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Libri e ragazzi - Argomenti - Argomenti - A carte scoperte - Divulgare non significa rendere volgare
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Divulgare non significa rendere volgare
Appendice dell’omonima trasmissione televisiva, la collana Gli atlanti di Voyager di Giunti riporta su carta i grandi temi affrontati in tv, macchiandosi però di un paio di errori colossali. Impossibile non notarli e doveroso correggerli.

 

“Voyager”, la trasmissione televisiva realizzata e condotta da Roberto Giacobbo su Rai 2, affronta, come indica il sottotitolo “Ai confini della conoscenza”, temi che sollecitano la nostra curiosità e ai quali la scienza non è in grado di fornire risposte soddisfacenti. Insomma, misteri di un passato lontano o enigmi del presente. Come successo in casi analoghi, la casa editrice Giunti ha lanciato una collana, battezzata Gli atlanti di Voyager, di cui Giacobbo è “curatore, coordinatore, responsabile scientifico e promotore”. I titoli, scritti da autori diversi, svolgono alcuni dei temi affrontati dalla trasmissione (Le piramidi, I Templari, Mostri e creature fantastiche, Isola di Pasqua, Ufo, Cerchi nel grano, ecc), sono destinati a un pubblico generico e, per il taglio divulgativo, sono fruibili anche da adolescenti. Uno degli ultimi, Dracula: viaggio in Transilvania di Alessandra Bisceglia, affronta e svolge il tema del vampirismo. Lo fa in un'ottica storica che mira a distinguere realtà e mito e insiste particolarmente sui risvolti letterari e cinematografici del fenomeno. L'iconografia è varia, ma non sempre viene indicata la fonte e la cronologia delle immagini. Tutto sommato l'opera sarebbe apprezzabile se non fosse per un box a p. 75, titolato "Nascita di un mostro", che contiene ben due svarioni che proiettano un'ombra inquietante sulla serietà dell'insieme. Nel suddetto box l'autrice ricorda il celebre episodio, occorso nel 1816 a Villa Diodati sulle rive del Lago di Ginevra, nel quale Mary, il marito P.B. Shelley, il dottor Polidori e altri letterati gareggiarono nella scrittura di un racconto horror. Si legge: “A Villa Diodati i discorsi vertevano su argomenti di grande attualità, si parlava tra l'altro di Darwin e dei suoi studi sulla razza umana.” A parte il fatto che Darwin all'epoca aveva solo sette anni, non andrebbe confuso il tema della creazione artificiale della vita, dibattuto a Villa Diodati (a seguito anche della diffusione delle conoscenze sull'elettricità animale), con quello dell'origine della specie umana, affrontato da Darwin 43 anni dopo (la sua celebre opera sull'Origine della specie è del 1859). Non si tratta quindi di un semplice lapsus nel quale tutti possono incorrere, ma di un grave errore concettuale.
Divulgare non significa rendere volgare, nel senso di trattare approssimativamente e a braccio un determinato argomento, bensì rendere in volgare, cioè svolgere un tema con un linguaggio chiaro e accessibile al grosso pubblico, salvaguardando al contempo la precisione concettuale dell'argomentazione.

Giulio C. Cuccolini
(da LiBeR 79)

 
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