attivato l’Opac delle biblioteche scolastiche italiane (16) e il Metaopac delle bs. L’esito attuale, senza contare i cataloghi delle bs che usano gestionali proprietari o di biblioteche di ente locale, è di totale confusione; tuttavia mentre il progetto Biblioscuole è stato chiuso dal Miur, l’utilizzo di winiride in capo ad Ansas rimane valido, come anche l’assistenza tecnica, anche se il programma avrebbe bisogno di una revisione grafica e di una implementazione con gli strumenti del web2.0.

Didattica della e in Biblioteca
Di attività didattiche nelle/delle bs si è parlato anche recentemente in vari convegni; di seguito alcuni rimandi:

La biblioteca che fa educazione informale: alfabetizzazione, informazione, formazione, aggiornamento":
http://www.bcr.puglia.it/tdm/workshop10.htm

L’apprendimento 2.0 nella biblioteca scolastica:
http://www.goethe.de/ins/it/rom/ver/it5760673v.htm

Convegno “L’Italia che non legge – lettori piccoli e grandi nell’era digitale”:
http://www.litaliachenonlegge.it

“Bolibri” Bologna città dei libri per ragazzi:
http://www.bolibri.it/

La biblioteca scolastica e la "next generation:
http://www.aib.it/aib/congr/c54/prog.htm3#n

Per farsi un’idea delle attività che si possono sviluppare in bs, rimando alla mappa concettuale delle bs (17) e segnalo i materiali indicati sul portale del progetto Biblioscuole che sono un ottimo punto di partenza:

Insegnare la biblioteca: modelli strumenti esperienze:
http://www.biblioscuole.it/public/ins_biblioteca/index.htm

Biblioteche scolastiche – Rassegna annuale di temi, informazione e documenti:
http://www.biblioscuole.it/public/sommario-21.htm


NOTE

(1) La pagina del bibliotecario scolastico, con il link per il manuale in http://www.webalice.it/loris.pellegrini/biblioteche

(3) Si intende qui il blog come strumento educativo; a pag. 116 “Una veste grafica piacevole e ben curata è di sicura importanza … si possono creare rubriche con cui fidelizzare il lettore: il libro del mese, le bibliografie tematiche, consoci il tuo bibliotecario, lo sai che? Alla scoperta dei servizi della bs…

(4) Sul modello di wikipedia nel quale tutti possono inserire contributi sviluppando e arricchendo lo stesso testo, Baudo propone come esempio didattico un wiki sulla storia della propria città,…” invece di compulsare libri, tagliare e incollare da Internet; per la promozione della lettura un wiki di scrittura collaborativa di una storia, permettendo ai ragazzi di svilupparne la trama”

(5) Per quanto all’uso didattico degli strumenti del web 2.0 il Miur ha proposto il progetto di formazione “Scuola digitale, classe 2.0” per l’utilizzo delle LIM, Lavagne interattive multimediali, acquistate in molte scuole secondarie di I^. I dettagli del progetto e i materiali di formazione sono in http://www.scuola-digitale.it/classi2.0

(6)  “E’ il primo esempio di sorpasso compiuto dagli e-book sui libri di carta. Amazon ha annunciato che negli ultimi tre mesi ha venduti più libri digitali (e-book) che cartacei "hardcover", in un rapporto di 143 a 100. E nell'ultimo mese il rapporto è salito ancora: per ogni 100 hardcover ci sono stati 180 e-book. Gli hardcover sono i libri con copertina rilegata, com'è tipico delle prime edizioni. È un indizio secondo cui, per le nuove uscite, gli utenti di Amazon preferiscono la versione e-book. Non solo: Jeff Bezos, il numero uno di Amazon, ha aggiunto che le vendite di e-book sono triplicate nel primo semestre 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009.

(7) Il volume raccoglie i materiali prodotti in occasione del convegno “Il mondo in biblioteca, la biblioteca nel mondo. Verso una dimensione internazionale del servizio e della professione” svoltosi a Milano il 12 e 13 marzo 2009, edito da Bibliografica Milano 2010

(8) “Secondo statistiche 1983 del Dipartimento dell’educazione negli Stati Uniti si trovano 27 milioni di adulti funzionalmente analfabeti e oltre a questi altri 47 milioni avevano difficoltà significative  a leggere, scrivere, far di conto ad una soglia minima.

(9) La biblioteca glocale: tra identità culturale modelli internazionali e dimensione unilaterale, pag. 36 – 47 op. cit.

(10) Si veda www.medialibrary.it

(11)“Il numero degli iscritti alle biblioteche è in calo ovunque, anche nei paesi europei a forte tradizione di lettura, in Olanda, in Francia, in Gran Bretagna nonostante massicci investimenti pubblici” op. cit.

(12) Vedi l’ampio articolo di A. Galluzzi pubblicato su “Bibliotime” n. 11 (2008) in http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/num-xi-2/galluzzi.htm

(13) Alison Jane Pikard, La ricerca in biblioteca,Editrice Bibliografica, Milano 2010

(14) La Home page si trova in http://www.winiride.it costantemente aggiornata con una serie di link e indicazioni per ottenere assistenza.

(17) Vedi http://web.tiscali.it/biblioscuola in didattica della biblioteca scolastica.

 
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