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LiBeR 85
LiBeR 85
[Gennaio – Marzo 2010]

Sommario

Omosessualità
L’adolescente omosessuale inesistente, Paolo Zanotti (p. 17-20)
Omoaffettività senza steccati, Fernando Rotondo (p. 21-26)
L’importanza di essere se stessi, intervista a Philip Ridley di Federica Velonà (p. 24-25)
La mela di Eva e il globo di Platone, Selene Ballerini (p. 27-28)
Un film sul coraggio di rinascere, intervista a Donatella Maiorca di Federica Velonà (p. 29)
L’amore raccontato a fumetti, Marco Pellitteri (p. 30-33)
In biblioteca con le storie gay. Proposta di lettura da LiBeR Database (p. 34-37)
I sondaggi di LiBeR
Non solo bestseller, Domenico Bartolini e Riccardo Pontegobbi ; consulenza statistica di Ilia Barsanti (p. 38-49)
I sondaggi di LiBeR, Alessandra Pecchioli, Elena Tonini (p. 39)
Un caso concreto: la Biblioteca di Villa Montalvo (p. 49)
Pedagogia della lettura
L’eterno ragazzo della guerra di Corea, Antonio Faeti (p. 50-52)
Orienteering
Tribù del pollice, Manuela Trinci (p. 53-54)
Leggere insieme
Ce lo dicono i bambini, Maria Letizia Meacci (p. 55)
Teatro/Ragazzi
Facciamo teatro, Mafra Gagliardi (p. 56-58)
Dossier Segnali di lettura
Libri in movimento: caravanlettura, Maria Serena Quercioli (p. 58-59)
Materia grigia (p. 66-63)
Va ora… la lettura!, Ilaria Tagliaferri (p. 64)
Rubriche
Ruba bandiera
Wrestling: il gioco dei giochi, Roberto Farnè (p. 65-66)
La cattedra di Peter
Cuore nel cinema muto italiano, Emy Beseghi (p. 67-68)
La cassetta degli attrezzi
Giardini segreti e stanze dei bambini, Fernando Rotondo (p. 69-72)
LiBeRWEB
Buon compleanno LiBeRWEB! (p. 74)

Le Recensioni
20 libri usciti negli ultimi mesi recensiti dagli esperti di LiBeR.

Inserto redazionale
In collaborazione tra Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e LiBeR, il quarto fascicolo annuale de La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi, con le segnalazioni di 418 novità di luglio-ottobre 2009.

L’illustrazione di copertina è di Guido Scarabottolo.


Comunicati stampa

pdf_small Comunicato n. 1
pdf_small Comunicato n. 2


Estratti

Omosessualità

Paolo Zanotti (L’adolescente omosessuale inesistente: una riflessione sul complesso rapporto tra adolescenza e omosessualità: “Tra fine Ottocento e inizio Novecento la questione delle (inevitabili, si riteneva) esperienze omosessuali adolescenziali assillava educatori e pedagogisti, ma in modo abbastanza reticente. I ragazzi sorpresi ad avere rapporti tra loro andavano, certo, silenziosamente espulsi, perché non mettessero in pericolo il buon nome della scuola. Dall’altra parte però l’omosessualità veniva fino a un certo punto tollerata, purché si trattasse di una fase transitoria, precedente allo sviluppo di una sessualità normale che avrebbe condotto i giovani, alla fine dell’adolescenza e all’uscita dalla scuola, a metter su famiglia (l’ideale sarebbe stato addirittura che l’omoerotismo adolescenziale si limitasse alla fase platonica, perché l’esperenza carnale avrebbe – così si pensava – potuto condurre a un’“inversione” duratura e irreversibile). Un po’ come ai marinai, anche agli adolescenti era insomma permesso avere esperienze omosessessuali “di situazione” (dovute cioè alla mancanza di donne) senza che la loro (in questo caso futura) virilità venisse messa del tutto a repentaglio.
Se passiamo dal discorso pedagogico e psicologico a quello letterario, il quadro non è troppo diverso. Come sempre accade, la letteratura si incaricò immediatamente di fornire le parole e le trame per raccontare e rendere accettabile la nuova realtà e il nuovo concetto di adolescenza”).

Fernando Rotondo (Omoaffettività senza steccati: un percorso tra i libri per ragazzi che parlano di omosessualità: “In precedenza si era alluso a rapporti di 'virile amicizia' sospettati di essere cripto-omo-erotici tra coppie quali i salgariani Sandokan e Yanez, Mano di Ferro e Wanitou nella saga di Karl May, Cino e Franco e Batman e Robin nei fumetti. Ma nel 1992 esplose come una bomba la pubblicazione nella Gaia Junior di Camilla e i suoi amici di Sandra Scopettone (scrittrice lesbica anche di gialli editi da e/o in cui la detective è lesbica), romanzo uscito in America ben diciotto anni prima, segno di un evidente ritardo nel costume, nella cultura e quindi anche nell’editoria per giovani in Italia. Francesca Lazzarato, che allora già dirigeva di fatto la collana, scriveva che dal 1969 una sessantina di titoli avevano infranto negli Usa la gay barrier, 'cioè le resistenze opposte dagli educatori a che si parli di omosessualità nel ‘giardino’ protetto della letteratura infantile'. In Italia, invece, i libri citati in quell’articolo potevano essere contati su una mano. Dopo l’omosessualità maschile in Camilla, Una ragazza color color caffelatte di Pullman e Lettere dal mare (entrambi 1993), ancora Gaia parlò per la prima volta apertamente di quella femminile ne Il segreto di Myra di Sue Welford (1994). Pure nelle neonate collane per 'giovani adulti' il tema veniva affrontato: in Ex libris e Frontiere (EL) con Aquiloni nella notte di M. E. Kerr e Un amico per sempre di Aidan Chambers e in Supertrend (Mondadori) con Gli occhi di Mr Fury e Fenicotteri in orbita di Ridley e con Pensando ad Annie di Nancy Garden e Liberaci da Evie di M. E. Kerr”).

Philip Ridley intervistato da Federica Velonà (L’importanza di essere se stessi: “D. La sua descrizione del mondo degli adolescenti è molto realistica e di grande impatto. Lei sembra suggerire che tra i tredici e i diciotto anni alla gente capiti di sperimentare il meglio e il peggio della natura umana. È così? R. Io ricordo la mia adolescenza come un periodo di continua scoperta. Di me stesso e del mondo che mi circondava. Mi sembrava di essere Aladino nella caverna magica. C’era così tanto da scoprire, non vedevo l’ora che fosse mattina per affrontare un nuovo giorno. Dormire mi sembrava un’inutile perdita di tempo. In quel periodo ho scoperto artisti, musicisti, e scrittori che mi avrebbero influenzato per il resto della mia vita. Tutte le emozioni erano più grandi e più intense. Credo che durante l’adolescenza dovremmo liberare la nostra immaginazione. Sì, sperimentare come ci sentiamo e chi siamo. Può essere semplice come provare abiti diversi o come conoscere persone che non avremmo mai pensato di incontrare. È così facile cominciare a sentirsi in trappola. Più liberamente sperimentiamo quando siamo giovani, più frutti daremo crescendo”).

Selene Ballerini (La mela di Eva e il globo di Platone: storie lesbiche per ragazzi e adulti: “Se fosse meno difficile essere omosessuali, molte più persone avrebbero relazioni sentimentali con individui del proprio sesso, per sempre oppure occasionalmente”. Con questa frase di Sophie Grillet, semplice, diretta, colma di buon senso e per fortuna non isolata nella divulgazione per ragazze e ragazzi, si allude in sintesi alla fonte delle problematiche connesse all’omosessualità e alla chiave per scioglierle, ovvero: le difficoltà non sono interne ma esterne e consistono nella negazione da parte dell’etica di matrice patriarcale – soprattutto biblica – che umani e umane abbiano diritto di esperire liberamente la propria sessualità, sia fisica che psicologica. L’identico filtro ha oltretutto trasmesso l’idea di una maggior peccaminosità della donna rispetto all’uomo (fu Eva a indurre Adamo a cogliere il “frutto proibito”…) e ha confinato la funzione delle femmine alla riproduzione e all’allevamento della prole. Ecco allora che l’omosessualità femminile se da un lato è percepita sul piano erotico più naturale di quella maschile (le ragazze hanno più confidenza corporea fra loro, inoltre il primo contatto è per tutte e tutti con un corpo nudo femminile, quello della madre) dall’altro tende a essere rimossa, e quasi eclissata, per la sua maggior potenza scardinatrice dei ruoli familiari, il cui fondamento è considerata appunto la donna.
Forse questo spiega, in parte, perché nella narrativa giovanile, almeno in quella veicolata in Italia, fra le tematiche gay il lesbismo sia la meno presente”).

Donatella Maiorca intervistata da Federica Velonà (Un film sul coraggio di rinascere: “D. Tra le figure femminili del film spicca la madre di Angela, che vince la sottomissione nei confronti del marito e trova il modo per aiutare sua figlia. Si può dire che il film in qualche modo lancia un messaggio ai genitori invitandoli a mettere al primo posto la felicità dei figli? R. È proprio questo il messaggio. Prima ancora di raccontare un amore omosessuale, il film racconta l’amore tra due esseri umani, il loro diritto alla felicità. Tendiamo a dimenticarcelo ma il diritto alla felicità è un diritto fondamentale, come quello alla libertà. I genitori devono accettare i figli per quello che sono, aiutarne la realizzazione. La madre non riesce a difendere la figlia, ma la trasforma in figlio e il figlio riesce a difenderlo. La tira fuori dal sotterraneo in cui l’ha chiusa il padre e la porta alla luce non più come Angela, ma come Angelo. In quel passaggio dal buio alla luce, che è come il passaggio attraverso l’utero, c’è una nuova nascita. Il padre, pur essendo durissimo, accetta questa metamorfosi, è il primo a voler credere alla menzogna. La sua è una forma di follia amorosa”).

Marco Pellitteri (L’amore raccontato a fumetti: eros e multisessualità nelle storie a fumetti: “Le sessualità, come detto, sono tante e fanno capolino nella vita delle persone fin dalla prima adolescenza. La stereotipica coppia oppositiva eterosessualità/omosessualità in realtà è una ipersemplificazione di una realtà più sfaccettata, oggi nota con una sigla, GLBT o, in una sua forma più completa (ma circolano acronimi anche più lunghi che indicano una realtà davvero multiforme), GLBTQ, ovvero: gay-lesbiche-bisessuali-transgender-queer. Cosa siano i primi tre termini lo sanno tutti. Essere transgender significa abitare un corpo corrispondente a un genere diverso da quello nel quale ci si riconosce: essere fisicamente maschi ma sentirsi mentalmente e spiritualmente femmine (e viceversa); da cui i processi bio-fisiologici indotti di trasformazione transessuale, che sono il raggiungimento di una qualche parificazione fra autopercezione di gender e status fisico. Queer, infine, è un termine spesso usato da chi si attiva in politica, da chi rifiuta le tradizionali identità di genere e le categorie dell’orientamento sessuale e sente un’oppressione nell’eteronormatività, ma anche dalle persone eterosessuali le cui peculiari preferenze sessuali le rendono delle minoranze”).

Redazione (In biblioteca con le storie gay: una selezione bibliografica di romanzi per ragazzi che parlano di omosessualità tratta da LiBeR Database).


Nello stesso numero
:


Domenico Bartolini, Riccardo Pontegobbi (Non solo bestseller: analisi dei risultati di 12 anni di sondaggi di LiBeR sui libri più prestati e più venduti in Italia: “Le molte proposte di qualità dell’editoria contemporanea rilevate ‘fuori dai riflettori’, nelle diverse posizioni della classifica testimoniano del risultato di un lavoro ostinato ed efficace di contrasto all’omologazione portato avanti da molti operatori attraverso la promozione della lettura. L’analisi dei risultati dei sondaggi comparata con le valutazioni attribuite da documentalisti di LiBeR fornisce infatti una non trascurabile indicazione: le preferenze di lettura – in biblioteca come in libreria, se pur con intensità diverse – risultano sensibili alla qualità delle offerte!”).

Alessandra Pecchioli, Elena Tonini (I sondaggi di LiBeR: un ampio spaccato della realtà italiana di biblioteche e librerie: “Dalle risposte pervenute emerge in maniera molto marcata un netto divario tra le biblioteche del centro-nord (91%) e quelle del sud (9%) del nostro Paese”).

E ancora:
Antonio Faeti (L’eterno ragazzo della guerra di Corea: Il giovane Holden, icona del passato su cui riflettere ancora oggi: “Del gelido dubbio mortifero che copre gli anni Cinquanta, Holden è oggi l’icona più sofferta, più autentica, più capace di proporci un paradigma che spiega l’inattualità vera del libro mentre lo rende così dolorosamente tutto nostro. Spinto dall’urgenza della rilettura, ho per la prima volta sottratto il mio Holden all’era dei Beatles, del sorriso di Kennedy, dell’Informale, della Pop Art, della nouvelle vague, del Gruppo 63, per ricondurlo alla caduta di Dien Bien Phu, all’apoteosi delle spie, alla spettrale risonanza occulta della bomba che tanto influì sull’infanzia del maestro dell’horror, Stephen King. Per capire Holden davvero si dovrebbe organizzare un cineforum, inattuale e profetico come il pensiero di don Primo Mazzolari, che inventò il cineforum. Sono quattro film inquietanti e allusivi, di quelli a cui si affida volentieri quella Storia che non si fida degli storici. Cocktail per un cadavere, del 1948, di Alfred Hitchcock, I vinti di Michelangelo Antonioni, del 1952, I vitelloni, del 1953, di Federico Fellini, Frenesia del delitto, di Richard Fleischer del 1959. In nessun libro che io abbia letto esiste questa condensazione, spettrale e chiarissima, di chiavi interpretative assegnate, con geniale rigore, a quell’età del sospetto (come la chiamò Sarraute) a cui appartiene anche Holden”).

Manuela Trinci (Tribù del pollice: tutti arresi davanti al telefonino: “Sempre più piccolo, sempre più maneggevole e friendly, utilizzabile anche da chi non ne abbia le competenze, il telefonino – onnipresente e sempre indossato – si è fatto oggetto cult pure per i baby consumatori. Eccoli, pronti all’uso, per la Tribù del pollice, la Thumb generation o la Digit generation che dir si voglia. C’è il cellulare rosa di Hello Kitty, il Samsung Tobi (in collaborazione con Disney-Pixar) con tanto di chiamata SOS e finta chiamata per far scappare i male intenzionati. C’è il Primofonino, il cellulare ecologico Kandy, il BabyGuard, il Disney mobile 3 che dà l’accesso diretto all’universo di Topolino&C, e ci sono persino i mattoncini della Lego che costruiscono, esternamente, il Lego Phone. Gli stessi librini fanno la loro parte. E fra i coccolosi della Motta Junior che scandiscono i ritmi di pappa e nanna a suon di squilli, gli innumerevoli sagomati a forma di telefonino, o libri con telefonini giocattolo fissati col velcro sul prolungamento della terza di copertina, gli under-cinque familiarizzano col telefono mobile: uno dei pochi oggetti esenti-crisi nonché elemento comune dei consumi di ogni età, ceto, reddito e appartenenza”).

Maria Letizia Meacci (Ce lo dicono i bambini: un originale albo ci spiega come possano essere i figli a insegnare ai genitori l’amore per i libri: “Se i genitori non conoscono i libri per i bambini, chi insegnerà loro a conoscerli e ad amarli? I bibliotecari, i librai, gli insegnanti o la stampa del settore? No, saranno i bambini a farlo, lo dimostra il libro Come insegnare a mamma e papà ad amare i libri per bambini, edito dalle Nuove edizioni romane. Un albo divertente, trasgressivo, irriverente, che in un simpatico ribaltamento di ruoli vuole far capire ai genitori come è possibile vincere pigrizia, indifferenza, ignoranza per far felici i figli con la lettura”).

Mafra Gagliardi (Facciamo teatro: la collana delle Edizioni Corsare offre drammaturgie diverse: “Scrivere per il teatro oggi rappresenta una sfida. E se lo è per il teatro professionale, che ha una scarsa visibilità nel panorama culturale contemporaneo, lo è molto di più per il teatro della scuola, settore molto marginale, percorso da istanze pedagogiche oltre che teatrali, e aperto a fermenti e stimoli in continua evoluzione. Eppure il problema del testo esiste, eccome. Sul piano teorico, ci sono alcuni punti fermi. C’è la consapevolezza che il testo è una tra le varie componenti dello spettacolo e nemmeno il punto di partenza, piuttosto un punto d’arrivo. E che non coincide perciò con lo spettacolo, ma lo contiene, anzi, può contenerne più d’uno, tanti quante sono le chiavi di lettura degli interpreti. Ed è vero che ogni testo teatrale è sempre in funzione del gruppo che lo rappresenta e dà origine quindi a tutto un intreccio di relazioni tra il senso (i sensi) del testo stesso, le intenzioni degli interpreti, il pubblico a cui si rivolge, le influenze dello spazio e del tempo contingenti. Se i principi teorici sono chiari, resta però sempre il problema di tradurli nella pratica.”).

E anche:

Dossier Segnali di lettura
: rassegna di iniziative e progetti di promozione della lettura e di materiali di letteratura grigia sul mondo del libro per ragazzi.

Le Rubriche:

Ruba bandiera: il gioco e l’immaginario infantile a cura di Roberto Farnè (Wrestling: il gioco dei giochi: “In inglese to wrestle significa “lottare”, wrestler è il lottatore, wrestling è lo sport di lotta, per cui esistono differenti “wrestling styles” nell’ambito degli sport istituzionali, come la lotta libera, greco-romana… Nel nostro linguaggio comune, però, con la parola wrestling si identifica un tipo di lotta a tinte forti sul piano di una spettacolarità tipicamente “made in USA”. Alcuni dei suoi protagonisti sono diventati famosi: oltre al già citato Guerrero, possiamo ricordare Louis Albano e John Sena. Le tv hanno spesso mandato in onda incontri/scontri di wrestling dove alla sovraesposizione delle scene di lotta, tipiche di questi match, si abbina perfettamente la sovraeccitazione del pubblico e dei commentatori televisivi, che accompagnano lo svolgimento dello spettacolo con una “retorica verbale” che sostiene perfettamente la retorica della rappresentazione. Non è affatto strano che i bambini siano spettatori curiosi, divertiti ed eccitabili di fronte a questo genere di rappresentazione”).

La cattedra di Peter: le tesi originali della cattedra di Letteratura per l’infanzia dell’Università di Bologna a cura di Emy Beseghi (Cuore nel cinema muto italiano: “I racconti mensili di Cuore trovano durante gli anni della Grande Guerra un ideale spazio di rappresentazione e un’opportuna cassa di risonanza nel primo cinema italiano. Le commoventi vicissitudini di questi giovani eroi rispondono perfettamente alle direttive propagandistiche del fronte interventista, che all’epoca vede nel cinematografo un potente mezzo di infervoramento patriottico e di adesione alla causa guerresca. Oltre alla retorica nazionalista di cui i film deamicisiani sono infarciti vi sono, però, anche altri elementi, che gravitano al loro interno e che concorrono ad attirare l’attenzione di un altro importante organo istituzionale dell’epoca, che è la scuola. L’ambiente scolastico considera la serie cinematografica come il lodevole tentativo di dare vita a una cinematografia improntata ai più solidi valori umani e ai più alti principi morali”).

La cassetta degli attrezzi: gli strumenti di lavoro per gli operatori del settore, di
Fernando Rotondo (Giardini segreti e stanze dei bambini: una rassegna sui saggi del 2009, sugli autori, sull’illustrazione, sulla lettura e sugli indispensabili strumenti).

Liberweb: notizie dal portale sul mondo del libro per ragazzi

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