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Servizi di LiBeRWEB - Pubblicazioni Idest - Un ausilio per l’integrazione - Intervista a D. Panerati
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Un ausilio per l’integrazione - Intervista a D. Panerati
Daniele Panerati è vicepresidente della Provincia di Prato
La Provincia di Prato ha sostenuto la realizzazione del libro Il serpente bianco, visto come un importante strumento di lavoro per le politiche di relazione sul territorio e gli scambi culturali.
 
Dalla fiaba nasce un testo narrativo: “Il Serpente Bianco”, in doppia lingua (italiano e cinese) e questa rappresentazione, quasi per una inspiegabile coincidenza, aprirà i giochi olimpici di Pechino 2008. E nella nuova stagione teatrale 2008-2009 verrà rappresentata al teatro La Fenice di Venezia. Il Serpente Bianco era già nel cartellone del teatro di Venezia ma a causa degli avvenimenti del Tibet lo spettacolo è stato annullato. A Prato, invece, la Provincia e le scuole stanno lavorando per creare una serie di eventi, di respiro nazionale e internazionale, per presentare al pubblico una delle fiabe popolari più amate in Cina. Perché proprio la città di Prato? Il libro Il serpente bianco di Yang Xiaping è nato grazie al contributo della Provincia di Prato. E’ una collaborazione che nasce già con La Cenerentola cinese, nel 2003, curata sempre dalla Xiaping. Prato, inoltre, è la “chinatown” toscana per eccellenza. Per saperne di più, abbiamo incontrato il vice-presidente della Provincia di Prato Daniele Panerati.
Com’è nato il progetto del “Serpente bianco”?
L’idea della collaborazione con Yang Xiaping risale alla precedente legislatura. E’ noto che a Prato c’è una numerosa comunità cinese e la Provincia ha sempre cercato di promuovere e sviluppare politiche di relazione, scambi culturali. Nella precedente legislatura, assieme al Comune di Campi Bisenzio, sostenemmo la Cenerentola Cinese, un libro dedicato ad una fiaba altrettanto popolare in Cina ma oggi vogliamo andare ben oltre, entrare nella comunità cinese e stimolare la creatività dei giovani studenti, italiani e cinesi.
Quale diffusione e quali iniziative metterete in atto per far conoscere il Serpente Bianco?
Naturalmente la presentazione: la faremo nella “chinatown” pratese che tutti sanno è la via Pistoiese. L’idea di fondo è quella di distribuire, far circolare il volume nella comunità cinese che tendenzialmente è molto chiusa, riservata. In autunno, nelle scuole pratesi e lanciare un concorso. Gli studenti, supportati dagli insegnanti, dovranno produrre una traduzione in prosa del Serpente Bianco. Il testo giudicato migliore vincerà un premio e l’opera sarà rappresentata nel corso del Capodanno cinese con uno spettacolo bilingue. Allo stesso tempo potremmo presentare il libro al Consolato cinese e coinvolgere una città cinese con la quale sono gemellati gli studenti dell’Istituto Professionale Datini di Prato. Il Serpente Bianco, a parer mio, è un libro gradevole da leggere e può essere il grimaldello della cooperazione fra Italia e Cina. Abbiamo appreso con piacere che la rappresentazione del “Serpente Bianco” aprirà i giochi olimpici di Pechino in agosto. E’ una coincidenza che ci permetterà di invitare gli orchestrali di Shangai. Stiamo tessendo una rete di contatti con la direzione del teatro La Fenice di Venezia affinché qualcuno possa partecipare alla presentazione del volume qui a Prato.
Qual è la fotografia odierna della comunità cinese a Prato?
Negli ultimi anni, abbiamo avuto un leggero esodo di cittadini cinesi dovuto al calo dell’export ma in ogni caso le presenze si attestano sulle 15.000. Le aziende cinesi a Prato lavorano soprattutto nel settore dell’abbigliamento e delle confezioni ma gestiscono anche attività commerciali di ogni tipo, dalla gioielleria al ristorante. Il 10% della popolazione scolastica è rappresentato da studenti cinesi e molti di loro frequentano le scuole superiori. A Prato c’è una forte attività post scolastica, grazie ai mediatori culturali, mirata a favorire il processo di apprendimento e integrazione. Proseguono da anni i corsi di cinese e italiano per gli studenti cinesi. Quella che troviamo nelle scuole pratesi oggi è la terza e quarta generazione dei cinesi immigrati che si sta integrando con buoni risultati. Infatti, siamo già carenti di strutture scolastiche, dai nidi alle superiori, e stiamo progettando la costruzione di un nuovo liceo. A Prato è particolarmente diffusa fra i cinesi anche rivista bilingue. Il Serpente Bianco può senza dubbio aiutare questo percorso di integrazione e non dobbiamo lasciarci sfuggire l’occasione.

Maria Serena Quercioli 
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