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Libri e ragazzi - Interviste d'autore - Mario Lodi - Volare via dalla violenza
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Mario Lodi - Volare via dalla violenza
Mario Lodi - Volare via dalla violenza
Dalla storia di Cipì a quella delle proprie esperienze di vita in un momento tragico come quello della guerra: Mario Lodi, intervistato da Alessandra Bruscagli ha ricostruito insieme ai bambini libri per non dimenticare il valore fondamentale della libertà. E perché non sia “la bestia” a vincere.

Il corvo è un romanzo autobiografico in forma diaristica, in cui lei racconta fatti accaduti negli anni della guerra e della Resistenza. Come questa esperienza è entrata successivamente nel suo lavoro di insegnante e in quello di scrittore?
Quando in quinta classe studiammo la seconda guerra mondiale sui documenti e sulle testimonianze, i miei scolari mi domandarono se anch’io avevo partecipato a quella guerra. Fu così che raccontai la mia esperienza. La registrazione diventò poi il testo di un libro, Il corvo.
Come ripensa oggi a quei difficili momenti che hanno segnato la sua gioventù?
Quei difficili, drammatici momenti non si possono dimenticare: spero che i giovani di oggi abbiano un futuro di pace.
In che misura dietro la memoria autobiografica c’è la storia di una generazione?
Le memorie autobiografiche riunite insieme, dice Franco Ferrarotti nel suo libro Storia e storie di vita (Laterza, 1981) rappresentano l’autentica guerra di una generazione perché vissuta emotivamente, raccontata nei particolari.
Per tornare a Il corvo e a quella “bestia” che è dentro ognuno di noi, come è riuscito a vincere la tentazione di uccidere il milite che doveva accompagnarla al Comando delle SS?
Credo che sia stata la formazione avuta da mia madre cattolica e da mio padre socialista pacifista, che nell’inconscio, in quel momento si è risvegliata in me e mi ha salvato.
Oggi, nell’attuale società pare che la “bestia” spesso abbia il sopravvento sui buoni sentimenti. Secondo lei è dovuto all’importanza che il potere e il denaro hanno assunto nei confronti dei valori umani?
È stata la televisione, o meglio i gestori della televisione, che hanno influenzato tutti noi, presentando con insistenza film di violenza, creando l’assuefazione alle scene di morte, e messo in crisi antichi valori.
Nelle avventure di Cipì non ci sono quelle difficoltà che erano parte del periodo bellico e penso all’uomo col fucile, alla perdita dell’uccelletto amico che viene impallinato, alle cure della compagna ferita. Vorrei sottolineare anche la morte della piccola margherita (brano ricco di poesia). Sono questi esempi e spunti per preparare i più piccoli ai momenti duri che la vita inesorabilmente ci propone o esiste un’altra chiave di lettura?
La morte fa parte della vita. Ma la vita è anche amore, solidarietà, poesia. Questo libro scritto insieme ai bambini io credo sia ancora valido perché nell’insieme si ispira alla non violenza, alla libertà e alla solidarietà.

(da LiBeR 66)

 
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