I canali di LiBeRWEB: editori  |  biblioteche  |  librerie  |  libri&ragazzi
Copertina dell'ultimo numero di LiBeR - Fare clic per visualizzare la presentazione
Servizi LiBeR
Schede Novità
Rubriche e argomenti
di letteratura per ragazzi
Speciale
Saggio leggere
Gli indirizzari
I sondaggi di LiBeR
Produzione editoriale
La guida Librazzi
Logo - fai clic per visualizzare Guida Librazzi
Libri e ragazzi - Interviste d'autore - Beverley Naidoo - Uno spazio per la speranza
  Stampa la pagina corrente  Mostra la mappa
Beverley Naidoo - Uno spazio per la speranza
Beverley Naidoo - Uno spazio per la speranza

Beverley Naidoo, autrice di romanzi e racconti sulla vita africana, racconta in questa intervista di Federica Velonà il suo rapporto con le situazioni contingenti che ama descrivere nelle sue storie “di conflitto e speranza”.

Beverley Naidoo, lei aveva già vinto un CABA Award nel 1998 con il suo libro No Turning Back (Non voltarti indietro, Mondadori 2002). Pensa che questo tipo di premi possa far crescere l’interesse per la letteratura sull’Africa?
Spero di sì. La letteratura ci permette di entrare in contatto come esseri umani, di capire il senso di umanità che ci unisce. 
Nei secoli però l’Europa e l’America hanno risucchiato enormi ricchezze dal continente africano senza pensare alla sua popolazione. E penso che questo succeda ancora in moltissimi casi. 
Il Sud Africa è cambiato molto dagli anni dei suoi primi libri agli ultimi che scritto. E’ possibile seguire i cambiamenti della situazione attraverso i suoi libri?
La narrativa che scrivo è molto legata a situazioni contigenti. Out of Bonds, la mia raccolta di racconti, contiene sette storie oguna delle quali è ambientata in una diversa decade. Si va dall’era dell’apartheid al post-apartheid. Il conflitto e il dramma vissuto dai personaggi nelle storie apre uno spiraglio sul più ampio contesto storico. Il mio romanzo Non voltarti indietro si svolge alla vigilia delle prime elezioni democratiche nel Sud Africa. Il protagonista, Sipho, è un bambino che ha ereditato il peso dell’apartheid ed è colto in un momento carico di violenza e cambiamenti. Puntando l’attenzione su questo ragazzo che è scappato da un patrigno violento per unirsi ai giovani che cercano di sopravvivere per le strade della città, volevo anche sollevare il problema più vasto del cambiamento  sociale. Un lettore può scegliere di leggerlo solo come una storia forte oppure trovarci  spunti per approfondire il tema.
Un altro aspetto molto importante del suo lavoro sono gli incontri con i giovani e le discussioni con loro sui suoi libri e sull’Africa. Pensa che le nuove generazioni siano interessate ai problemi dei paesi esteri e siano coscienti della globalizzazione in atto?
Io credo che i giovani abbiano il potenziale per interessarsi ai problemi globali e per impegnarsi a risolverli. Per quanto riguarda la mia esperienza con i lettori, mi sembra che se si è franchi e onesti con i giovani, questi sono molto interessati a conoscere il modo in cui funziona il potere. Sono anche molto colpiti dall’ingiustizia e dalla grande divario tra ricchezza e povertà.  Comunque le nostre società – compresi i media – spesso allontanano l’attenzione dalle serissime questioni che rendono il nostro mondo così vulnerabile e pieno di pericoli.
Conflitto e speranza sono le due parole chiave del suo libro: secondo lei la letteratura per bambini e giovani adulti deve sempre mostrare delle situazioni in cui ci sia spazio per la speranza?
Sì, io mi sento in qualche modo tenuta a individuare uno  “spazio per la speranza”. Sono d’accordo con Antonio Gramsci quando parlava di “pessimismo della ragione e ottimismo della volontà”. Nella sua prefazione a Out of Bond, l’arcivescovo Desmond Tuto scrive di quelli che hanno sofferto sotto l’apartheid e della “ammirevole magnanimità e generosità di spirito” che hanno dimostrato nel saper perdonare i loro oppressori e aguzzini. Come esseri umani siamo capaci di grandi bestialità. Solo l’idea di umanità condivisa può salvarci da noi stessi.

Interview to Beverley Naidoo  
by Federica Velonà

Mrs Beverley Naidoo this is the second time you won a Caba Award for a book about South Africa, the country where you spent your youth. Do you think that this kind of awards is useful to increase the interest for literature on Africa?
I hope so. Literature enables us to connect as human beings, to realise our common humanity. Over the centuries, however, Europe and America have sucked tremendous wealth out of the continent of Africa without taking an interest in its people. I believe this is still largely the case.
South Africa has changed a lot from the years of your first books to the last you wrote. Is it possible to see the changes of the situation through your books?
My fiction is very much situated in actual points in time. My short story collection Out of Bounds contains seven stories each set in a different decade spanning the apartheid era and into 'post-apartheid'.  The conflict and drama for the characters in each story provide a small window onto the wider historical context.  My novel No Turning Back (Non voltarti indietro, Mondadori 2002) is set on the eve of the first democratic elections in South Africa. My central character, Sipho, is a child who has inherited the legacy of apartheid and who is caught in a time of violence as well as a time of change.  By focusing on this young boy who has run away from an abusive stepfather to join the street children attempting to survive in the city, I was also raising wider questions about social change.  A reader might choose just to read it as a strong story but if the reader wishes to dig deeper, the layers are there.
Another important part of your work is to meet young people and discuss with them about your books and about Africa. Do you think that the new generations are interested in the problems of foreign countries, that they are aware of the processes of globalization?
I believe young people have the potential to be interested and to engage with global issues. My own experience in talking with readers is that, if one is frank and honest with young people, they are often extremely interested in how power is operated.  They are also disturbed by evidence of injustice and vast disparities of wealth and poverty. However, our societies - including our media - frequently divert attention from the very serious underlying issues that make our world such a fragile and dangerous place.
Conflict and Hope are the two key words of your book: in your opinion literature for children and for young adults should always show situations in which there is some space for hope?
Yes, I do feel a certain responsibility to find 'space for hope'. I concur with Anton Gramsci when he spoke of 'pessimism of the intellect and optimism of the will'.  In his Foreword to Out of Bounds, Archbishop Desmond Tutu writes of those who suffered under apartheid and the 'remarkable magnanimity and generosity of spirit to forgive their tormentors and oppressors.'  As human beings, we are capable of great bestiality. It is only idea of a shared humanity that can save us from ourselves.

 
Nuova ed.
Twitter
LiBeR su Facebook

LiBeR su Facebook
Servizi di LiBeRWEB
Convegni
Iniziative del Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi di Campi Bisenzio
Elenco delle iniziative
Iscrizioni on-line
Newsletter
Logo Newsletter
La newsletter mensile che puoi ricevere gratuitamente nella tua casella di posta elettronica
Archivio delle newsletter

Iscriviti alla newsletter