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LiBeR 84
LiBeR 84
[Ottobre – Dicembre 2009]

Sommario 

Pedagogia della lettura
Inattuali… strategiche letture, Antonio Faeti (p. 17-22)
Sfida agli stereotipi (p. 18)
Rapporto LiBeR 2009 – Seconda parte
Cambio di stagione?, Domenico Bartolini e Riccardo Pontegobbi (p. 23-34)
Orienteering
La sindrome di Charlie Brown, Manuela Trinci (p. 35-38)
Picturebook
Ci vediamo alle nove da Babar, Loredana Farina, tavola rotonda con Noemi Bermani, Paolo Canton, Diletta Colombo, Valentina Colombo, Loredana Farina, Anna Masini, Alessandra Mastrangelo, Giulia Orecchia, Cinzia Ruggeri, Matteo Schubert, Giulia Zaffarono (p. 39-45)
Antiche novità… per tutti, Miranda Sacchi (p. 40-41)
Cultura scientifica
Orti e giardini da leggere, Francesca Brunetti (p. 46-47)
Teatro/Ragazzi
In scena tra epos, diversità e mito, Mafra Gagliardi (p. 48-51)
Infanzia e letteratura
La civiltà del lupo, Giorgia Grilli (p. 52-53)
Riletture
Pinocchio e l’acqua santa, Roberto Denti (p. 54-55)
Cartoonia
Sul balloon e dintorni, Giulio C. Cuccolini (p. 56-57)
Illustrazione
Sfogliare il tempo, Angela Dal Gobbo (p. 58-60)
Dossier Segnali di lettura
Cartoline dalla terra di nessuno, Hamelin Associazione Culturale (p. 62-63)
Materia grigia (p. 64-67)
Harry Potter tra magia quotidiana ed effetti speciali, Ilaria Tagliaferri (p. 68)
Rubriche
Ruba bandiera
L’impresa di essere creativi, Roberto Farnè (p. 69-70)
La cattedra di Peter
Paradisi perduti, Paradisi ritrovati, Emy Beseghi (p. 71-72)
La cassetta degli attrezzi
Libri per crescere diritti, Ilaria Tagliaferri (p. 73-75)
LiBeRWEB
La Guida Librazzi (p. 77)

Inserto redazionale
In collaborazione tra Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e LiBeR, il terzo fascicolo annuale de La bibliografia nazionale dei libri per ragazzi, con le segnalazioni di 570 novità di aprile-giugno 2009.

L’illustrazione di copertina è di Antonio Faeti


Comunicati stampa

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Estratti 

Pedagogia della lettura
Antonio Faeti (Le notti sono tutte doppie: la scelta di libri per i giovani lettori tra giustificazioni e fondamenti pedagogici: “La scelta di ogni titolo dei 25 proposti ha proprio questo fondamento pedagogico: sono tutti inattuali, oscillano tutti tra il disordine esistenziale e l’istanza della ragione. Ci sono inattese convalide, alle quali propriamente non pensavo: quando ho scelto di dedicare la lezione del 23 febbraio 2010 al libro di Willa Cather, La casa del professore, non pensavo in alcun modo che sarebbe stato riedito e riportato in libreria: eccolo lì, tra molte novità inutili, scurrili, banali, questo grande romanzo che conduce le grandi domande di una scrittrice cattolica fino agli scenari che furono poi scoperti e amati da John Ford. Così, con i mezzi di oggi, l’adulto intende far leggere questo libro straordinario a un ragazzino di oggi, può valersi della proiezione di un film memorabile come Sentieri selvaggi, attuare confronti, reciproche correlazioni. Proponendo un volume, oltre a cercare per esso una giustificazione pedagogica, tenterò anche di offrire, ogni volta, le modalità didattiche, i “trucchi”, le cornici, i giochi dei rimandi, i contesti, gli elementi validi e nascosti, insomma tutto quanto, a mio avviso, può garantirgli quel processo di “fascinazione” che lo deve rendere irresistibile agli occhi dei possibili lettori. C’è, anche qui, una calcolata contraddizione: è ovvio che nessun spontaneismo, nessuna pedagogia da cretinismo bamboleggiante, nessuna idiozia da merendine del tipo “diamo loro ciò che desiderano davvero”, si può tollerare in una proposta di questo tipo. Ogni lezione definirà, esplicitamente, un tipo diverso di strategia, perché nessuno può più contare sulle eccitanti liste di proscrizione o sul genio di Leo Longanesi: oggi ogni inferno è artificiale, ogni dannazione è programmata”).

Rapporto LiBeR 2009
Domenico Bartolini, Riccardo Pontegobbi (Rapporto LiBeR 2009 - Parte seconda: “Indubbiamente la crisi economica globale che ha pienamente investito anche il nostro Paese nel corso del 2008 ha inciso su questi risultati, se pure in misura molto inferiore rispetto a stime e rapporti circolati in occasione della Fiera del libro di Bologna nello scorso marzo. Il settore bambini e ragazzi ha mostrato in effetti una tenuta dei livelli della produzione superiore ad altri comparti. Ci chiediamo tuttavia se questa flessione possa essere assunta come indicativa di una parziale riconversione del mercato, dopo gli ultimi anni che hanno visto un modello produttivo fortemente impegnato, dal punto di vista quantitativo, in una politica di febbrile avvicendamento delle proposte”).

Orienteering
Manuela Trinci (La sindrome di Charlie Brown: è possibile riappropriarsi di gioia e tristezza coon l’aiuto delle storie? Nuove strategie per affrontare il dilagante ‘male di crescere’: “Conquista il cuore col suo comportamento da perdente, Charlie Brown, “il bambino dalla testa tonda” che sempre ha bisogno di incoraggiamento, che sempre è tormentato da colpe e avvilimenti. Non casualmente, quindi, lo psichiatra americano Symonds coniò per i ragazzini depressi il termine di “sindrome di Charlie Brown” proprio per poter spiegare, anche ai non addetti ai lavori, un quadro clinico sovrapponibile a quello del personaggio di Schulz, famoso per l’accettazione di un’esistenza candidata al fallimento e alla solitudine. E se ancora negli anni Settanta, Ottanta, si guardava in maniera davvero scettica all’idea che i bambini non visibilmente toccati da fattori traumatici esterni potessero soffrire di questa “malattia degli affetti”, di un “male oscuro” che nasce dal dentro, oggigiorno, di contro, si vive in una sorta di allarme baby-depressione, amplificato dai soliti, inattendibili, dati statistici che vanno dal 4 al 7 al 12% nell’età scolare sino al 27,5% in adolescenza”).

Picturebook
Loredana Farina con Francesca Archinto, Noemi Bermani, Arianna Giorgia Bonazzi, Paolo Canton, Diletta Colombo, Valentina Colombo, Anna Masini, Alessandra Mastrangelo, Giulia Orecchia, Cinzia Ruggeri, Matteo Schubert, Giovanna Zoboli (Ci vediamo alle nove da Babar: cosa spinge un gruppo di persone a incontrarsi una volta al mese per parlare di libri illustrati? Impressioni e opinioni dalla tavola rotonda sul picture book: “Insomma, anche in Italia sta accadendo ciò che altrove è già accaduto: il crescere di una produzione di albi di qualità e l’affermarsi di piccole case editrici che focalizzano la loro attenzione soprattutto su questi, riscuotendo riconoscimento di premi e di mercato anche all’estero; il sorgere di scuole, corsi, master dedicati al libro illustrato; l’affermarsi di nuovi talenti professionali come grafici, illustratori, autori attratti da questo tipo di produzione così articolata e spesso collettiva, che mal sopporta griglie critiche e interpretative univoche e troppo rigide. E che, nella sua evoluzione, tocca ogni volta forme diverse e impreviste. Il picture book è un oggetto affascinante che ha estimatori adulti sempre più numerosi grazie alla sua polifonia narrativa (fatta di immagini, parole, grafica) e al suo essere nato prima di tutto per l’infanzia: età ricca e mitica, intensa e misteriosa che, come l’albo, non tollera definizioni e approcci cristallizzati. È su questo ed altro che si focalizza l’attenzione di questo gruppo di persone che si riuniscono a Milano una volta al mese. Chi sono? Di cosa parlano? Che cosa cercano?”).

Miranda Sacchi (Antiche novità… per tutti! Sulle tracce dei nuovi cossover, tra favole architettoniche e infiniti piani di lettura: “Anche per i libri si può dire che “l’abito non fa il monaco”. Formato, copertina, titolo, illustrazioni, caratteri tipografici, paginazione, autore/i, editore, allegati fanno del libro un oggetto multiuso anche al primo colpo d’occhio. Se poi lo si prende in mano, si sfoglia, si indagano i risvolti di copertina, il copyright, il colophon, gli indici, il sommario si possono fare scoperte interessanti e sorprendenti. Il linguaggio usato, lo svolgimento della narrazione, i protagonisti, le informazioni riportate, testo e paratesto indicano che non sono elementi finalizzati a un destinatario definito a priori come abitudine, usanza e consuetudine potrebbero indurre. Infatti l’albo illustrato, il picture book dalla copertina cartonata, di poche pagine molto spesso non numerate e con testo breve e ben evidenziato, sono considerati prodotti destinati per tradizione esclusivamente ai bambini dai 3 ai 5 anni”).

Cultura scientifica
Francesca Brunetti (Orti e giardini da leggere: le novità ‘germogliano’ nella recente produzione editoriale per bambini, ragazzi e educatori: “Le parole del manifesto Per una rete di orti di pace sono state lette durante un appassionante convegno sugli orti tenutosi a Cesena la scorsa primavera, cui si deve il merito di aver dato voce a una pluralità di esperienze - dalle carceri agli ospedali, sino alle città e alle scuole - legate alla pratica del coltivare l’orto. Esse sono rappresentative di un approccio “filosofico” alla Terra, prezioso bene comune da conoscere, amare, rispettare, vivere, che si ritrova anche in tante pubblicazioni per bambini, ragazzi ed educatori uscite di recente nel nostro Paese. C’è un po’ di tutto in questa fioritura editoriale, basta cercare per trovare di che soddisfare i nostri appetiti!”).

Teatro/Ragazzi
Mafra Gagliardi (In scena tra epos, diversità e mito: uno sguardo alle novità più interessanti della prossima stagione teatrale, che si preannuncia particolarmente vitale e interessante: “Riforma Gelmini e teatro ragazzi: ecco un bel tema di discussione. Le nuove disposizioni del ministro, oltre a introdurre novità discutibili nel mondo della scuola in generale, rendono più problematico il suo rapporto con il teatro e con le altre agenzie di offerta culturale. Tanto per cominciare, come potrà il “maestro unico” organizzare le uscite dei suoi alunni se il rapporto accompagnatore/ bambini deve essere – come prescrive una circolare del ’92 – di quindici a uno? Si potrebbe ricorrere a personale alternativo a quello scolastico, cioè ai genitori, ma occorre studiare le dovute coperture assicurative. Oppure reperire all’interno dello spazio scolastico, verificandone l’agibilità, ambienti sufficientemente ampi per ospitare attività spettacolari. O cercare altre soluzioni tra le prerogative concesse all’autonomia scolastica. Su questi temi si è discusso fra l’altro a Giocateatro, la vetrina torinese delle nuove produzioni teatrali: sono state avanzate molte proposte da affrontare in un medio periodo, come la formazione delle nuove leve di docenti che spesso non conoscono le modalità di una pedagogia dell’arte, e un’altrettanto opportuna formazione del pubblico dei ragazzi, con interventi e materiali che precedano e seguano il momento della visione; ma anche una promozione di attività teatrali all’interno delle classi, come momento propedeutico alla fruizione di uno spettacolo. Iniziative interessanti e indubbiamente utili, che però non possono risolvere il problema nella sua complessità”).

Infanzia e letteratura
Giorgia Grilli (La civiltà del lupo: La promessa dei lupi di Dorothy Hearst racconta il loro sodalizio con gli uomini, destinato a un esito drammatico: “Riforma Gelmini e teatro ragazzi: ecco un bel tema di discussione. Le nuove disposizioni del ministro, oltre a introdurre novità discutibili nel mondo della scuola in generale, rendono più problematico il suo rapporto con il teatro e con le altre agenzie di offerta culturale. Tanto per cominciare, come potrà il “maestro unico” organizzare le uscite dei suoi alunni se il rapporto accompagnatore/ bambini deve essere – come prescrive una circolare del ’92 – di quindici a uno? Si potrebbe ricorrere a personale alternativo a quello scolastico, cioè ai genitori, ma occorre studiare le dovute coperture assicurative. Oppure reperire all’interno dello spazio scolastico, verificandone l’agibilità, ambienti sufficientemente ampi per ospitare attività spettacolari. O cercare altre soluzioni tra le prerogative concesse all’autonomia scolastica. Su questi temi si è discusso fra l’altro a Giocateatro, la vetrina torinese delle nuove produzioni teatrali: sono state avanzate molte proposte da affrontare in un medio periodo, come la formazione delle nuove leve di docenti che spesso non conoscono le modalità di una pedagogia dell’arte, e un’altrettanto opportuna formazione del pubblico dei ragazzi, con interventi e materiali che precedano e seguano il momento della visione; ma anche una promozione di attività teatrali all’interno delle classi, come momento propedeutico alla fruizione di uno spettacolo. Iniziative interessanti e indubbiamente utili, che però non possono risolvere il problema nella sua complessità”).

Riletture
Roberto Denti (Pinocchio e l’acqua santa: nel 1930, grazie a un parroco cattolico, il celebre burattino diventa protagonista di ferventi prediche mariane direttamente dal pulpito: “Nelle prediche del mese di maggio del 1930, don Primo Mazzolari predicò dal pulpito (allora era parroco nel piccolo paese di Cicognara) parlando di Pinocchio e suscitando critiche da parte di certi bigotti: l’autore del libro era stato massone e nelle sue pagine non c’era neanche l’ombra di un richiamo alla religione (già diventata di Stato) e tanto meno a personaggi della Chiesa … Il tentativo di portare Pinocchio nell’ambito della fede cattolica è insistito e di lunga data, da Piero Bargellini (La verità su Pinocchio, 1942) al cardinale Giacomo Biffi (Contro Mastro Ciliegia, 1977). Per quanto mi riguarda c’è una ragione per la quale la scelta di don Primo Mazzolari … resta inequivocabile e purtroppo sempre attuale, ed è quando parla di Mangiafuoco”).

Cartoonia
Giulio C. Cuccolini (Sul balloon e dintorni: un’occhiata ai saggi più interessanti sul fumetto di recente pubblicazione: “È convinzione ormai diffusa che il fumetto sia un medium che sta perdendo terreno rispetto ad altri media elettronici. Tuttavia esso rimane un linguaggio che, puntando soprattutto sull’immagine, è riuscito a raccontare vicende non solo incentrate sull’azione ma anche sulle emozioni. Come qualcuno ha osservato il fumetto starà pure trasformandosi da prodotto di massa in prodotto di nicchia, ma ciò non impedisce che la produzione di storie per immagini continui a essere consistente al pari della saggistica critica sul medium e dintorni”).

Illustrazione
Angela Dal Gobbo (Sfogliare il tempo: una carrellata sui calendari per bambini del 2009: “Meritano la nostra attenzione, se non altro per la qualità delle immagini, i calendari per bambini: prodotti dalla bellezza effimera, tanto diffusi e così poco considerati. Assolvono con scrupolo alla funzione di indicare giorni, mesi, festività e ricorrenze, senza avere la pretesa di essere letti fino in fondo e tanto meno di venire conservati. Oggetti deperibili, si sostituiscono senza rimpianto, e tuttavia devono sottostare a rigide regole: non ammettono refusi né ritardi. Molto hanno in comune con i libri, ma non godono dello stesso apprezzamento.
Per esempio, dispongono anch’essi di pagine, pur non seguendo il ritmo di lettura del racconto, bensì lo scorrere dei mesi. Si tratta per lo più di pochi fogli, in genere dodici, raccolti insieme come si fa per i volumi. Immagino che sarebbe per i bimbi un meraviglioso gioco strappare le pagine di un calendario di 365 fogli per scoprire cosa ci riserva ogni giorno dell’anno, ma non mi è mai capitato di vederne uno simile destinato al pubblico infantile, nonostante ne esistano molti in commercio per gli adulti. Su quelle 12 pagine comunque si ergono, talora bellissime, le immagini. Sono di fatto l’elemento più prezioso e originale dei calendari per bambini”).

Dossier Segnali di lettura
Rassegna di iniziative e progetti di promozione della lettura e di materiali di letteratura grigia sul mondo del libro per ragazzi.

Le Rubriche
Ruba bandiera: il gioco e l’immaginario infantile

Roberto Farnè (L’impresa di essere creativi: il volume L’elmo di Don Chisciotte, di Stefano Bartezzaghi, si propone di rendere la creatività aperta e accessibile a tutti: “La tesi di Bartezzaghi è che la creatività, come viene normalmente (volgarmente) intesa, cioè come esito geniale e misterioso, dovuto a una sorta di capacità demiurgica di pochi eletti, è una colossale panzana. La creatività è qualcosa di procedurale, fatta di retorica e di logica, di ars (s)combinatoria, di un gioco che sta fra l’ossessivo rispetto di regole stringenti (poche e chiare) e la capacità di inventare nuove regole poiché, alla fine, qualunque sia il gioco, si gioca con le sue regole. In questo senso si comprende perché, secondo Bartezzaghi, “Il personaggio che è meno possibile definire ‘creativo’ di tutti è Dio, il creatore. Il Creatore, e ogni creatore, non è il creativo”. E poiché l’universo e ciò che lo abita è “il creato” e noi siamo “le creature”, bisognerebbe decidere se si tratta semplicemente di prodotti, o se non siamo in qualche modo “depositari” di una certa creatività”).

La cattedra di Peter: le tesi originali della cattedra di Letteratura per l’infanzia dell’Università di Bologna
Emy Beseghi (Paradisi perduti Paradisi ritrovati: un percorso attraverso gli intricati sentieri della letteratura per l’infanzia di un popolo dal cuore verde: “Nel Regno Unito, dove il clima favorisce la presenza di una natura incredibilmente rigogliosa, dove il folklore celtico legato alle creature quali fate, elfi, folletti ancora rimane come forte sostrato della cultura popolare, dove parchi, giardini e la natura in generale sono oggetto di estrema cura e attenzione, la presenza di scrittori e artisti che hanno creato attorno e sulla natura è sempre stata alta, a partire proprio dalla fine del XIX secolo, in corrispondenza del forte sviluppo industriale e dall’allontanamento dalla bellezza e dall’idillio della campagna e della vita legata alla campagna”).

La cassetta degli attrezzi: gli strumenti di lavoro per gli operatori del settore
Ilaria Tagliaferri (Libri per crescere diritti: recenti uscite editoriali per fare il punto sui diritti dei bambini, nel ventesimo anniversario della Convenzione internazionale: “Venti anni fa, il 20 novembre 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottava il testo della Convenzione internazionale per i diritti dei bambini: un nuovo documento rispetto alla Dichiarazione dei diritti del fanciullo promulgata dall’Onu nel 1959, dove oltre alla conferma dei concetti precedenti come vita, sviluppo, protezione e non discriminazione per la prima volta viene affermato che i bambini, in quanto cittadini a tutti gli effetti, devono poter partecipare attivamente alla vità della comunità. La Convenzione, entrata in vigore nel 1990, da quel momento in poi verrà ratificata in tutti gli Stati del mondo, eccetto Usa e Somalia. In occasione di questo importante anniversario diamo uno sguardo alle pubblicazioni più recenti che, rivolte ai ragazzi o agli adulti, esplorano e illustrano variamente nuove modalità di conoscenza e approfondimento di tematiche fondamentali per una “crescita diritta”).

Liberweb: notizie dal portale sul mondo del libro per ragazzi

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